MAI DIRE RAI! LA MINORANZA BERSANIANA CONTINUA AD IMPAZZARE AL TG3 E IL RENZIANO ANZALDI PENSA ALL’ARTIGLIERIA PESANTE: UN RICORSO ALL’AGCOM CONTRO GLI SQUILIBRI - INTANTO CAMPOSANTO DALL’ORTO IMBARCA UN ALTRO MTV BOY

MICHELE ANZALDIMICHELE ANZALDI

1 - RAI, ANZALDI: STO VALUTANDO RICORSO AD AGCOM SU SQUILIBRI TG3

(askanews) - Un ricorso all'Agcom sugli squilibri al Tg3? Sto valutando se presentarlo o no. Tra l'altro a scoraggiare sono anche le tempistiche di risposta di questa Autorità di cui a volte si fatica ad apprezzare fino in fondo l'utilità: spesso Agcom risponde dopo mesi e mesi, quando ormai è inutile oppure inefficace operare dei riequilibri".

 

Risponde così il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, alla domanda se sia realmente intenzionato a presentare un esposto all'Agcom sul Tg3 a causa della eccessiva presenza degli esponenti della minoranza Pd nei telegiornali, spesso a nome di tutto il partito di maggioranza.

 

VIALE MAZZINI By VINCINOVIALE MAZZINI By VINCINO

"Se penso al caso Annunziata - aggiunge Anzaldi - oppure ai tanti ricorsi presentati in campagna elettorale, le cui risposte sono arrivate quando ormai il voto si era tenuto, mi chiedo se sia realmente utile rivolgersi a questa Autorità che in altri casi, invece, si è mostrata molto pronta, soprattutto se sono in gioco interessi di altro tipo, diversi dal pluralismo e più vicine a logiche commerciali. Un altro esempio che mi viene in mente è la vicenda della bestemmia in onda su rai 1: c'è voluto un anno per avere un pronunciamento".

 

2 - CHI È GIAN PAOLO TAGLIAVIA FUTURO STRATEGA IN RAI PER LE ATTIVITÀ DIGITALI SUL WEB, MOBILE, SOCIAL NETWORK, OTT E TV CONNESSE. E COSA LO ASPETTA

Da “Primaonline.it”

 

Non è un compito da poco quello che il direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto ha deciso di affidare a Gian Paolo Tagliavia che a dicembre entrerà a viale Mazzini come responsabile della strategia del digitale non lineare, cioè di  tutte le attività  sul web,  mobile, social network ott e tv connesse del servizio pubblico.

viale mazzini medium viale mazzini medium

 

Campo Dall’Orto ha scelto dunque un manager che conosce bene, avendo  condiviso con Tagliavia  almeno 15 anni di  lavoro tra  Mtv,  La 7 e Timedia, per sviluppare un progetto che considera fondamentale per il futuro della Rai che il dg punta a trasformare “da broadcast a media company” portando avanti “un grande progetto di digitalizzazione culturale dell’azienda per permetterle di diventare un riferimento rispetto ai comportamenti e ai linguaggi contemporanei”, come ha detto nella sua prima intervista al Foglio.

 

Gian Paolo Tagliavia può essere la persona in grado di mettere in moto un processo di trasformazione così profondo e quasi rivoluzionario? L’esperienza non gli manca con quasi due decenni di lavoro nel settore dei media e della comunicazione e una capacità di intergarire con le persone tenedo sempre conto del fattore umano.

 

Cavallo di Viale MazziniCavallo di Viale Mazzini

Attualmente Tagliavia è a capo di Ipg Mediabrands Italia la holding che raggruppa le attività delle agenzie media di Interpublic Group, colosso mondiale  della pubblicità (il terzo per fatturato dopo Omnicom e Wpp), dove è entrato nel 2013 come ceo assumendo l’anno successivo anche la presidenza della sede spagnola, due anni che gli sono serviti per affinare le sue conoscenze sui brand e i nuovi servizi per il mercato dove le tecnologie digitali stanno dilagando.

 

Ma è in ambito editoriale applicato alla televisione e a internet che Tagliavia si è impegnato a partire dal 2011 quando a incominciato a lavorare al dipartimento digitale di Mtv, dopo essere stato per tre anni, dal ’96 al ’99, a Publitalia e poi dal ’99 al 2000 a Mtv Pubblicità. A Mtv lavora a fianco di Campo Dall’Orto, che ne era direttore generale, proprio per sviluppare le attività della rete sul fronte internettiano.

RaiRai

 

Poi  le responsabità  di Tagliavia si allargano anche a La7, entrata nelle responsabilità di Campo Dall’Orto,  facendo parte come Mtv delle partecipazioni di Telecom Italia Media. Dal 2005 al 2008 Tagliavia collabora  allo sviluppo delle piattaforme digitali di Ti Media  per ritornare a  Mtv Italia come amministratore delegato quando Campo Dall’Orto, dopo essere diventato  responsabile di tutte le attività europee di Viacom, lascia la guida operativa della società mantenendo la presidenza.

 

Sono anni cruciali, il manager piloterà la trasformazione di Mtv da rete musicale di videoclip in canale di intrattenimento a tutto tondo per il  target dei 15-34enni, puntando a fidelizzare il difficile  pubblico dei millennial multitasking e sempre interconnesso con la declinazione dei contenuti televisivi sulle piattaforme digitali, web, mobile, e l’interazione con  i social network.

 

Luigi GubitosiLuigi Gubitosi

Ma quale è la situazione Tagliavia che troverà a Viale Mazzini? Che l’azienda non abbia una visione chiara della sua presenza su Internet  lo  si capisce dalla forte confusione che c’è a livello organizzativo. Non esiste infatti un vero responsabile editoriale dell’offerta digitale. Sulla carta sarebbe Piero Gaffuri, l’ex amministratore delegato di Rainet, a cui fanno capo i portali Rai.it e Rai.tv, che nata come società autonoma è stata riportata all’interno della Rai per volontà dell’ex dg Luigi Gubitosi, e collocata nell’area tecnica del cto Valerio Zingarelli come fosse una semplice  piattaforma tecnologica e non una struttura editoriale.

 

La conseguenza è che, mentre davanti allo spauracchio del debutto di Netflix e il dilagare di You Tube e Facebook, tutti i player televisivi hanno fortemente potenziato le offerte web free e pay, i  portali della Rai sono rimasti fermi al palo.

 

LUIGI DE SIERVOLUIGI DE SIERVO

Se si pone la necessità di un ridisegno complessivo dell’offerta digitale sarà necessario evidenziare innanzitutto quali contenuti sfruttare e con quali modalità, e con una strategia unitaria di gestione su tutta la filiera dei mezzi. Tagliavia dovrà dunque interagire anche con Rai Com, la società guidata da Luigi De Siervo che ha il mandato di vendere il prodotto Rai  e che ha chiuso accordi per la cessione  di contenuti a Google, Netflix e Vodafone.

 

Tra le altre attivita’ da sviluppare dovrebbe esserci anche una politica di cross-promotion. Ci sarà pure infatti un motivo se la Rai pur essendo il primo editore televisivo non riesce a farsi riconosce questo primato su Internet. Tanto che i siti  Rai News.it e Rai Sport.it che dovrebbero essere i suoi fiori all’occhiello non si sono mai  affermati.

 

3 - ESPLODE LO SCANDALO SEAT PG E CDO SCONFESSA L’ACCORDO CON RAI PUBBLICITÀ

Guido Paglia per “Lultimaribattuta.it”

 

Seat Pagine GialleSeat Pagine Gialle

Detto ieri delle difficoltà all’orizzonte per il nuovo corso di Seat Pagine Gialle, con l’imminente fusione con Iol (e le ultimissime notizie dal Palazzo di Giustizia di Torino certo non aiutano), c’è poi da analizzare un altro aspetto inquietante della vicenda: per il futuro dell’azienda torinese saccheggiata dai precedenti azionisti e manager, ma anche per l’alleata Rai Pubblicità.

 

ANTONIO CAMPO DALL ORTO ANTONIO CAMPO DALL ORTO

E a proposito di RAI, una batosta dolorosa per Seat e l’ex-Sipra, è arrivata da Converti e dal neo-direttore generale di Viale Mazzini, Antonio Campo Dall’Orto – renziano doc destinato a durare- di non permettere più che la rete Seat venda spazi pubblicitari anche per conto di Rai Pubblicità.

 

Una sconfessione totale e senza appello dell’accordo fortemente voluto dall’ormai quasi ex AD Fabrizio Piscopo e avallato dal suo protettore Luigi Gubitosi. E che ha chiaramente destabilizzato molti dei venditori Seat, cioè un piccolo esercito di quasi 1500 persone, abituato a vendere prodotti (gli elenchi telefonici, per di più in regime di monopolio) e che riusciva tuttora a catalizzare parecchi investimenti cartacei in piena era web. Un esercito già smarrito dalle turbolenze degli ultimi tempi, che adesso rischia di sbandare ancora di più.

 

E adesso anche per Rai Pubblicità, che già ha visto dimezzare in tre anni di gestione Gubitosi-Piscopo una raccolta pubblicitaria che aveva raggiunto il miliardo, si preannunciano gravi conseguenze. Perché, proprio in forza dell’accordo con Seat PG ora sconfessato, la forza vendita aveva dovuto subire colpi durissimi, con lo smantellamento della “vecchia guardia” dirigenziale l’umiliazione degli agenti migliori. Ora, in pratica, bisogna ricominciare daccapo. E buona fortuna davvero anche al poveretto che dovra’ mettere mano ai disastri dell’accoppiata Gubitosi-Piscopo.

 

ANTONIO CAMPO DALL ORTO  ANTONIO CAMPO DALL ORTO

In Seat, comunque, non stanno certo meglio. Dopo l’uscita di scena del precedente AD Santelia, (che con la misura del concordato aveva salvato l’azienda) si ha sempre più l’impressione che ci si stia preparando ad un altro bagno di sangue: pericoloso calo dei fatturati con i conti post concordato che già non reggono (costi ormai superiori ai ricavi), quindi ricadute negative sulle risorse umane sia dipendente che agenti.

 

L’attuale management commerciale è sempre più debole e meno credibile sul mercato e si attendono con trepidazione le decisioni della nuova proprietà. Soprattutto le attendono le centinaia di dipendenti messi in cassa integrazione a zero ore.

 

Oltretutto, la fusione tra tre reti di vendita diverse e fino a ieri concorrenti sta comportando, come sempre, un rimescolamento e una ridefinizione di ruoli e responsabilità, per cui tra la forza vendita Seat la tentazione di “cambiare aria”, forse nemmeno così sgradita dai nuovi vertici, si fa sempre più forte. Le sirene che cantano alle orecchie degli uomini Seat più bravi e competenti, sono numerose e melodiose. E la fuga è solo all’inizio.

 

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