ESSERE NANNI MORETTI – “PER FELLINI ERO UN SAVONAROLA, NON CREDO ABBIA MAI VISTO UN MIO FILM” – “QUANDO HAI UNA TUA CASA DI PRODUZIONE PUOI PERMETTERI DI GIRARE SENZA UNA SCENEGGIATURA COMPLETA” – “CARO DIARIO DOVEVA ESSERE UN CORTOMETRAGGIO DI 15 MINUTI”

1.NANNI, IL CINEMA E FELLINI: PER LUI ERO UN SAVONAROLA

Valerio Cappelli per “Il Corriere della Sera

 

«È stato contento della sua lezione di cinema?», chiede un malcapitato cronista. Lui lo fulmina così: «Non è stata una lezione». Chiamiamola performance. «Lui» è Nanni Moretti, che ha chiuso il Festival di Bari, dove ha ricevuto il premio «Fellini»; bandite le domande del pubblico, moderatore il critico francese e suo amico Jean Gili, il quale ricorda il giudizio che su di lui diede Fellini: «Mi fa piacere sapere che esiste nel cinema italiano un giovane Savonarola, io che sono un vecchio papa corrotto».

NANNI  MORETTI - ''MIA MADRE'' -NANNI MORETTI - ''MIA MADRE'' -

 

«Accolgo con serenità questo giudizio, ma sono sicuro che Fellini non ha mai visto un mio film, non gli interessava assolutamente vedere i film degli altri. Non era snobismo: era totale disinteresse. Quando andai al suo funerale a Cinecittà, mi colpì la bara troppo piccola. Mi venne fuori uno sguardo strano, troppo severo. Una delle poche cose di cui sono fiero è di non averlo mai costretto a vedere i miei film. Forse parlava di me come personaggio, non di me come regista».

 

Ecco, il personaggio Moretti finisce col prevalere anche stavolta: «Quando incontro il pubblico mi sembra di non rispondere mai alle domande, non le capisco, mi appoggio a un concetto. Mi chiedono: è vero che la tv rimbambisce? È come se non volessero la mia opinione, ma la verità».

 

Passa in rassegna il suo cinema, centrando il racconto su Caro diario , il film che nel 1994 gli valse il premio alla regìa a Cannes. E fa un diario del suo «diario»: «Cercai di fare in tempo per la Mostra di Venezia, poi per fortuna le cose sono andate in modo diverso».

NANNI  MORETTI - ''MIA MADRE''NANNI MORETTI - ''MIA MADRE''

 

Il film era nato come cortometraggio, di uno dei tre capitoli si chiese che senso avesse «una vespa che se ne va in giro per Roma?». Le musiche del belga Wim Mertens «non andavano bene per niente, Michael Nyman è più bravo e disponibile», alla fine si affidò «con un certo imbarazzo» a Nicola Piovani; sull’episodio alle Eolie, Renato Carpentieri gli disse che l’elicottero con loro due e l’altro attore, Antonio Neiwiller, sarebbe precipitato, i giornali avrebbero titolato: «Morto Nanni Moretti e due attori napoletani; “noi saremmo solo due attori napoletani”», ironizzò Renato. Il quale appare in una scena tagliata, quando a Vulcano vuole incontrare Mike Bongiorno.

 

C’era un quarto capitolo, con Silvio Orlando nei panni di un regista senza talento che convinse tutti i critici tranne uno, ma lo tagliò.

 

NANNI  MORETTI - ''MIA MADRE''NANNI MORETTI - ''MIA MADRE''

«Ancora una volta cominciai un film senza essere pronto e pensavo che nessuno sarebbe andato a vederlo. Non credo di avere un grande talento, altri registi hanno un rapporto più leggero con il proprio lavoro». Caro diario è più libero rispetto a film più scritti, come Mia madre , che uscirà il 16 aprile, su cui l’amico critico semplicemente sorvola. Ma dice che La Cosa , il documentario sullo smarrimento dei militanti comunisti dopo la fine del Pci, andrebbe rivisto. «Si può anche sopravvivere senza», risponde Nanni. Come ti è venuta l’idea di Habemus Papam , un Papa che si ritira? «Lasciamo il mistero». La messa è finita, rompiamo le righe.

 

 

2. “SONO ORGOGLIOSO CHE FELLINI NON ABBIA MAI VISTO UN MIO FILM”

di Nanni Moretti – da “Il Fatto Quotidiano

 

   Pubblichiamo un estratto della master class di Nanni Moretti, coordinata dal critico cinematografico Jean Gili, ieri a Bari per il Bif&st. Era appena stato proiettato “Caro diario”.

 

john turturro  NANNI  MORETTI - ''MIA MADRE''john turturro NANNI MORETTI - ''MIA MADRE''

   Caro diario è nato per caso, io non mi sono reso conto che stavo per girare il mio nuovo film, me ne andavo in giro con quattro persone di troupe. D’estate a Roma c’era per caso Jennifer Beals, perché il marito Alexandre Rockwell, regista, era andato a mostrare un suo film alla Mostra del Cinema di Venezia. Allora io, che la conoscevo poco, imbarazzatissimo, le chiesi di fare un’apparizione nel mio cortometraggio. Pensavo di girare un filmino di un quarto d’ora, da mostrare solo nel mio cinema. Se non avessi avuto un cinema mio non avrei mai pensato di farlo. Era una cosa così fatta in totale leggerezza, che mi ricordava i tempi del Super8 quando nessuno aspettava l’uscita del film di Moretti, io facevo i filmini con gli amici”.

 

   FEDERICO FELLINI

 

   “Sono sicurissimo che Fellini non ha mai visto un mio film. Non gli interessava assolutamente vedere i film degli altri. Sono fiero di non averlo mai invitato a vedere un mio film. La sua dimensione di spettatore cinematografico non gli interessava, mentre la sua dimensione di lettore di libri era enorme”.

NANNI  MORETTI - ''MIA MADRE''NANNI MORETTI - ''MIA MADRE''

 

   LA SCENEGGIATURA

 

   “Palombella rossa, Caro diario e Aprile, soprattutto gli ultimi due, non hanno avuto una separazione netta tra momento della scrittura, momento della preparazione. Comincia il momento delle riprese.

 

   È possibile fare un film così, è eccitante ma è rischioso, è possibile farlo quando hai un rapporto non marziale, non troppo ufficiale, col produttore. Come nel mio caso. Quando hai una tua casa di produzione. Scrivi, giri, poi vai in moviola, poi scrivi e monti”.

 

   LEGGEREZZA

 

nanni morettinanni moretti

   “Leggerezza, irresponsabilità, incoscienza in senso positivo. Un film che uno vede in sala strutturato, montato, poi alle volte alla fine è il frutto di alcune casualità. Devo dire che il fatto di arrivare impreparato alle riprese, non mi è capitato sempre. Ci sono dei film che io assolutamente sentivo di dover girare con una sceneggiatura solida, strutturata, precisa nei dettagli... La messa è finita, La stanza del figlio, Habemus Papam o l’ultimo film che ho fatto. Poi ci sono dei film, e mi sembra siano capitati uno di seguito all’altro, Palombella Rossa, Caro Diario e Aprile, in cui ho cominciato a girare senza una sceneggiatura precisa, per frammenti, sperando poi di colmare i buchi narrativi che c’erano nel racconto, di colmarli durante le riprese. Questo può essere un modo di lavorare più interessante, ma è anche più rischioso”.

 

   LA MALATTIA

 

nanni moretti al reading di francesco piccolonanni moretti al reading di francesco piccolo

   “Ho capito che l’avrei voluta raccontare con semplicità e ironia. Mi veniva in mente un mio vecchio allenatore di pallanuoto che diceva ai giocatori che volevano fare delle strane rovesciate, dei tiri impossibili: ‘Nun te ’nventà niente’. È bastato aprire una cartellina in cui avevo tenuto degli appunti dei miei incontri con i medici, le prescrizioni. Ho tagliato dalla parte alta dell’inquadratura il nome del medico, però le grafie e le prescrizioni sono quelle vere. Era importante raccontare quella vicenda senza compiacimento. Senza fare una celebrazione della malattia e della sofferenza, neanche sadismo nei confronti della spettatore perchè quando si racconta una malattia questi sono rischi”.

 

   LA MESSA È FINITA (1985)

 

   “Il finale de La messa è finita sono due cose insieme: sia una sconfitta che una vittoria per il personaggio che io interpreto. Parte per la Terra del fuoco, però non è riuscito nella sua città, nella sua parrocchia, fare tanto per gli altri. È insieme un passo avanti e un passo indietro”.

 

   PALOMBELLA ROSSA (1989)

nanni moretti al reading di francesco piccolo (2)nanni moretti al reading di francesco piccolo (2)

 

   “Verso la fine degli anni Ottanta c’è stato un ritorno dell’importanza della sceneggiatura. Una voglia di fare i compitini ben fatti. C’era la centralità del racconto ma insieme c’era un ritorno di accademismo . Allora, per reazione, con Palombella Rossa ho voluto raccontare in maniera molto più libera, meno obbediente a regole un po’ vecchiotte. Racconto la crisi di un dirigente del Pci, la crisi esistenziale che va di pari passo a quella politica. Avrei potuto raccontare la crisi familiare che va di pari passo con la crisi politica, girare dei dialoghi come: ‘Cara... stiamo insieme per abitudine’, oppure inquadrare la macchina, un maggiolino Volkswagen, che porta il nostro dirigente fuori Roma verso dei compagni tanto onesti e appassionati ma anche ottusi.

 

Invece ho preso una piscina e una partita di pallanuoto che sembra non finire mai. Ho voluto prendermi la libertà di raccontare lo smarrimento, la confusione, la perdita di memoria della sinistra italiana in maniera non realistica, con la macchina, il maggiolino, la crisi familiare e i dibattiti appassionati ma un po’ noiosi tra militanti... ma ho voluto raccontare tutto durante una partita con un’amnesia. Perché avevo individuato nella perdita di memoria un nodo del nostro paese e della sinistra italiana di quel periodo, fine degli anni Ottanta”.

 

   LA COSA (1989)

remo remotti nanni morettiremo remotti nanni moretti

 

   “A proposito di semplicità: La Cosa è un film documentario di un’ora sulla fine del Pci. Nel novembre del 1989 ci fu il crollo del muro e dopo un paio di giorni Achille Occhetto propose di cambiare identità e nome al Partito comunista. Una decisione che prese in solitudine. Io iniziai ad andare nelle sezioni, a filmare i dibattiti su chi era d’accordo e chi no. Ho iniziato a girare per curiosità mia personale, dubito un po’ di chi ha già una tesi sul documentario che deve girare. Semplicità... nun te ‘nventà niente. Semplicemente facce di persone che parlavano. La loro paura, il loro sollievo, la loro speranza, il loro panico. Era un’autocoscienza in pubblico. Non erano interessati solo gli iscritti, e nemmeno solo gli elettori che erano tanti, a quel dibattito guardava con rispetto l’intera società italiana”.

 

   SCRIVERE DA SOLO

 

nannimorettiaprile nannimorettiaprile

   “È più piacevole non scrivere da solo per me. È il modo in cui penso e vivo i film. Si fa una traversata. Ci sono tanti momenti dispersivi di noia, di chiacchiere che non c’entrano niente con la sceneggiatura e poi si arriva a un’idea e a un momento piacevole. Negli anni forse il momento della scrittura è quello più difficile ma non faticoso. Quello più faticoso è per me sempre quello delle riprese. Arrivo con sollievo al montaggio perché si lavora con una persona sola. Non c’è l’ansia di rispettare il programma e girare quelle scene che devi girare e poi soprattutto lavori con una persona e non hai decine di persone che aspettano che ti venga un’idea quando non ce l’hai. Il periodo della scrittura è diventato più difficile, con gli anni, ma anche più piacevole”.

 

   LE PAUSE

 

ISABELLA FERRARI CON NANNI MORETTI CAOS CALMO ISABELLA FERRARI CON NANNI MORETTI CAOS CALMO

   “È un modo di ricaricarmi, penso che per molti registi sia così. Non per tutti. C’è anche chi, per sua fortuna, ha un rapporto più leggero con il proprio lavoro. Per molti è un investimento psicologico, emotivo. Appena si finisce il film si è scarichi. Si deve creare un nuovo sentimento nei confronti del mondo, che poi piano piano diventano appunti, soggetti. E poi vengono fissati in una sceneggiatura. Per alcuni registi è automatico, finito un film se ne fa un altro. Per me e per altri è più complesso”.

 

   IL CAIMANO (2006)

 

   “Il Caimano è tante cose: è la storia di una separazione familiare, di un grande amore per il cinema di un produttore di film di serie B, ed è anche la storia del film che una giovane regista, Jasmine Trinca, vorrebbe fare. Vari temi e vari sentimenti che si intrecciano”.

L ABBRACCIO DI NANNI MORETTI E PIERLUIGI BERSANIL ABBRACCIO DI NANNI MORETTI E PIERLUIGI BERSANINanni Moretti Nutella Nanni Moretti Nutella

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...