IL NECROLOGIO DEI GIUSTI - ERA UNA FORZA DELLA NATURA CARLA TATÒ, CHE SE NE È ANDATA A 79 ANNI, TRASCORSI TUTTI O QUASI FRA TEATRO - UNA FORZA DELLA NATURA CHE NON SI ERA AFFATTO PLACATA NÉ CON GLI ANNI CHE PASSAVANO NÉ DOPO LA MORTE DEL SUO COMPAGNO DI SCENA E DI VITA, CARLO QUARTUCCI. AL PUNTO DA VINCERE UN PREMIO UBU POCO TEMPO FA, MERITATISSIMO, CHE L'HA SEGNALATA COME GRAN DAMA DEL TEATRO ITALIANO - ANCHE NEL CINEMA, CHE LEI VEDEVA COME QUALCOSA CHE AVEVA FATTO CASUALMENTE, LASCIÒ COMUNQUE UN SEGNO IN FILM MAGARI NON PERFETTI, MA DI GRANDE PROGETTUALITÀ… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Era una forza della natura Carla Tatò, che se ne è andata a 79 anni, trascorsi tutti o quasi fra teatro, il grande teatro italiano di Carmelo Bene, Gian Maria Volontè, Luca Ronconi, Carlo Quartucci, Roberto Lerici Progetti belli e apparentemente impossibili che univano artisti come Jannis Kounellis, Giulio Paolini con artisti di teatro, critici come Rudi Fuchs.
Una forza della natura che non si era affatto placata né con gli anni che passavano né dopo la morte del suo compagno di scena e di vita, Carlo Quartucci. Al punto da vincere un Premio Ubu poco tempo fa, meritatissimo, che l'ha segnalata come gran dama del teatro italiano.
Anche nel cinema, che lei vedeva come qualcosa che aveva fatto casualmente, girò 15 film, oltre a una serie di sceneggiati ini televisione, lasciò comunque un segno in film magari non perfetti, ma di grande progettualità e non banalità dove la sua fisicità, così alta, aggressiva, dominante, aveva modo di costruire situazioni grottesche e comiche con partner come Ugo Tognazzi, Gianmaria Volontè, Adriano Celentano.
carla tato' e ugo tognazzi in vogliamo i colonnelli
Iniziò giovanissima studiando come scenografa, ma passò presto attrice. Legata da sempre al teatro e a quel particolare teatro sperimentale italiano che va da Beat 72, le cantine con Carmelo Bene a Luca Ronconi, dalle esperienze di teatro di quartiere con Dacia Maraini, passò brevemente al cinema ma con naturalezza e si impose immediatamente in film come “Sbatti il mostro in prima pagina” di Marco Bellocchio, “Vogliamo i colonnelli” di Mario Monicelli con Ugo Tognazzi, Camillo Milli, Giancarlo Fusco,che ne fu anche ideatore e sceneggiatore, “Le cinque giornate” di Dario Argento con Adriano Celentano.
Non disegnando certo il cinema femminista e confuso del tempo, come “Amo mon amo” di Armenia Balducci. Seguì Carlo Quartucci anche nelle sue prove cinematografiche, tratte dai suoi spettacoli, come “Borgatacamion” nel 1978, o “Nora Hemler” o “Robinson Crusoe mercante di York”.
Ma ricordo anche un bellissimo “Don Chisciotte” fatto da Quartucci per la tv dei ragazzi con Gigi Proietti protagonista, Sandro Dori come Sancio Panza e Carla Tatò come Dulcinea che andava in onda a puntate il pomeriggio.
In tv recitò anche in “Come un uragano” di Silverio Blasi, in “Oplà noi viviamo” da Ernest Toller diretto da Marco Leto con Mariano Rigillo, Renzo Montagnani, nella serie “Il carcerato” con Don Backy. Avrebbe potuto fare molto di più al cinema, ma non ne vedeva la progettualità che aveva il teatro.
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carla tato' e carlo quartucci


