IL NECROLOGIO DEI GIUSTI – SILVIA MONTI, PIÙ NOTA COME SIGNORA DE BENEDETTI, SCOMPARSA OGGI, NON DIVENNE MAI UNA VERA E PROPRIA STAR DEL CINEMA, ANCHE SE TRA IL 1968 E IL 1974 APPARÌ IN UNA VENTINA DI FILM, ANCHE DI BUON LIVELLO, MA NON RIUSCÌ A DIMOSTRARE QUALCHE DOTE PARTICOLARE – PIÙ CHE ATTRICE, SILVIA MONTI DIVENTA UNA BELLEZZA DA JET SET. PIENA DI FLIRT, VERI O PRESENTI, DA PHILIP NIARCHOS, FIGLIO DELL’ARMATORE, A DINO PECCI-BLUNT, DA ALBERTO SORDI, CHE L’HA VOLUTA COME MOGLIE SULLO SCHERMO IN “FINCHÉ C’È GUERRA C’È SPERANZA”, A WALTER CHIARI, A ANGELO INFANTI, CHE NE AVEVA UN RICORDO MERAVIGLIOSO… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
carlo de benedetti silvia monti 2
Bellissima, elegante, forse avrebbe potuto fare qualcosa di più nel cinema, Silvia Monti, più nota come signora De Benedetti, scomparsa oggi, ma uscita dal mondo del cinema dall’ormai lontanissimo 1974.
“Vorrei essere una vera attrice”, leggo in una rara vecchia intervista americana per l’uscita del suo film più importante, “Il cervello” di Gerard Oury con David Niven e Jean-Paul Belmondo, “come Sophia Loren”. Come Sophia Loren… La Paramount le offrì un contratto di tre anni e pensò di lanciarla. Ma non divenne mai una vera e propria star.
“I miei genitori non volevano che facessi l’attrice”, leggo in un’altra intervista del Corriere della Sera, “mi dicevano che avrei fallito e sarei stata infelice”. Chissà se abbandonare il cinema l’abbia resa più infelice. Di certo tra il 1968 e il 1974, Silvia Monti apparì in una ventina di film, anche di buon livello, ma non riuscì a dimostrare qualche dote particolare come attrice.
silvia monti in una lucertola con la pelle di donna
Eppure se la vediamo ora in “Il cervello” il suo corpo fa parecchio effetto. L’aveva scoperta, ancora quattordicenne a Bassano del Grappa, a casa sua insomma, Alberto Lattuada, che aspettò che avesse vent’anni per lanciarla nel cinema con un buon ruolo nel bellissimo “Fraulein Doktor” con Suzy Kendall e Capucine.
L’aveva presentata a Dino De Laurentiis che la fece scritturare. Lattuada la richiamò qualche anno dopo per “Sono stato io” con Giancarlo Giannini. E intanto la Paramount la lanciò ne “Il cervello” con Belmondo, David Niven e Eli Wallach. Scompare un po’ in “Metti, una sera a cena” di Peppino Patroni Griffi, ma fa la sua figura, mentre è protagonista e molto nuda nel più folle “Sai cosa faceva Stalin alle donne?”, sorta di parodia dei registi comunisti italiani diretta da Maurizio Liverani, già critico del “Paese sera?”.
Il protagonista, Helmut Berger, era stato un regalo di Luchino Visconti all’amico Liverani, Silvia Monti arrivò con la produzione di Rizzoli, se non mi ricordo male. Credo sia il suo film più trasgressivo. Abbastanza curioso anche “le regine” di Tonino Cervi dove fa la strega assieme a Ida Galli e Haydée Politoff e distruggono un giovane hippy, Ray Lovelock. Con Lucio Fulci gira “Una lucertola con la pelle di donna”.
Fa un curioso western franco-italiano, “All’ovest di Sacramento” di jean Girault con Robert Hossein e un buon thriller, “Giornata nera per l’ariete” di Luigi Bazzoni. Più che attrice, più del contratto con la Paramount, che non dà grandi frutti, Silvia Monti diventa una bellezza da jet set. Piena di flirt, veri o presenti, da Philip Niarchos, figlio dell’armatore, a Dino Pecci-Blunt, da Alberto Sordi, che l’ha voluta come moglie sullo schermo in “Finché c’è guerra c’è speranza”, a Walter Chiari, a Angelo Infanti, che ne aveva unricordo meraviglioso.
alberto sordi silvia monti finche' c'e' guerra c'e' speranza 1
Gira una grossa coproduzione anglo-italiana, “Lady Caroline Lamb” diretta da Robert Bolt con Sarah Miles, Richard Chamberlain e Jon Finch. Ma il film, l’unico diretto da Bolt, lo sceneggiatore di David Lean, è un disastro. Non la lancia nemmeno un poliziesco di grosso budget, “Afyon, oppio” diretto da Ferdinando Baldi con Ben Gazzara. Le offerte del cinema iniziano a non essere il massimo.
Un decamerone, “Racconti proibiti di niente vestiti”, un buon film con Lando Buzzanca, “Il domestico”. L’ultimo film sarà proprio quello di Sordi, “Finché c’è guerra c’è speranza”.
silvia monti giornata nera per l'ariete
silvia monti in il cervello 1
carlo de benedetti silvia monti 1
silvia monti
helmut berger silvia monti lo sai cosa faceva stalin alle donne?
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silvia monti
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silvia monti racconti proibiti
silvia monti
silvia monti racconti proibiti 1
alberto sordi silvia monti finche' c'e' guerra c'e' speranza
SILVIA MONTI LILLI GRUBER CARLO DE BENEDETTI SULLO YACHT
silvia monti
silvia monti giornata nera per l'ariete
Silvia Monti e Carlo De Benedetti
