donald trump new york times titolo

DAGLI AL PUZZONE, SEMPRE E COMUNQUE – IL DISCORSO ALLA NAZIONE CON CUI TRUMP HA CONDANNATO IL SUPREMATISMO BIANCO MANDA IN CORTOCIRCUITO IL NEW YORK TIMES, CHE PRIMA TITOLA “TRUMP ESORTA ALL’UNITÀ CONTRO IL RAZZISMO” E POI, TRAVOLTO DALLE CRITICHE DEI LIBERAL, LO CAMBIA IN “SE LA PRENDE CON L’ODIO MA NON CON LE ARMI” – PERCHÉ ANCHE QUANDO NE DICE UNA GIUSTA, DONALD VA COMUNQUE ATTACCATO – VIDEO

 

 

 

Davide Casati per www.corriere.it

 

IL PRIMO TITOLO DEL NEW YORK TIMES SUL DISCORSO DI TRUMP

Il discorso del presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo le due stragi in Texas e in Ohio (31 morti in 13 ore) ha causato qualche grattacapo al New York Times, uno dei più importanti giornali del mondo. Il quotidiano, tradizionalmente liberal e prevalentemente schierato — nella sua sezione dei commenti — contro le decisioni politiche compiute dalla presidenza Trump, ha ieri titolato in prima pagina «Trump urges unity vs. racism», «Trump esorta all’unità contro il razzismo».

IL TITOLO DEL NEW YORK TIMES MODIFICATO DOPO LE CRITICHE SUL DISCORSO DI TRUMP

 

Il discorso del presidente, però, era parso a molti commentatori debole e poco sincero, nonché privo di qualunque tipo di decisione rilevante su un maggior controllo della vendita e dell’utilizzo delle armi. Trump ha sì indicato che «con una sola voce la nostra nazione deve condannare il razzismo, l’intolleranza e il suprematismo bianco», concludendo che «non c’è posto per l’odio in America»; ma ha anche affermato che «sono i disturbi mentali e l’odio a premere il grilletto, non le armi».

 

patrick crusius, l'uomo arrestato per la sparatoria a el paso 1

Se si somma a questo il fatto che, poche ore prima di leggere il proprio discorso, Trump avesse espresso su Twitter opinioni molto diverse sulle radici delle stragi (accusando i media di «diffondere fake news che promuovono un clima di rabbia»); che il presidente abbia sbagliato il nome di una delle località colpita dalle stragi (parlando di «Toledo») e che abbia nel tempo promosso politiche e sdoganato linguaggi molto controversi nei confronti degli immigrati, si comprende meglio quanto avvenuto dopo la pubblicazione di quella prima pagina sui social.

DAYTON

 

trump fucile

Dopo la pubblicazione su Twitter, moltissimi lettori hanno criticato aspramente la scelta del New York Times. Tra loro Nate Silver, statistico di fama mondiale, fondatore del blog Fivethirtyeight.com, ex giornalista proprio del Times e mago dei sondaggi (per aver azzeccato, distretto per distretto, le due elezioni di Barack Obama) . «Non sono sicuro che avrei utilizzato le stesse parole», ha scritto:

sparatoria in un bar di dayton, ohio 3

 

nate silver

I commenti sono stati moltissimi: e tra lettori che affermavano di voler disdire l'abbonamento e utenti di Twitter contrari alla scelta del Times è intervenuta anche Alexandria Ocasio-Cortez, la più giovane deputata della storia americana, originaria dello Stato di New York, una delle voci più apertamente critiche nei confronti del presidente Trump (che ha attaccato lei e altre tre deputate con termini razzisti).

 

IL PRIMO TITOLO DEL NEW YORK TIMES SUL DISCORSO DI TRUMP

«Questo titolo», ha scritto AOC, «ci ricorda come il suprematismo bianco sia aiutato da - e spesso trovi appoggio su — la codardia delle istituzioni mainstream». Secondo quanto riportato da Yashar Ali, giornalista freelance, su Twitter, a lamentarsi sono stati anche moltissimi giornalisti del Times: «Mai ricevuto tanti messaggi da reporter del NYT, furibondi, come oggi. Ritengono che il loro lavoro sia stato macchiato da un titolo orribile: e stanno tutti accusando Dean Baquet», il direttore del giornale. Il Times ha deciso di cambiare il titolo radicalmente, tra la prima e la seconda edizione, trasformandolo così:

 

 

Il New York Times ha cambiato il suo titolo di apertura su Trump dopo le proteste dei lettori

sparatoria a el pasoalexandria ocasio cortez 3

«Assailing hate, but not guns», «(Il presidente) attacca l'odio, ma non (le politiche di vendita e diffusione del)le armi». Un titolo più critico nei confronti di Trump, dunque. Il Times non ha, per ora, spiegato ufficialmente i motivi del cambiamento radicale del titolo: di sicuro il cambiamento è avvenuto dopo l'esplosione di commenti negativi, non è ancora chiaro se sia avvenuto a causa di quei commenti. Di certo, poi, i commenti dedicati al discorso di Trump di ieri hanno titoli molto chiari sulla linea editoriale del giornale: si va da «The nihilist in chief» («Il nichilista in capo: come il nostro presidente e i colpevoli delle stragi siano connessi alle stesse forze psichiche oscure»), di Ross Douthat, a «Trump is a white nationalist who inspires terrorism» («Trump è un nazionalista bianco che ispira il terrorismo - Non fingiamo che il suo discorso fatto con un teleprompter davanti abbia cambiato qualcosa»), di Michelle Goldberg.

trump fucile 1donald trump

 

Come nota Jon Allsop, sulla newsletter della Columbia Journalism Review, il New York Times non è l'unico giornale ad aver faticato di fronte alle parole di Trump: molti altri giornali hanno semplicemente riportato parti del discorso senza nemmeno provare a fornire un contesto, e il Washington Post ha pubblicato un pezzo dal titolo: «Trump dice che il suprematismo bianco e le ideologi sinistre "devono essere sconfitte". Condurrà la lotta in prima persona?».

due dipendenti del walmart di el pasoil tweet di donald trump sulla sparatoria di el pasoalexandria ocasio cortez 7trump fucile 2alexandria ocasio cortez 10alexandria ocasio cortez 5DONALD TRUMP CON IL FUCILEalexandria ocasio cortez 2alexandria ocasio cortez 6alexandria ocasio cortez 4la casa di patrick crusiussparatoria al cielo vista mall di el paso 1jordan jamrowski anchondotexas, sparatoria in un centro commerciale di el paso 3texas, sparatoria in un centro commerciale di el paso 2texas, sparatoria in un centro commerciale di el paso 1proteste sulle armi negli usa 1patrick crusius, l'uomo arrestato per la sparatoria a el paso 4patrick crusius, l'uomo arrestato per la sparatoria a el paso 2sparatoria al cielo vista mall di el pasol'arresto di crusius 1patrick crusius, l'uomo arrestato per la sparatoria a el paso 3patrick crusius, l'uomo arrestato per la sparatoria a el paso 1due dipendenti del walmart di el pasosparatoria a el pasol'arresto di crusius 2sparatoria in un bar di dayton, ohio 1la persone si nascondono durante la sparatoria a el pasol'arresto di crusiuspatrick crusius, l'uomo arrestato per la sparatoria a el pasoproteste sulle armi negli usaSPARATORIA DAYTON, OHIO 1sparatoria a el paso 1sparatoria in un bar di dayton, ohio 2sparatoria in un bar di dayton, ohio

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO