matilda de angelis

NON BASTAVANO GLI AYATOLLAH E TRUMP, CI SI METTE PURE MATILDA DE ANGELIS! – “HO IMPARATO CHE IL CORPO È UN CONTENITORE INUTILE DEL MIO MONDO INTERIORE” – POI L’ATTRICE SI CALA NEL RUOLO DI PORTABANDIERA DEL CINE-FEMMINISMO DA HAPPY HOUR: “ANCHE GLI UOMINI SONO VITTIME DEL PATRIARCATO E DI UN CERTO SISTEMA DI PENSIERO. ANCHE LORO POTREBBERO PROVARE UN GRANDE SENSO DI LIBERAZIONE NEL MOMENTO IN CUI IL SISTEMA PATRIARCALE VENISSE SCARDINATO” (LIBERAZIONE DA COSA?) – IL SOGNO DI FARE LA REGISTA: “CI ARRIVERÒ, PER ADESSO NON CI PENSO, MA A UN CERTO PUNTO È BELLO POTER IMMAGINARE DI OFFRIRE IL PROPRIO PUNTO DI VISTA” (SE QUESTE SONO LE PREMESSE, TRANSENNATE I CINEMA!)

 

Fulvia Caprara per “la Stampa”  - Estratti

 

matilda de angelis

Intervistare Matilda De Angelis è un po'come giocare a nascondino. Bisogna trovarla, mentre scappa tra un'affermazione e l'altra, alternando momenti di sincerità disarmante con dichiarazioni a effetto.

 

Alla fine, quando smette di fuggire, viene fuori per quello che è, una ragazza nata a Bologna nel 1995, cresciuta in fretta, tra musica e cinema, con la testa sulle spalle, a dispetto di quelle prime impressioni che si è divertita a seminare ai tempi degli inizi:

«La verità è che sono un'anima antica, un topo di biblioteca, non esco più di tanto, passo le giornate a leggere, mi piace andare a letto presto. Sono vitale, certo, ma non movimentata e nemmeno scalmanata». 

 

 

(...)

È vero che ha attraversato periodi in cui non aveva voglia di uscire di casa? 

«Sì, non ero ancora in grado di gestire quel sentimento, mi schiacciava, anche se lo respingevo... Sono una persona molto spaventata dal dolore, non voglio dire come tutti, perché non è vero che lo sono tutti alla stessa maniera». 

Che cosa la schiacciava? 

«Faccio un esempio, quando ho la febbre vado fuori di testa, odio essere limitata da qualcosa, sono stata molto in guerra con me stessa, in passato non accettavo quello che stavo provando e questo faceva crescere l'ansia, perché l'ansia si nutre proprio della repressione dei propri sentimenti». 

 

Come ne è uscita? 

matilda de angelis

«Sono andata in terapia, ci vado tuttora, ho acquisito gli strumenti per convivere con questi problemi». 

 

Quanto è pesante per una ragazza giovane e bella dover essere sempre guardata, valutata, prima di tutto in base alle apparenze? 

«Dire che la bellezza non è mai un problema sarebbe negare la realtà e, con essa, un principio fondamentale che fa parte dell'essere donne e cioè che c'è sempre qualcosa di noi che non ci piace.

 

Mi sentirei ipocrita se dicessi che ho difficoltà ad accettare me stessa, sapendo perfettamente di rientrare, per esempio, nella taglia di vestiti socialmente accettata e di non aver mai subito nessun tipo di discriminazione in base al mio aspetto fisico. L'aspetto estetico mi ha permesso di poter ricoprire certi ruoli, sarei falsa se lo negassi. Però, allo stesso tempo, ho imparato che il corpo è un contenitore abbastanza inutile del mio mondo interiore». 

 

Ovvero? 

«A un certo punto ho capito che un corpo sano è meglio di uno magro, che le gambe servono per camminare e per correre, le braccia per sollevare le cose pesanti e abbracciare le persone, la bocca per dare baci... insomma, spostandomi su una visione utilitaristica del corpo, mi sono molto pacificata, almeno rispetto a quando ero bambina, un'epoca in cui mi sentivo fragile... non mi sono mai piaciuta, adesso invece si». 

 

MATILDA DE ANGELIS

 

Nel film La lezione, che Stefano Mordini ha tratto dal romanzo (Mondadori) di Marco Franzoso, il suo personaggio ha a che fare con uno stalker. Le è mai capitato di vivere una situazione simile, o comunque di sentirsi a disagio nel rapporto con un uomo? 

«Credo fermamente che il corpo sia il nostro grande alleato, il corpo non mente mai. Nel tempo ho imparato a fare molto affidamento sulle mie sensazioni corporee, a distinguere uno schema ripetuto che magari ha a che vedere con la mia emotività e con il mio vissuto, da qualcosa che invece è indotto dall'esterno. Ho sofferto e tuttora soffro di ansia, ma per me l'ansia è stata una grande alleata». 

 

In che modo? 

«L'ansia manda messaggi, più cerchiamo di reprimerla e di allontanarla e più la rafforziamo. L'ansia ci comunica che qualcosa non va, che c'è qualcosa di represso che dovrebbe uscire e non ci riesce. Mi sono allenata e ho imparato a essere molto ricettiva rispetto alle mie sensazioni corporee, e questo, negli ultimi anni, mi è servito moltissimo. Bisogna ascoltarsi». 

 

Il corpo delle donne è stato al centro di battaglie e prese di posizioni femministe. Che posizione ha rispetto al tema dell'emancipazione femminile? 

MATILDA DE ANGELIS

«Credo che sia un processo ancora in evoluzione, il femminismo di oggi è trasversale, è un concetto che si è ampliato e che comprende molte altre categorie marginalizzate, vittime, allo stesso modo di quello che accade alle donne, del sistema patriarcale.

 

Ci sono ancora persone convinte che il femminismo sia uguale al maschilismo, secondo me la cosa più importante, adesso, è educare gli uomini, non possiamo fare prevenzione, così come la facciamo per il tumore al seno, ma dobbiamo curare un malessere, un sistema di pensiero radicato nella nostra società, insomma non si tratta, come in passato, di condurre una guerra delle donne contro gli uomini». 

 

Perché? 

«Ritengo che oggi siamo tutti parte dello stesso sistema, anche gli uomini sono vittime del patriarcato e di un certo sistema di pensiero.

 

matilda de angelis

Sono costretti a non mostrare le loro debolezze, a dover reprimere la propria emotività, educati a non saper fare i conti con l'idea del rifiuto, a considerare la donna come un oggetto di possesso, a pensare che, se non sono loro a portare più soldi in famiglia, sono degli sfigati. Insomma, sono convinta che tantissimi uomini potrebbero provare un grande senso di liberazione nel momento in cui il sistema patriarcale venisse scardinato». 

 

Qual è l'incontro più importante della sua vita? 

«Quello con mia madre. Non sarei la persona che sono se non avessi avuto la madre che ho. È la persona con cui, più che con tutte le altre, condivido le gioie e i dolori, ha sempre visto oltre quello che vedevo io, ha sempre creduto in me molto di più di quanto io non credessi in me stessa, ero parecchio insicura, lei ha saputo vedere oltre le mie paure.

 

Non avrei fatto buona parte di quello che ho fatto se non ci fosse stata lei. Mi ha sempre ripetuto soprattutto due cose, una che mi vuole bene, l'altra che posso fare tutto quello che voglio». 

 

Che mestiere fa sua madre? 

«La sindacalista, è una combattente». 

 

Le piacerebbe, in futuro, fare la regista? 

stefano mordini, matilda de angelis e stefano accorsi sul set di la lezione

«Sì, molto. Ci arriverò, per adesso non ci penso, però so di aver accumulato una quantità decente di anni di lavoro e mi affascina l'idea di poter avere il controllo delle cose, di portare una visione mia, di raccontare una storia che mi appassiona. In questi anni sono stata sempre "al servizio di", anche se meravigliosamente, a un certo punto è bello poter immaginare di offrire il proprio punto di vista». 

 

Che cosa le manca in questo momento? 

«Ho la salute, la famiglia, il lavoro, gli amici e quindi l'amore, un cane che adoro. Sono fortunata, non mi manca proprio niente». 

matilda de angelis (2)matilda de angelis stefano accorsi la lezionematilda de angelis la lezioneMatilda De AngelisMatilda De Angelismatilda de angelis

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…