“NON CONDIVIDIAMO LE SUE PAROLE SU GAZA” - ERRI DE LUCA ESCLUSO DAL FESTIVAL DI SALERNO LETTERATURA - IL DIRETTORE ARTISTICO CARILLO SPIEGA LA DECISIONE: “NESSUNA CENSURA. GLI ERA STATA AFFIDATA LA PROLUSIONE, CHE DETTA UN PO’ LA LINEA DELLA RASSEGNA E IMPLICA UNA CERTA IDENTITÀ DI VEDUTE, QUANTOMENO RISPETTO ALLA PIÙ TRAGICA DELLE EVIDENZE: I MORTI CIVILI IN PALESTINA”. LO SCRITTORE SI È DEFINITO “SIONISTA” (“PER ME È IL DIRITTO DEGLI EBREI A UNA PATRIA NAZIONALE”) E NON CONDIVIDE L’USO DELLA PAROLA “GENOCIDIO” SU QUANTO ATTUATO DAGLI ISRAELIANI A GAZA...
Alessio Gemma per https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/06/03/news/erri_de_luca_escluso_salerno_letteratura_sionismo_gaza_genocidio-425386509/?ref=RHLF-BG-P10-S1-T1-r35678 - Estratti
Gli era stata affidata l’apertura di Salerno Letteratura, il festival previsto dal 13 al 20 giugno. Lo scrittore Erri De Luca doveva dare il la alla rassegna: ma il suo nome è scomparso dal programma. La direzione artistica gli ha tolto la scena iniziale dopo le sue controverse dichiarazioni sul sionismo e sulla “distorsione storica della parola genocidio applicata alla guerra di Gaza”.
Scoppia il caso alla vigilia del festival intorno allo scrittore che fu dirigente di Lotta Continua, da sempre gradito al mondo della sinistra. “Nessun censura”, precisa uno dei due direttori artistici Gennaro Carillo, interpellato da Il Mattino che ha tirato fuori la vicenda:
“Abbiamo preferito riconsiderare la nostra decisione originaria - spiega Carillo, docente di Dottrine politiche alla università Suor Orsola Benincasa - anche per evitare strumentalizzazioni. La prolusione che detta un po’ la linea al festival implica una certa identità di vedute, con chi te la commissiona, quantomeno rispetto alla più tragica delle evidenze: i morti civili di Gaza”.
Ad aprire il festival, al posto di De Luca, sarà un dialogo tra i due direttori artistici della kermesse: Carillo e Paolo Di Paolo. Allo scrittore di “Montedidio” era stato offerto comunque uno spazio nel programma del festival, ma ha declinato l’invito dopo il no alla prolusione.
E così continuano a destare polemiche le parole di De Luca a Gerusalemme a fine maggio: “So benissimo cosa sia un genocidio - aveva detto lo scrittore - applicarlo alla guerra di Gaza è una distorsione storica e verbale”. E poi sulla definizione di sionista: “In Italia, e in gran parte dell’Occidente, oggi sionista è una maledizione. Un insulto che ti lanciano per segnare i confini di ciò che è inaccettabile. Per me il sionismo è il riconoscimento più semplice e basilare del diritto degli ebrei a una patria nazionale, a una difesa esistenziale e necessaria”.
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