UNA PIPPA IN SALA PARTO - LA NASCITA DELL’EREDE AL TRONO E IL TIMORE DEI TWEET “CLANDESTINI”

Fotomontaggio di Alison Jackson - www.alisonjackson.com

Vittorio Sabadin per La Stampa

I Duchi di Cambridge vorrebbero vedere nascere tra pochi giorni il loro primo figlio nel modo più normale possibile, ma pochi eventi a Londra (e in tutto il Regno Unito) sono più complicati dell'arrivo di un erede al trono.

Si è a lungo discusso, in queste ultime settimane, quanti fra i complessi rituali della nascita del figlio di William e Kate andavano mantenuti e quali invece potevano essere abbandonati per dare della monarchia una visione più al passo con i tempi.

I difensori delle tradizioni (e fra questi vi è indubbiamente anche la regina Elisabetta) avrebbero prevalso, sostenendo che la nascita del terzo principe nella linea di successione al trono è un fatto storico, che va trattato con la dignità e il decoro che l'avvenimento richiede. Ma non è detto che le cose vadano davvero come spera Buckingham Palace, a cominciare dal modo in cui verrà annunciata la nascita.

Secondo la tradizione, la Regina deve essere ovviamente la prima a essere informata. Quando Elisabetta nel 1948 partorì Carlo, suo padre Giorgio VI era a Balmoral e nell'imminenza dell'evento aveva fatto preparare i telegrammi da inviare nei paesi del Commonwealth. Nel testo era rimasta una parola in bianco, il sesso del neonato. Fu Filippo di Edimburgo, che per la nascita del figlio aveva dovuto interrompere una partita a squash, a comunicarlo per primo al re con una telefonata.

La prassi prevede che un funzionario si faccia consegnare dai medici un documento che attesta la nascita dell'erede al trono e ne indica il sesso. Il foglio viene portato a Buckingham Palace, consegnato alla Regina e infine esposto su di un cavalletto perché la folla lo legga e possa infine esultare. Fu fatto così per Carlo, che nacque al secondo piano di Clarence House, e anche per suo figlio William, partorito dalla principessa Diana nella stessa ala privata del St Mary's hospital nella quale sarà ricoverata Kate.

William è stato il primo erede al trono a non nascere in casa, e il testo redatto dai medici diceva: «La principessa del Galles ha felicemente partorito un bambino e sia la madre che il piccolo stanno bene». Nel 1982 la gente non simpatizzava così tanto per i Royals e non era ancora contagiata dalla mania per la «principessa del popolo». Il grido che si udì più forte degli altri fu dunque quello di un cockney pieno di birra: «Bel colpo Charlie, fallo di nuovo!».

Carlo aveva assistito al parto, cosa che non fece due anni dopo per la nascita di Harry, quando preferì invece dedicarsi al suo sport preferito, il polo. William vorrebbe essere presente alla nascita di suo figlio, ma la sala parto sarà già molto affollata, perché Kate ha chiesto l'assistenza della madre Carole e della sorella Pippa, oltre ovviamente a quella dei due ginecologi personali della Regina, Marcus Setchell e Alan Fartning.

Elisabetta aspetterà notizie a Buckingham Palace e tutti si domandano ora se prima del messo reale con la lettera dei medici non arriverà alla folla davanti al palazzo qualche tweet dall'ospedale. Sarebbe del tutto inedito e molto spiacevole se la Regina venisse a conoscere dalle grida dei sudditi un evento tanto importante che riguarda così da vicino la sua famiglia.

Anche se saranno assediati da migliaia di tv, giornali e siti di news online, William, Kate e il Royal Baby godranno di una maggiore privacy rispetto a quella concessa a quasi tutti i loro antenati.

Per dare un'idea, fino non molti anni fa un membro del governo - di solito il ministro dell'Interno accompagnato da un assistente - doveva essere presente al parto, per assicurarsi che nessuno scambiasse l'erede al trono con un impostore. L'ultima a dover subire questa umiliazione fu Queen Mary, quando partorì nel giorno di Natale del 1936 la principessa Alessandra.

Certamente dopo l'annuncio sarà mantenuta la tradizione dei 41 colpi di cannone a Hyde Park e del saluto delle navi di sua maestà, dovunque si trovino nel mondo. Non si sa se British Airways offrirà ancora champagne ai passeggeri per brindare in volo, come ha fatto finora. Carlo e Diana mostrarono William ai fotografi solo 21 ore dopo il parto, e William vorrebbe fare lo stesso. Per quanto riguarda il nome, gli scommettitori sono da tempo al lavoro e, nel caso si tratti di una femmina, Diana è il favorito. Ma ci vorranno probabilmente giorni (e come in tutte le famiglie discussioni, mediazioni e compromessi) prima che venga comunicato.

Il battesimo avverrà quasi certamente nella Music Room di Buckingham Palace che viene usata per questo sacramento da quando la cappella venne distrutta da una bomba durante la seconda guerra mondiale. Come era avvenuto per Carlo e William, sarà utilizzata l'acqua del fiume Giordano, ma è probabile invece che la duchessa di Cambridge ponga fine alla tradizione di fare indossare al neonato il pizzo di Honiton che viene usato dai tempi della regina Vittoria.

Ed è anche possibile che non ascolti il consiglio di Elisabetta, la quale vorrebbe che la coppia e il bambino trascorressero le prime settimane di cure parentali a Balmoral. Se ne andrà invece dalla madre, come fanno quasi tutte le ragazze dopo avere partorito. Sono finiti i tempi in cui era Kate, l'acerba ragazzina moglie di un principe che doveva obbedire a tutti. Ora può dire la sua: tra poco sarà Catherine, madre di un re d'Inghilterra.

 

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