IL PORNO-RICATTO DELLE SEXY UNIVERSITARIE – PRIMA I GIOCHINI EROTICI SU SKYPE POI L’INVITO A SPOGLIARSI DAVANTI ALLA WEB-CAM INFINE LA MINACCIA: ‘MANDIAMO LE FOTO A TUA MOGLIE’: LA ‘GANG DELLE STUDENTESSE’ FINISCE NEL MIRINO DELLA PROCURA!

Giuseppe Filetto per ‘genova. repubblica. it'

Adescati e catturati su Skype, l'app che consente video- telefonate gratuite. Prima sedotti con giochini erotici, fino ad essere invogliati a mettersi a nudo davanti alla web-cam, poi ricattati per evitare che foto e video fossero pubblicati oppure spediti a mogli e fidanzate.

Un giro di studentesse universitarie in questi giorni è sotto indagine da parte della Procura della Repubblica. Una venticinquenne genovese è indagata per estorsione o tentata estorsione, tanto è vero che della vicenda si occupa il pool criminalità organizzata, appunto perché vi rientra questo tipo di reato. L'avvenente studentessa, per racimolare soldi, avrebbe chiesto 500 euro a un professionista che si era prestato al giochino erotico.

La "cattura" delle vittime sui siti Internet è un fenomeno dilagante, che negli scorsi mesi ha interessato le Procure di altre provincie italiane, tra cui Biella e Treviso. Ormai le hanno ribattezzate sexyricattatrici. Il caso giudiziario genovese trae origine dalla denuncia presentato dal giovane uomo, una volta resosi conto di essere caduto nella trappola. Prima di pagare avrebbe chiesto alla ragazza qualche giorno di tempo per riflettere, poi si è deciso a rivolgersi alla magistratura.

Nell'esposto avrebbe raccontato di aver conosciuto la studentessa attraverso degli amici in comune, poi lo scambio di telefonini, infine l'appuntamento su Facebook. "Mi ha invitato su Skype, così avremmo potuto guardarci", ha precisato l'uomo. Che non si aspettava le insidie della rete.Il resto è arrivato poco per volta, con la giovane sempre lei a fare il primo passo, che improvvisa un sexy-balletto durante il quale si toglie i pochi indumenti che la ricoprono, fino a spingere il "partner" ad una sorta di sesso online, a compiere atti di autoerotismo. Il momento magico sarebbe durato pochi minuti, giusto il lasso di tempo per filmare tutto.

All'insaputa del professionista, la ragazza ha registrato lo spogliarello attraverso l'opzione sul computer. Il ricatto è arrivato qualche settimana dopo: "Voglio 500 euro, altrimenti le immagini finiscono in rete". E per convincerlo che non era uno scherzo, che il video potesse essere diffuso a tutti gli amici di Facebook o postato su Youtube, gli avrebbe inviato il filmato.

Il singolo episodio, però, si somma ad altri quattro, ad altrettante denunce arrivate nelle stazioni dei carabinieri e nei commissariati della polizia. In alcuni casi si è trattato di una richiesta di amicizia attraverso i social network sullo schermo di palmari e computer. Ad agire è sempre una bella donna, che passa subito all'invito della "preda" (solitamente si tratta di porno-utenti), ad approfondire la conoscenza sulla videochat. I gettonati sono Badoo e Chatroulette. Il solito invito: "Ciao, mi piacerebbe conoscerti. Ti va di vederci su Skype?".

In un secondo momento, i complimenti incalzano, diventano sempre più seducenti e provocanti, davanti alla videocamera arrivano le scene hard coinvolgenti, quelle imbarazzanti che diventano movente di ricatto. La trappola a quel punto è scattata.
È un cliché che, ormai, si ripete, potrebbe diventare dilagante. Tant'è che per bloccarlo negli scorsi giorni i casi genovesi sono stati raccolti dal procuratore aggiunto Vincenzo Scolastico e tutti affidati al pm Alberto Landolfi, che a sua volta ha incaricato la Polizia Postale (specializzata nelle indagini su Internet).

 

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