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CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI - TITOLO DAL SITO DI “TGCOM 24”: “VENEZUELA, I MORTI ACCERTATI SONO OLTRE ‘1.400’”. OCCHIELLO: “’920’ VITTIME E 50MILA DISPERSI”. I MORTI SARANNO 1.400 OPPURE 920? O, FACENDO LA MEDIA, 1.160? - DAL “CORRIERE DELLA SERA”: “’TRENO TRAVOLTO DA SCUOLABUS’: QUATTRO VITTIME, TRA CUI 2 RAGAZZI”. TESTO: “IERI UN TRENO IN CORSA HA TRAVOLTO UNO SCUOLABUS A UN PASSAGGIO A LIVELLO NEI PRESSI DI BUGGENHOUT, NELLE FIANDRE ORIENTALI”. POI HA PROSEGUITO LA CORSA FINO A VIA SOLFERINO, A MILANO…

Dalla rubrica “Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto, pubblicata da “Il Foglio” – Estratto

 

pasquale chessa

Convivialità. Pasquale Chessa, giornalista di lungo corso che è stato condirettore di Epoca e vicedirettore di Panorama, sul Messaggero recensisce Linguaggi dell’enogastronomia di Gianfranco Marrone, edito da Laterza: «Le forme stesse della convivialità, dal banchetto rinascimentale al pranzo contadino e al ristorante stellato piuttosto che la retorica letteraria dei ricettari, tramandano cultura e storia del tempo».

 

Ahi ahi. La locuzione congiuntiva «piuttosto che» viene usata da Chessa con valore disgiuntivo, cioè nel senso di «oppure». È un impiego molto diffuso nel parlato e ormai frequente anche sulla stampa, ma nell’italiano sorvegliato resta censurabile, come avverte peraltro un vistoso «Nota bene» sullo Zingarelli 2026: «Il significato corretto di piuttosto che è “anziché”.

 

alessandro sallusti

L’uso di piuttosto che con il significato di “oppure” è da considerarsi improprio, anche per gli equivoci che può creare, per esempio nelle frasi: faremo stampare il libro a Padova piuttosto che a Bologna (con il significato corretto di: “a Padova, non a Bologna”; e non, impropriamente, di: “a Padova o a Bologna”); oppure: al sabato sera vado al cinema piuttosto che a cena fuori (con il significato corretto di: “al cinema, non a cena fuori”; e non, impropriamente, di: “al cinema o a cena fuori”)».

 

tgcom 24 morti ballerini

Più avanti, Chessa medita: «La “gastrosfera” non sta solo dentro di noi, che l’uomo non è solo ciò che mangia ma è anche come pensa cosa mangiare». Anche qui, un grande classico della sciatteria: la congiunzione letteraria ché, in luogo di perché, che introduce una proposizione causale, è scritta senza accento. [28 giugno 2026]

 

Morti. Titolo dal sito di Tgcom 24: «Venezuela, i morti accertati sono oltre 1.400». Occhiello: «920 vittime e 50mila dispersi». I morti saranno 1.400 oppure 920? O, facendo la media, 1.160? [26 giugno 2026]

 

Indegna. Alessandro Sallusti, direttore di Libero, celebra con un editoriale in prima pagina il rinnovamento grafico del suo giornale: «Noi siamo di parte, la nostra parte che i più vorrebbero soffocare perché indegna di esistere, sminuire, ridicolizzare e via dicendo». Così com’è costruita, la frase fa sembrare che «la nostra parte» sia indegna di sminuire, ridicolizzare e via dicendo.

 

Essa andava formulata in tutt’altro modo: «La nostra parte che i più vorrebbero soffocare, sminuire, ridicolizzare e via dicendo, perché ritenuta indegna di esistere». Il periodo così prosegue: «Noi siamo dalla parte di Oriana Fallaci e di Vittorio Feltri che se è sopravvissuto lui a sessant’anni di professione controcorrente possiamo provare a farlo anche noi (e voi)».

 

nicole minetti

La relativa è sintatticamente sgangherata. Sarebbe bastato un segno di punteggiatura per renderla più chiara (e compatibile con la lingua italiana): «Noi siamo dalla parte di Oriana Fallaci e di Vittorio Feltri. Se è sopravvissuto lui a sessant’anni di professione controcorrente, possiamo provare a farlo anche noi (e voi)». [30 giugno 2026]

 

Punta. «I procedimenti giudiziari per diffamazione e per danni, in America non seguono l’iter a cui siamo abituati da noi», rileva Maurizio Belpietro, direttore della Verità, nell’editoriale di prima pagina, e per rispetto al suo conflitto permanente con le virgole ne infila una dopo «danni» che separa il soggetto («i procedimenti giudiziari») dal verbo («non seguono»).

 

Nel fondo, dedicato alle vicende di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani raccontate dal Fatto Quotidiano, Belpietro cita non una bensì due volte un’inesistente località dell’Uruguay, «Punta dell’Est». Forse è stato disorientato da Vladimir Putin: la città balneare uruguaiana si chiama Punta del Este. [8 giugno 2026]

 

oriana fallaci

Reati. Sul Corriere della Sera, in una pagina intitolata «La cleptocrazia di Trump», Massimo Gaggi scrive: «Certo, la Corte Suprema, in buona parte nominata da lui, aveva garantito al presidente immunità totale per tutti gli atti “di ufficio”. Un’immunità personale, per i reati penali, con limiti assai vaghi».

 

Il significato di reato è «infrazione di una norma penale» (Lo Zingarelli 2026). Pertanto, i reati sono di un unico tipo, penali per definizione. Non esistono quelli civili o amministrativi. [22 maggio 2026]

 

camilla conti

Giornali. Apprendiamo da Camilla Conti (Il Giornale) che «nel 2020 Gedi, la controllata di Exor che possedeva la Stampa, aveva già venduto al gruppo Sae (Sapere Aude Editori) alcuni quotidiani del Centro Italia come Il Tirreno, La Gazzetta di Modena, La Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara».

 

A parte che la testata originale è La Stampa, non Stampa, e che non si capisce perché il giornale di Torino sia scritto in corsivo mentre le testate delle altre città sono in tondo, non sapevamo che Modena, Reggio Emilia e Ferrara avessero traslocato nel Centro Italia. [29 maggio 2026]

 

Treno. Titolo dal Corriere della Sera: «Treno travolto da scuolabus: quattro vittime, tra cui 2 ragazzi». Testo: «Ieri un treno in corsa ha travolto uno scuolabus a un passaggio a livello nei pressi di Buggenhout, nelle Fiandre orientali». Poi ha proseguito la corsa fino a via Solferino, a Milano. [27 maggio 2026]

 

veronica gentili

Giovane. Veronica Gentili nella rubrica Facce di casta sul Fatto Quotidiano riporta una recente conversazione telefonica avvenuta fra Emmanuel Macron e il suo omologo bielorusso Aleksandr Lukashenko: «Il punto centrale su cui ha battuto Lukashenko, dopo aver comunicato al presidente francese di non avere alcuna intenzione di entrare in guerra, è stato l’assenza di alternative: “Chi altro c’è? Friedrich Merz è un politico molto giovane. Keir Starmer è anche lui piuttosto giovane. Chi parlerà? Sono tutti giovani”».

 

Ovviamente Gentili commenta la frase, ma non le passa neppure per l’anticamera del cervello di verificare preliminarmente che Lukashenko non abbia detto la solita bischerata. Infatti, l’ha detta: Merz è talmente molto giovane che l’11 novembre compirà 71 anni. [1° giugno 2026]

 

VITTORIO FELTRI E ORIANA FALLACI

De Gregori. Francesco De Gregori non sembra essere in cima ai pensieri della stampa italiana. Sulla Repubblica, Gino Castaldo scrive una lettera al cantautore, nel mezzo della quale compare la foto dell’artista romano corredata da questa didascalia: «Francesco De Gregori è nato a Roma nel 1971».

 

Peccato che sia nato 20 anni prima, nel 1951. Invece Antonio Polito sul Corriere della Sera scrive che De Gregori è «un cantautore che con i suoi versi ha contribuito a costruire il modo di pensare e di rappresentarsi della sinistra italiana.

 

francesco de gregori

Ai congressi di partito e alle celebrazioni del 25 aprile si diffondeva dagli altoparlanti come un inno “La storia siamo noi”. “Generale”, con la sua “notte crucca e assassina”, era la canzone di riferimento degli antimilitaristi». Ma la prima delle due canzoni citate s’intitola semplicemente La storia, non La storia siamo noi, che è invece il fortunato programma televisivo condotto da Giovanni Minoli. [30 e 31 maggio 2026]

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