RADIO KILL THE VIDEO STAR - MENTRE LE TV PERDONO SHARE, LE RADIO TORNANO A CRESCERE: RTL SI CONFERMA AL VERTICE NEL PRIMO SEMESTRE 2015, MA RECUPERANO TERRENO RDS, DEEJAY E RADIO1 (+6,3% RISPETTO A UN ANNO FA)

 

eurisko radio 2015 primo semestre  3eurisko radio 2015 primo semestre 3

Rtl si conferma la regina delle radio italiane. I nuovi dati Eurisko del primo semestre 2015, disegnano un nuovo scenario della radio in Italia. Con un'inversione di tendenza rispetto alle ultime rilevazioni la platea radiofonica cresce di oltre un milione di utenti, arrivando all'invidiabile cifra di 35 milioni.

 

Si rivoluziona la classifica degli inseguitori dietro l'inarrivabile rete di Lorenzo Suraci.

Rialzano la testa Rds e Radio Deejay, rispettivamente seconda e terza, a scapito di Radio Italia che cade dal secondo al quinto posto. Tiene Radio 105 (quarta), grazie allo Zoo che resta ancora il programma leader. In grande spolvero anche tutta Radio Rai: Radio1 cresce del 6,3% rispetto ad un anno fa, Radio2 del 4,3% e Radio3 intorno all'uno per cento.

 

 

 

Da www.primaonline.it

 

RTL 102.5

Rtl 102.5 si conferma ancora una volta al primo posto nella classifica di ascolto della radio in Italia con 6.737.000 ascoltatori nel giorno medio, dato che si riferisce al primo semestre 2015,stando ai dati diffusi oggi da Radio Monitor GFK/Eurisko. La prima posizione di RTL 102.5 è stabile con un ampio distacco di circa 2 milioni rispetto al secondo posto occupato da RDS 100% Grandi Successi. RTL 102.5 si conferma leader anche nei dati sul quarto d’ora.

GIGI DALESSIO LORENZO SURACI PIERLUIGI DIACO resize GIGI DALESSIO LORENZO SURACI PIERLUIGI DIACO resize

 

“Siamo molto soddisfatti dai dati che ci confermano leader assoluti del mercato” – dichiara il Presidente di RTL 102.5 Lorenzo Suraci – “Continueremo a lavorare, come abbiamo sempre fatto, per migliorare la nostra offerta declinata su tutte le piattaforme multimediali.”

 

RDS

“La rincorsa al secondo gradino del podio si è finalmente completata e i 5 milioni di ascoltatori nel giorno medio non sono poi così lontani – dichiara dagli Stati Uniti il Presidente di RDS Eduardo Montefusco – un dato che ci aspettavamo e che riscontriamo giornalmente con la partecipazione sempre maggiore degli ascoltatori alle nostre iniziative che li fanno essere protagonisti.

montefuscomontefusco

 

Aggiungo la crescita esponenziale di notorietà di RDS soprattutto nel nord Italia è generata anche dal successo della seconda edizione di RDS Academy e dalla partecipazione come media partner alla carovana del Giro d’Italia. Questo dato confortato anche dal segno più nella raccolta pubblicitaria di questo semestre – continua Montefusco – dimostra che RDS ha saputo leggere le aspettative degli ascoltatori e degli investitori promuovendo iniziative crossmediali in grado di coinvolgere ogni target di riferimento. Quanto emerso oggi conferma due elementi che i nostri ascoltatori percepiscono la passione e l’entusiasmo di chi lavora in RDS e anche che l’azienda riesce a governare il cambio generazionale che vede i miei tre figli sempre più protagonisti nelle scelte progettuali”.

 

FINELCO

eurisko radio 2015 primo semestre  2eurisko radio 2015 primo semestre 2

Sono stati rilasciati oggi i dati relativi all’ascolto radiofonico del primo semestre 2015. Esprime soddisfazione Gruppo Finelco che si conferma il primo Gruppo radiofonico di broadcaster nazionali con una share del 14,5% tra gli ascoltatori nel quarto d’ora medio 6-24, l’unità di misura più importante per il mercato pubblicitario; una share in crescita di 1 punto netto rispetto al corrispondente semestre del 2014 (13,5%).

 

Nessuno dei gruppi followers riesce a tenere la crescita di Finelco, pertanto seguono ad una distanza sempre maggiore RAI (con l’11,7% contro l’11,4% di un anno prima) e il gruppo Espresso/Repubblica ( con l’11,4% contro l’11,1% di un anno prima)

 

hazan albertohazan alberto

Questo eccellente risultato del Gruppo Finelco è reso ancora più significativo dal fatto che tutte e tre le radio che lo compongono risultano in crescita nel quarto d’ora medio 6-24: Radio 105 del 10,7%, Virgin Radio del 9,9% e Radio Monte Carlo del 2,2%, contro una crescita del totale ascolto radiofonico dell’1,6%. Dunque tutte e tre le radio del Gruppo Finelco hanno aumentato sia i propri ascolti sia le proprie share.

 

In particolare, Radio 105, con un incremento da 540.000 a 598.000 ascoltatori nel quarto d’ora medio (+58.000) si conferma al secondo posto alle spalle di RTL 102.5 (il distacco dalla quale è sensibilmente diminuito passando in un anno da 70.000 a 30.000 ascoltatori nel quarto d’ora medio e, in share, da 1,14% a 0,48%), mentre il distacco dalla terza classificata, Radio Deejay, aumenta invece ancora (da 139.000 a 168.000 ascoltatori nel quarto d’ora medio e, in share, da 2,27% a 2,7%).

 

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Infine appare molto significativo il nuovo record di Radio 105 sull’indicatore del TSL (Time Spent Listening) che misura il gradimento dei programmi degli ascoltatori attraverso il tempo medio da loro speso ad ascoltare la propria radio: Radio 105 balza da 132 a 141 minuti medi di ascolto, lasciando la seconda (Rai Radiotre) a trenta minuti di distanza ed RTL a 40 minuti di distanza. Virgin Radio si posiziona tra Radio Deejay ed RDS e Radio Monte Carlo recupera due posizioni, ponendosi ora tra Rai Radiodue e Rai Radiouno, e completando l’ottimo posizionamento complessivo di tutte e tre le Radio Finelco.

 

Per quanto attiene Radio Monte Carlo appare significativo l’incremento anche congiunturale rispetto ai dati relativi al 2° sem 2014: cresce l’ascolto nel giorno medio, l’ascolto nel quarto d’ora medio e il TSL (Time Spent Listening).

 

RADIO ITALIA

Mario Volanti, Editore e Presidente Radio Italia: “Il dato che ci fornisce l’indagine attesta comunque una crescita per Radio Italia rispetto al secondo semestre 2014, che ci vedeva con 4.499.000 ascoltatori. Ci proponiamo di continuare il nostro lavoro con passione ed attenzione per migliorare sempre più il prodotto che quotidianamente proponiamo agli ascoltatori che amano, come noi, la musica italiana”.

 

mario volantimario volanti

Radio Italia, nata nel 1982 e prima e unica radio di sola musica italiana, è oggi un vero e proprio sistema multimediale costruito intorno alla leadership musicale della radio. In questi anni ha saputo scalare il ranking delle emittenti nazionali, adattarsi con successo alle nuove sfide del mercato e alle richieste dei propri ascoltatori senza mai abbandonare la propria filosofia che mette da sempre la musica al centro. Con Radio Italia Tv (canale 70 DTT; SKY, canale 725; TvSat canale 35; solo in Svizzera Video Italia HD), è da sempre punto di riferimento per gli amanti della musica italiana e per i suoi protagonisti.

 

Vanta un comparto digitale all’avanguardia che comprende il sito radioitalia.it, la pagina ufficiale su Facebook, prima in Italia tra le radio per numero di likers e interazioni, le pagine ufficiali su Twitter, Instagram (dove è leader in Italia tra le radio), Google+, YouSound e le app gratuite per iPhone, iPad, Android, Kindle Fire, Windows Phone e Windows8.

LINUS E NICOLA SAVINO FESTA PER I ANNI DI RADIO DEEJAY jpegLINUS E NICOLA SAVINO FESTA PER I ANNI DI RADIO DEEJAY jpeg

 

 

RADIO1

“Gli ascoltatori chiedono oggi un’informazione tempestiva, credibile, senza censure ,aperta a tutte le voci della società, vogliono seguire in presa diretta tutti i grandi avvenimenti di cronaca, politica, economia , partecipare emotivamente, poter dire la loro mentre i fatti stanno accadendo e tutto questo possono trovarlo solo su Radio1″.

 

Così il direttore dell’ ammiraglia della radiofonia Rai Flavio Mucciante spiega gli ottimi risultati della rete, che Eurisko Radio Monitor conferma al sesto posto della classifica dei network nazionali ma in costante trend di crescita, anche nell’indagine, relativa al primo semestre 2015: 4 milioni 203mila ascoltatori nel giorno medio, un aumento del 6,3 per cento rispetto a luglio-dicembre 2014, pari a 248mila ascoltatori , che diventano oltre 400mila in più dall’avvio del nuovo palinsesto nell’ aprile dello scorso anno. L’ aumento è del 6,3 per cento anche rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il più alto in termini percentuali tra le radio nazionali.

flavio muccianteflavio mucciante

 

Crescita superiore al 6 per cento anche per il quarto d’ora medio, riferimento degli inserzionisti per la pianificazione delle campagne pubblicitarie (più 4,4% rispetto al secondo semestre 2014). Radio1 riduce le distanze rispetto ai network, che la precedono in classifica e allunga il passo, in modo sensibile, rispetto ai competitor sul terreno delle news. “L’informazione è un prodotto vincente e i suoi contenuti sono quelli che più si prestano ad essere condivisi- dice Mucciante, precisando che la modernizzazione di Radio1 e’ solo all’inizio: “abbiamo trasformato sound, formati dei Gr , programmazione di rete e sottoposto all’azienda numerosi progettI per il web in via di definizione, nel segno di una radio che vuole essere protagonista della rivoluzione digitale in atto”.

 

Gli highlights dei Tg internazionali, postati su Twitter, i video assist della redazione sportiva, i foto racconti degli inviati su Instagram – spiega il direttore di Radio1- sono solo alcuni degli extra, che affiancano ogni giorno il cosiddetto palinsesto “lineare”. Le nostre scelte musicali sono controcorrente rispetto a quelle di tutte le altre radio- afferma il direttore di Radio1- “fuori da quelle logiche commerciali che oggi ,più che nel passato, sembrano condizionare il mercato”. Radio1 utilizza Twitter, Facebook , Instagram ma è essa stessa un social network – precisa Mucciante- con “gli ascoltatori che diventano di fatto redattori aggiunti, segnalando di continuo gli argomenti da affrontare, intervenendo nei dibattiti, arricchendo le trasmissioni di storie e testimonianze”.

 

RADIORAIRADIORAI

Poi un commento sulla metodologia dell’indagine di ascolto: è necessario – secondo il direttore di Radio1- che venga aggiornata di continuo in linea con le nuove modalità di fruizione del mezzo. L’ascolto multipiattaforma ha aperto scenari inediti: ” basti pensare- conclude Mucciante- a streaming e podcast, all’incidenza sulle rilevazioni di canali televisivi dedicati sul digitale terrestre, alle collaborazioni in onda tra reti concorrenti o ad affermati brand , che potrebbero presto trasformarsi in reti tv generaliste, non avendo più nulla a che fare con il palinsesto “on air” della radio”.

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