giorgia meloni rai

RAI, DI TUTTO UN FLOP! TELE-MELONI CONTINUA A COLLEZIONARE INSUCCESSI E ORMAI IL SERVIZIO PUBBLICO SI RITROVA IN UN PANTANO: IN TRE ANNI LO SHARE È SCESO DI TRE PUNTI, DAL 38% AL 35% A FAVORE DI MEDIASET, CHE SI RINFORZA – ALLA MANCANZA DI IDEE SI AGGIUNGONO LE FIGURACCE ALLA “PATACCA” PETRECCA, PER NON PARLARE DELL’OFFERTA PER GENERI, BOLLATA DA MOLTI COME “CONFUSIONARIA” – IL RISULTATO È STATO QUELLO DI TUMULARE L’IDENTITÀ DELLE SINGOLE RETI: NON È UN CASO CHE AD AVERE LA PEGGIO SIA STATA RAI2, COLATA A PICCO, MENTRE RAI3 RESTA IN PIEDI SOLO GRAZIE AI PROGRAMMI STORICI COME “REPORT” E “CHI L’HA VISTO?”….

Estratto dell’articolo di Paolo Festuccia per “la Stampa”

 

giorgia meloni e il cavallo della rai - illustrazione di marilena nardi - domani

L'ora più buia della Rai si riassume in una cifra: tre punti in meno di share negli ultimi tre anni. D

al 38 al 35, uno per cento. Tre punti che incidentalmente coincidono con la rottamazione dei vertici di viale Mazzini e le bordate della Lega di Matteo Salvini per non aumentare i finanziamenti alla Rai.

 

Risultato: la Tv pubblica con meno spot e meno risorse crolla e Mediaset si rinforza. Da un lato poche idee e meno investimenti su programmi e acquisizioni, dall'altro continuità manageriale e prodotti convincenti. Così, in cerca di una nuova identità editoriale crolla Raidue e cresce Rete4.

 

pier silvio berlusconi

Come a dire: le strategie in campo e il ricambio in atto non hanno portato fortuna alla causa di "Tele Meloni". Le reti pubbliche finiscono nel pantano mentre più o meno tutte le concorrenti private crescono in fatturato e ascolti.

 

Infatti, nonostante l'anno appena passato sia segnato dalla Tv generalista in calo del 2, 82 per cento (da 8,15 a 7,92 milioni di individui nel minuto medio), Mediaset si porta a casa un più 1,26% grazie ad una gestione efficace del pubblico e a un'architettura di palinsesto orientata alla continuità.

giorgia meloni rai cavallo viale mazzini

 

[…] In questi ultimi tre anni si è passati da un'offerta per reti a un'offerta per generi («troppo confusa» sostengono tecnici ed esperti del settore) e nella partita sono «saltati non solo i parametri e la capacità di gestione del palinsesto» ma le certezze e le identità delle reti.

 

I casi più emblematici sono Raidue ma anche Raitre. La seconda rete è il punto massimo dell'instabilità strategica nel confronto tra i due anni (2024-2025). Ha subito continue riorganizzazioni di palinsesto, e perfino Il collegio, storico format di successo, solo in questo inizio di anno ha subito ben tre cambiamenti di giorno nel palinsesto prima di essere retrocesso definitivamente in seconda serata.

rai2

 

Stessa situazione per Raitre che perde solo lo 0,21% di share grazie alla "coerenza" di pubblico e a pilastri informativi come Report stabilmente sopra la media dell'8 per cento di share, Chi l'ha visto? e Splendida cornice che si conferma intorno al milione di spettatori.

 

E Raiuno? Resta a galla per via della fiction e degli eventi ma per il resto è allarme. Un allarme che preoccupa – e non potrebbe essere diversamente – anche l'azionista di riferimento della Rai, il ministero del Tesoro sul cui tavolo è stato recapitato uno studio sulla crisi che investe mamma Rai: sia nel merito degli ascolti sia sul fronte dei ricavi. Il nodo, infatti, è editoriale ma anche finanziario.

 

chi l'ha visto?

La polemica sul direttore di Raisport, Paolo Petrecca «è un mini-simbolo della debacle, di come è gestita l'azienda rimasta orfana di dirigenti e uomini prodotto, sì lottizzati ma almeno capaci». Risorse, che la Rai in questa fase non possiede: perché i tetti pubblicitari sono diventati invalicabili e ferrei e perché il canone non è mai stato agganciato nemmeno all'inflazione. E così, o si vara una profonda riorganizzazione dell'azienda «o la concorrenza schiaccerà la Tv pubblica».

 

sigfrido ranucci - report

Come accaduto, ad esempio, nella recente perdita dei diritti delle Atp Finals a vantaggio del rivale dove racconta un top manager di viale Mazzini, «Mediaset ha fatto solo il suo mestiere. È la Rai che non aveva le risorse per vincere la gara». Taglia oggi e taglia domani, (certo la Bbc sta peggio che annuncia tagli per 600 milioni) lascia andare via Flavio Insinna, Amadeus e Fabio Fazio anche Rete 4 è cresciuta al 7,7%, Italia 1 del 2, 51% e perfino Affari Tuoi, da leader incontrastato dell'anno passato, ha ceduto lo scettro alla Ruota di Jerry Scotti.

PAOLO PETRECCA

 

[…]  dal settembre dello scorso anno al 7 febbraio scorso (Olimpiadi escluse), in prima serata, Mediaset si piazza al 22,23 per cento di share e Raiuno si ferma al 21,11. Sul fronte generaliste non va meglio a mamma Rai (secondo i dati Auditel elaborati da studio Frasi): Mediaset più 20,3 per cento contro la Rai a meno 9,5%. E in prima serata il quadro non migliora, anzi: in termini di audience più 45,1% di share Canale 5 meno 9,6 per cento Raiuno.

 

[…] La Rai punta tutto sull'accoppiata Sanremo-Olimpiadi. I risultati di Milano-Cortina premiano gli ascolti. E perfino Raidue esce dal coma risalendo al 14,02 per cento. Lo sport e le medaglie vinte richiamano gli italiani. Ma il tema non è nella sfida sulla lunga distanza.

GIORGIA MELONI INQUADRATA DALLE TELECAMERE RAI DI CINQUE MINUTI

 

[…] anche i Tg battono la fiacca. Con il segno più davanti ci sono solo il Tg5 di Clemente Mimun, il notiziario del Tg4 e Studio aperto tg.

i dati di audience e share

giorgia melonichi l'ha visto? 2LA RAI DI GIORGIA MELONI - VIGNETTA BY ELLEKAPPA

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....