ricci salvini gabibbo

RICCI E STRARICCI: “SALVINI E’ COME IL GABIBBO MA E' SVEGLIO TRANNE CHE NELLA FOTO A LETTO CON LA ISOARDI. IL SUO MIGLIOR ALLEATO È LA SINISTRA: SONO LE BOLDRINI A GENERARE I SALVINI" - "INSINNA? FOSSI IN LUI RINGRAZIEREI CHE MI SONO FERMATO. VOLEVA TAROCCARE IL GIOCO E IL CATTIVO SONO IO?" - "MASTERCHEF? SPETTACOLO CRUDELE: HA PORTATO DANNI ESIZIALI". ECCO QUALI – E POI GRILLO, BAUDO, IL CAV, CUCCIA. E SU BAGLIONI...

Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera

 

Antonio Ricci, qual è il suo primo ricordo?

antonio ricci

«Ho quattro anni e sto morendo. Soffocato da una caramella andata di traverso. Mia mamma mi prende per i piedi, mi mette a testa in giù e mi salva. Ma forse è solo un ricordo indotto, a forza di sentirlo raccontare. Il primo ricordo vero è un altro. Passeggio con mio nonno e trovo un pignolo: “Tieni, nonno, un pignolo!”. Tre passi avanti un altro pignolo che consegno al nonno, poi un altro e un altro ancora. Solo da grande ho realizzato che era sempre lo stesso pignolo che mi faceva trovare lui. Appartengo a una generazione che è venuta su illudendosi di poter trovare infiniti pignoli...»

 

Chi era suo nonno?

LA FOTO CON CUI LA ISOARDI HA MOLLATO SALVINI

«Un miracolato della Grande Guerra. A tre dita dal cuore aveva ancora una scheggia di Shrapnel. Nel campo di prigionia in Germania sopravvisse mangiando le bucce di patata trovate nell’immondizia. Si chiamava Romualdo, era un socialista anarchico. Sua sorella Paquita, nome dell’eroina gitana di un balletto dell’800, fondò la sezione del Pci ad Albenga. Avevano tutti nomi pomposissimi, che nella realtà non venivano usati. Mio nonno Romualdo non fu mai chiamato così, ma Vittorio e più spesso “Tollu”. La zia Armida era Lida. Selvaggio era detto Selvaggin o anche solo Gin. L’unico a mantenere il suo nome era lo zio Goffredo, che però in dialetto diventava lo zio “Ho freddo”».

ANTONIO RICCI ENZO TRAPANI NEL 1979 A FANTASTICO I

 

E suo padre?

«Combatté la Seconda guerra mondiale. Fu fatto prigioniero a Tobruk. Per riempirsi la pancia si preparava polpette di sabbia».

E lei?

«Sono venuto su con un’avversione per le armi, anche perché da bambino a ogni boccone che rifiutavo mi dicevano: “L’avessimo avuta noi questa roba in tempo di guerra”. Ho un rapporto problematico con il cibo. Penso di poter vivere con un pomodoro al giorno e per questo mi sento libero».

 

Per questo ce l’ha tanto con Masterchef?

«È uno spettacolo crudele: non si può umiliare e far piangere una creatura umana solo perché ha sbagliato un contorno. Ha portato danni esiziali alla convivialità. A tavola si rideva e si scherzava. Adesso tutti a criticare l’impiattamento, a fotografare i piatti col telefonino. Una tristezza».

gero caldarelli gabibbo

Striscia compie trent’anni. Qual è il segreto?

«Eminenti scienziati mi hanno assicurato che Striscia è la trasmissione del futuro: per come è impaginata è già pronta ad essere fruita su tutte le possibili piattaforme. Poi Striscia è trasversale: la celebrazione del trentennale l’ha trasmessa LA7, non Mediaset. Facciamo quello che i media non fanno abbastanza: rompere le scatole a qualunque tipo di potere».

 

gabibbo

A cominciare dal suo editore Berlusconi?

«Non ho mai voluto nessun contratto di esclusiva, proprio per essere più libero. Ma il nostro primo, grosso bersaglio fu Pippo Baudo».

Nella sua autobiografia racconta che, quando divenne direttore artistico di Fininvest, lei gli rovinò la vita.

«Baudo era l’uomo più potente d’Italia. Più di Berlusconi, che all’epoca doveva infilare il cappottino a Forlani in visita. Ma il vero e malvagio segretario della Dc era Pippo. All’epoca c’era ancora il Drive In e noi continuammo a prenderlo in giro come sempre avevamo fatto. Pensava forse, non lavorando più in Rai, di avere un salvacondotto. Ma io lavoravo anche in Rai e non ho mai guardato in faccia nessuno».

salvini isoardi

 

Quando ha conosciuto Grillo?

«Ci eravamo incrociati nelle giovanili dell’Albenga, io terzino lui mezz’ala. Poi ci siamo frequentati nei cabaret di mezza Italia».

Aveva già passione per la politica?

«Fece la campagna all’avvocato liberale Biondi. Lo slogan era: né neri né rossi: Biondi!».

E lei?

«Quando Beppe mi chiese aiuto come autore perché era stato chiamato in Rai, ero il più giovane preside d’Italia. Passavo la notte al Derby di Milano, dormivo un paio d’ore in macchina, e al mattino ero in ufficio all’istituto per periti agrari di Coronata, con vista sul ponte Morandi».

antonio ricci

 

Di chi è la colpa del crollo?

«Era un progetto nato sbagliato. La mancanza di manutenzione ha fatto il resto. Ogni volta che passavi, tremava; ma ti spiegavano che era garanzia dell’elasticità del manufatto».

Le piace il progetto di Piano?

«Il “Geometra”, così viene chiamato Renzo dalla mafia ligure, ha compiuto un atto di grande generosità donando il suo progetto, con la consapevolezza che si sarebbe esposto a critiche insulse. Domenica scorsa sono stato alla Royal Academy di Londra, dove ho fatto la fila per visitare l’esposizione in suo onore. La regina gli fa una mostra, e Toninelli non lo considera. Vorrebbe il ponte multistrato, con i ristoranti, l’asilo, mentre passano i tir al piano di sopra io sotto faccio la sauna».

 

Con i suoi concorrenti lei è feroce, talora cattivo. Non è pentito di quello che ha fatto a Flavio Insinna?

«Fossi in lui ringrazierei la bontà d’animo di Antonio Ricci».

antonio ricci

Perché?

«Ci siamo fermati. Del resto non abbiamo mai avuto problemi con i dirimpettai: Pupo, la Ventura, la Clerici, Max Giusti, Frizzi, Amadeus... È stato Insinna ad aprire le ostilità. In Rai avevano dato l’Oscar della tv a noi anziché a lui. Polemizzò così tanto che dall’anno successivo il premio fu abolito. Quando poi l’abbiamo visto da Bianca Berlinguer tessere l’elogio della gentilezza, abbiamo mostrato di quale violenza verbale fosse capace. Una violenza non dovuta ad uno sbrocco estemporaneo, ma all’ira verso i suoi collaboratori che non avevano taroccato il gioco come lui voleva. La Rai per anni ha preso in giro i telespettatori e il cattivo sono io?».

claudio baglioni

 

E Baglioni?

«I suoi fan mi vogliono morto, ma io Baglioni non riesco a farmelo piacere: è una questione generazionale. Uno cresciuto conI morti di Reggio Emilia non può reggere la melassa di Passerotto non andare viaAll’epoca Baglioni era il preferito dai fasci. Non a caso anche stavolta l’hanno difeso, insultandomi, Sallusti e Gasparri. E queste sono soddisfazioni».

 

ME TAPIRO ANTONIO RICCI LUIGI GALELLA

È vero che Berlusconi si arrabbiò molto, quando pedinaste Cuccia senza cavargli una parola?

«Non era arrabbiato, era annichilito: “Non si tratta così una persona anziana! Non sei stato tu a organizzare questa cosa, vero?”».

E lei cosa rispose?

«“Certo che sono stato io”».

 

Fini se la prese con Berlusconi quando lei mandò il filmato di Elisabetta Tulliani con Gaucci. 

«Ovviamente Berlusconi non c’entrava nulla. Fu una cosa strumentale: Fini cercava un pretesto per rompere con il Cavaliere. Tutti, come da copione, presero le sue difese e attaccarono Berlusconi. Alla domenica, dopo tre giorni di bastonate, lui salì sul predellino e lanciò il Pdl al quale poco dopo dovette aderire lo spiazzato Fini. Alla fine il grande partito della destra italiana nacque anche per colpa nostra».

 

Chi è il più bravo tra i conduttori storici di Striscia?

«Tutti a turno sono stati campioni d’ascolti. Striscia è un lavoro di gruppo. Adesso ci sono Greggio e Iacchetti che possono contare sul lavoro eccezionale degli inviati».

ANTONIO RICCI

Ficarra e Picone?

«Bravissimi in tv, al cinema e in teatro. Un loro film è stato premiato in Cina, alla faccia di Dolce & Gabbana. I due stilisti si sono aggiunti all’Olimpo delle grandi coppie comiche siciliane: Franco e Ciccio, Ficarra e Picone. Lo sketch “Le scuse ai cinesi” di Dolce & Gabbana è esilarante. Mi piacerebbe averli a Striscia».

 

E la Hunziker? Come può una bella donna far ridere?

«Per l’Italia è una novità, ma in America succede. E poi Michelle è un maschiaccio».

Si è mai innamorato di una velina?

antonio ricci serena grandi

«No, ma sono affezionato a tutte. Sono fidanzato con Silvia da quasi cinquant’anni... Sembra una perversione, invece per noi è normale: tutte le coppie dei nostri più cari amici stanno insieme da sempre». 

 

Dopo il voto del 2013, lei disse al «Corriere» che la vittoria di Grillo sarebbe stata affidare il movimento a qualche ragazzo sveglio. Ci è riuscito?

antonio ricci beppe grillo

«Ci sta ancora provando. Beppe mi ricorda un estintore chiuso nella teca, dietro il vetro da rompere in caso di pericolo. Però lo rompono un po’ troppo spesso, il vetro. Lui vorrebbe farsi gli affari propri, tornare agli spettacoli. Quando diventerà un problema per il Movimento, allora ce l’avrà fatta». Mi sa che ci siamo quasi.

I 5 Stelle riusciranno a governare?

«Anzitutto devono fare i conti con lo spietato aforisma di Lec: “Beati gli affamati di giustizia perché verranno giustiziati”. “Onestà onestà” è uno slogan e come tutti gli slogan è velleitario e semplicistico, per una qualsiasi fesseria può trasformarsi in boomerang. Si giocano tutto adesso, devono anche sfangarsela con l’Europa, altrimenti Salvini se li mangia».

 

Mezza Italia pende dalla sue labbra.

antonio ricci ezio greggio michelle hunziker le veline

«Tranne che nella foto a letto con la Isoardi, Salvini è sveglio. Soprattutto può contare su un’opposizione non più credibile. Il suo miglior alleato è questa sinistra stremata dalla guerra per bande, incapace di ascoltare i problemi della gente. Solo la spocchia infinita, sorretta dalla presunta superiorità morale. Io non ho mai creduto ai Pupazzi della Provvidenza, ma so per certo che le Boldrini generano i Salvini. I populisti di ogni parte del mondo si somigliano, quasi trent’anni fa ho affidato il compito di rappresentarli al Gabibbo».

 

antonio ricci

Salvini somiglia al Gabibbo?

«Il Gabibbo è la pancia: non parla, rutta. Vuol significare che in tv qualunque banale pupazzo, se bercia o arringa moraleggiando, può ottenere il massimo della credibilità e popolarità».

E Berlusconi come uscirà di scena?

«Berlusconi non uscirà mai di scena. Godrà a morire sul palco, come Molière».

Come pensa l’aldilà?

«Io penso di essere già morto. Mi preparo da quando avevo 15 anni».

Pensava alla morte già da ragazzo?

«Alle scuole elementari ci terrorizzavano con il tetano. Ci portavano, incuriosendoci, le bombe che non avremmo dovuto toccare se trovate nei campi. Da un momento all’altro doveva scoppiare l’atomica, ma io sapevo benissimo che per farmi fuori sarebbe bastata una caramella di traverso. Da allora vivo ogni giorno come se non ci fosse un domani».

antonio ricci ezio greggio maddalena corvaglia elisabetta canalis ezio iacchettiantonio ricci con le veline boldi e villaggio

 

ANTONIO RICCI RICEVE IL PREMIO TVantonio ricciantonio ricci 2Antonio RicciAntonio RicciBOCCA ANERI E BIAGI PREMIANO ANTONIO RICCIBEPPE GRILLO SANDRO PERTINI ANTONIO RICCI matrimonio michelle hunziker antonio ricci e famigliaBEPPE GRILLO CON ANTONIO RICCI NEL SETTANTANOVE luca e paolo con antonio ricci giass giass antonio ricci con luca e paolo antonio ricci con joe bastianichmatrimonio michelle hunziker i testimoni vittorio feltri e antonio ricciantonio ricciantonio ricci con la moglie e la figlia b3e9 1antonio riccigero caldarelli antonio ricci

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…