RICORDANDO BOCCA DI FUOCO - “IL PD È COME IL PSI DI CRAXI. LA SINISTRA È LA STESSA COSA DELLA DESTRA, QUANTO A ONESTÀ” - “UN PASSO INDIETRO DI BERSANI? MEGLIO UN TUFFO IN MARE, CONSIDERANDO I SUOI RAPPORTI STRETTI CON PENATI” - “UNA VOLTA I PARTITI RUBAVANO, MA LO FACEVANO CON CAUTELA E VERGOGNANDOSENE QUANDO VENIVANO SCOPERTI. ORA SI RUBA SENZA NEMMENO VERGOGNA” – “BERLUSCONI HA CAPITO CHE CON IL DENARO SI RISOLVE TUTTO” - “L’UNICO PERICOLO È CHE QUESTA INTERA CLASSE DIRIGENTE, PER NON ANDARE IN GALERA, FACCIA UN GOLPE" – “SONO SEMPRE PIÙ CATTOLICO”....

Silvia Truzzi per "Il Fatto Quotidiano" - intervista del 30 agosto 2011

Due squilli e il ricevitore si alza. Poi non fai nemmeno in tempo a concludere una domanda - sulla questione morale a sinistra - che la risposta è questa: "Ma è la solita storia della corruzione politica: tutti i partiti, in tutte le epoche, quando amministrano hanno bisogno di soldi e li rubano. Nulla di nuovo sotto il sole".

Dall'altra parte, l'accento cuneese di Giorgio Bocca, scrittore e firma di Repubblica e dell'Espresso. Che, con il tono mite di un neo 91enne, aggiunge il seguente siluro: "Soprattutto nulla di nuovo rispetto a Craxi".

Vede analogie tra il Pd e i tempi d'oro del Psi piglia-tutto?
Macché analogie. Vedo un'assoluta identità.
Perché?
Craxi diceva: i mariuoli ci sono ma i soldi servono ai partiti. L'unica cosa che si capisce da questa vicenda è che la sinistra è la stessa cosa della destra, quanto a onestà.

Ce lo spieghi meglio.
C'è poco da spiegare: rubano tutti. Tutti i politici hanno lo stesso interesse: avere il potere e fare soldi. La via è comune.

Nella sua similitudine tra Pd e Psi non torna solo la lungimiranza. Il partito di Craxi fu annientato dagli scandali. Il Pd vuol fare la stessa fine? Non è vero che la storia insegna?
Historia magistra?
Mah. Guardi, le dico questo: alla fine della Guerra io e altri partigiani pensavamo che il Partito socialista avrebbe cambiato il modo di fare politica in Italia. Nel giro di pochi anni tutte le persone per bene e oneste sono state cacciate da quel partito. Dove sono rimasti solo i furbi e i ladri. Vuol farmi dire che la politica è cambiata? Non lo penso.

Non voglio farle dire nulla: le chiedo come può la dirigenza del Pd essere così miope.
Non c'è nessun disegno politico, questa è la cosa grave. C'è l'istinto, in chi fa politica, di usare i mezzi più facili.
Quali sono? 
Mettere le mani sul denaro e corrompere. Non mi pare si tratti di altro.
Tangentopoli non è servita.
 Vista dal punto di vista di uno storico no. Andiamo ancora più indietro. Che ha fatto Giulio Cesare quando aveva consumato il suo patrimonio? S'è fatto mandare in Spagna, dove ha rubato talmente tanto che è tornato a Roma ricchissimo. Ha armato un esercito e si è impadronito del potere. Le dinamiche sono abbastanza chiare.

Bersani dovrebbe fare un passo indietro, considerando i suoi rapporti stretti con Penati?
Altro che far passi indietro. Dovrebbe fare un tuffo nel mare.

Ci sono stati tempi in cui la politica era diversa?
Forse solo nelle grandi emergenze, durante le guerre, si sono visti politici onesti e disposti anche a farsi fucilare per la libertà. Ma quando la politica diventa amministrazione scade, di solito, a un livello bassissimo. Non conosco oggi un politico che sia stimabile come persona privata. Un uomo come me, che a vent'anni comandava una divisione partigiana, aveva tutte le opportunità di impegnarsi in politica. Ma ho capito immediatamente che era un rischio da non correre. E non me ne sono pentito . Mai.

Così non c'è scampo.
Come si fa a sperare?
Io non vedo segni di cambiamento. Non dappertutto è così. Nella maggior parte dei Paesi a regime democratico l'etica pubblica è un valore.
Dove si sono stabilite - almeno in minima parte - le regole del gioco, il codice viene rispettato. Noi le avevamo stabilite, ma le abbiamo anche mandate all'aria. Dopo la guerra partigiana e la Liberazione dell'Italia, l'onestà è stata, per quasi mezzo secolo, un valore condiviso. Allora i partiti rubavano, ma lo facevano con cautela e vergognandosene quando venivano scoperti. Ora si ruba senza nemmeno vergogna.

È una questione statistica. Essere indagati o imputati, per i politici, fa quasi curriculum...
Sì, è un metodo. Un sistema: lo diceva oggi (ieri, ndr) nel suo articolo sul Fatto Nando Dalla Chiesa, una persona che stimo, come del resto stimavo molto suo padre. Però anche lui non scrive a chiare lettere: lì c'è gente che ruba. Con i nomi e i cognomi.
Siamo ancora nella fase delle indagini preliminari. Diventa un reato fare certe affermazioni prima dei processi.
 Sì, ma mi ha stupito il tono di Dalla Chiesa, troppo leggero. Oggi è impossibile dire a un politico che ha rubato "hai rubato". Ma allora cos'è questo giro di affari, soldi, tangenti?

Bersani, all'alba della vicenda Penati, minacciò querele a destra e a manca. 
È vero, infatti mi sono ben guardato dallo scrivere articoli sull'argomento. Le querele volano e i giornali nemmeno ti sostengono. Un tempo mi sarei lanciato nella discussione, stavolta non l'ho fatto anche con un senso di paura.

Al di là dell'opportunità, secondo lei dire "faremo una class action contro i giornalisti" è un discorso politico?
 La classe politica rivendica il diritto di far paura alla stampa.
Più che politica è arroganza.
I potenti dicono: state zitti perché comandiamo noi.
Non sono comportamenti molto diversi da quelli dei partiti di governo.
Berlusconi è più moderno, ha capito che con il denaro si risolve tutto. La sua calma si legge così: io li compro e tanti saluti. Gli altri, semplicemente, non hanno abbastanza soldi. E hanno delle preoccupazioni d'immagine. Ma come fa Penati a difendersi?

I democratici si sentono - e si professano - molto diversi dal centrodestra. 
Certo che si dicono diversi. Lo fanno perché agli occhi della pubblica opinione non vogliono apparire uguali agli altri. Uguali ai ladri.

Vede pericoli?
L'unico pericolo è che questa intera classe dirigente, per non andare in galera, faccia un golpe.

Un loro azzeramento no?
 Proveranno a tirare avanti, come han fatto fino a ora. Chi ha i soldi se la cava. Cesare è ricordato come uno dei più grandi uomini politici della romanità ed era uno che confessava candidamente di aver rubato. Però potrebbe arrivare anche un moto d'ira popolare che li manda tutti a casa. Mi trovo di fronte a un'umanità incomprensibile. Un politico che ruba, sa di essere al di fuori dell'etica. Eppure lo fa. Io veramente non li capisco.

Crede che la prudenza dei vertici del partito sulla questione Penati vanificherà il successo delle amministrative e dei referendum?
Mi pare che ci sia un fraintendimento su questo nuovo interessamento alla politica. Lo scambiamo per un cambiamento morale. Ma è più che altro una moda.

Ha compiuto 91 anni tre giorni fa...
... quindi posso dire tutto, anche le sciocchezze?
No, le chiedevo cosa direbbe a un ragazzo italiano di vent'anni.
Gli direi: "Non rubare". Si vive meglio da onesti. L'onestà è l'unica riserva per sopportare questa vita terrena, che è piena di insidie e porcherie.

Evangelico.
Certo. Sono sempre più cattolico.

 

bocca montanelli biagiBersani e Penati di Benny per Libero penati e bersani bocca aspesi montanelliboccaboccaBOCCA ANERI E BIAGI PREMIANO ANTONIO RICCICRAXI E BERLUSCONI AL MARE BOCCA

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