claudio santamaria

CLAUDIO SANTAMARIA, ATTORE IMPEGNATO - ''QUANDO MI DEFINISCONO COSÌ, DICO: 'CERTO, SONO IMPEGNATO, DOMANI CIÒ DA FA'. PENSO ANCORA DI AVER SBAGLIATO MESTIERE. RIMPIANGO DI NON AVER DATO TUTTO IN 'ROMANZO CRIMINALE', LO RIGIREREI DOMANI'' - ''JEEG ROBOT È UN FILM CHE AIUTA LA SOCIETÀ, TI FA PENSARE CHE RISALIRE DAL FONDO È POSSIBILE''

Malcom Pagani per ''Vanity Fair''

 

claudio santamaria da vanity fair  4claudio santamaria da vanity fair 4

Fino a 15 anni fa, dice Claudio Santamaria: «Agli attori italiani sputavano in faccia». Va da sé che in una mattina di ordinario caos romano, al tavolo di un bar a cui si presenta assonnato: «Ma che sia sveglio da 10 minuti è una calunnia» uno dei nostri interpreti più moderni reciti con orgoglio da ambasciatore del nuovo corso. Candidato al David di Donatello come miglior attore protagonista per Lo chiamavano Jeeg Robot, Santamaria ha vinto comunque. Non più asfittico cinema nazionale da camera e tinello quindi, ma solo buon cinema, aria in circolo, cambiamento: «Rialzarsi dal pregiudizio è stato difficile.

 

Tra commedie tremende e film pseudo intellettuali che con la pretesa del messaggio risultavano ancor più ridicoli, i nostri registi erano screditati. Il primo che suonò la riscossa indifferente agli insulti fu Muccino con L’ultimo bacio. Mainetti arriva dopo, ma il suo è un film spartiacque che aiuta a far rialzare la testa, non solo al nostro microcosmo, ma anche a quel pezzo di società che nel riscatto non crede più da un pezzo».

 

In che modo Jeeg Robot darebbe una mano alla società?

 

claudio santamaria da vanity fair  5claudio santamaria da vanity fair 5

Chi lo vede si sente sollevato: «Ma allora- ti ripeti- risalire dal fondo è possibile». Siamo abituati a sentirci dire: «Siamo in Italia, non cambierà mai niente» ma io non ci credo. Non sopporto l’auto-rassegnazione. Arrendersi è sinonimo di complicità.

 

40 Film, 41 anni, un solo David a disposizione.

 

Vincerlo sarebbe un bel colpo, ma Luca Marinelli è stato straordinario. Vedremo.

 

Molto british per un supereroe.

 

La competizione tra attori c’è, è forte ed è sacrosanta. Quando ho visto Suburra ho avuto un po’ di sana invidia nei confronti di Favino, ma invece di covare rancori nell’ombra gli ho telefonato: “Picchio, mannaggia, è un gran film. Sei stato bravo”. Ero sincero.

 

È in un momento in cui può permetterselo?

 

Essere generosi quando le cose ti vanno bene è più facile. Adesso sono contento, ma se avessi perso la possibilità di fare Jeeg Robot mi sarei tagliato una mano.

claudio santamaria da vanity fair  3claudio santamaria da vanity fair 3

 

Prego?

 

Avevo sostenuto un provino con Mainetti, il regista, senza poi sapere più niente per settimane. Negli stessi giorni mi aveva cercato anche Olmi per Torneranno i prati e avevo accettato la proposta. A Olmi non si può dire di no.

 

Quindi?

 

Quindi all’improvviso telefona Mainetti, mi dice che mi ha scelto e dall’altra parte avverte il gelo: «Mi dispiace, ma ho detto sì a Olmi», «Ma non si era ritirato?» fa lui «non aveva promesso di non girare più un fotogramma?». Alla fine per fortuna Mainetti mi ha aspettato.

 

Sarebbe stato presto per avere rimpianti.

claudio santamaria da vanity fair  2claudio santamaria da vanity fair 2

 

E invece qualche rimpianto ce l’ho. Non aver dato tutto quel che potevo su Romanzo Criminale di Placido, ad esempio. Ho reso al minimo e ho perso la possibilità di lavorare in profondità su un personaggio interessante. Peccato. Lo rigirerei domani, ma tornare indietro non si può.

 

Il suo Dandi non sembrava così male.

 

Merito di Placido. Sa dirigere gli attori e salvò la situazione. Per stimolarmi diceva cose bastardissime: «Ieri Kim Rossi Stuart è stato eccezionale, oggi vediamo come te la cavi tu, sarai alla sua altezza? Ho i miei dubbi».

 

Sul set discute spesso con i registi?

 

claudio santamaria da vanity fair  1claudio santamaria da vanity fair 1

Con Roberto Faenza, ne Lo strano caso dell’infedele Klara, accadeva quasi tutti i giorni. Il film, tutto in inglese, non era una passeggiata. Dopo 48 ore in un appartamento tra una doccia, una scena d’amore e un’altra di passione con Laura Chiatti, ero stravolto. Il giorno dopo Faenza è nervoso: “Claudio, svegliati” urla. Poi grida stop: «Ma cos’è sta roba? Hai sempre quest’aria di sufficienza, sembra che vieni sul set e non te ne frega niente, guarda che io ti sostituisco, ti caccio!». Mi dissi che potevo fare due cose: incazzarmi e strappargli le orecchie oppure comprendere posta in palio,  processo creativo e tensione e moderarmi.

 

Che opzione scelse?

 

Mi avvicinai: «Roberto, ma sei matto? Non c’è bisogno di fare così, sono due giorni che ci facciamo il culo. Se non sei soddisfatto ti chiedo scusa, però calmiamoci». Diventò un altro. «Sei stanco? Allora ti chiedo scusa io». A quel punto, sull’onda, ci scherzai su: “E poi, con chi mi avresti sostituito? Ormai il film è iniziato”. “E che problema c’è. Avrei chiamato Accorsi”, “Accorsi?”, “Accorsi sì, mi piace” e io di getto: “E allora potevi prendere lui”. Abbiamo riso molto. Litigare non mi preoccupa, basta che il campo di battaglia sia un terreno comune.

 

SANTAMARIASANTAMARIA

Faenza le imputava una certa svagatezza?

 

Ero molto svagato da ragazzo. Ero quello a cui si poteva rinunciare. Se giocavamo a calcio ed eravamo dispari, per dire, rimanevo a guardare sempre io.

 

Era scarso?

 

Scarso e con la testa tra le nuvole. Una volta, nell’intervallo di una partita, non mi accorsi neanche che bisognasse cambiare lato del campo. A un certo punto, dagli spalti, si sentì una voce: “Numero 3, guarda che te devi spostà, devi andà dall’altra parte”.

 

Che ragazzo era?

 

Uno che stava sempre per strada. Mi sono divertito e mi sono anche annoiato. Ma la noia è fondamentale per diventare migliori. Quando mia figlia dice che si annoia le rispondo: “Brava, annoiati un po’, ti fa bene. Rifletti, pensa e torna tra un’ora”.

claudio santamariaclaudio santamaria

 

I suoi genitori?

 

Mamma casalinga, papà pittore edile. Estati a Senise, in Basilicata e odissee sulla Salerno- Reggio Calabria. Viaggiavamo in una 131. Nella foto di quelle vacanze io sono ‘Boccia’, quello incazzato con il cesto di capelli biondi sulla testa. Immobile sul sedile posteriore. Stretto tra i miei fratelli.

 

È stato figlio, adesso è padre.

 

claudio santamaria ai david  claudio santamaria ai david

Ho una sola figlia, Emma, ma domani non escludo di averne altri. Li avrei fatti anche a vent’anni i figli, se solo avessi avuto idea di come mantenerli.

 

Con Delfina Delettrez Fendi, la madre di Emma, non si è mai sposato.

 

Eravamo giovani. Io e Delfina ci siamo lasciati da tanto tempo, ma ci vogliamo ancora bene. Fino a qualche anno fa non sapevo tenermi accanto una fidanzata per più di qualche mese. Vivevo male il conflitto e alla prima frizione rompevo.

 

Adesso va meglio?

 

A me sembra vada meglio, ma in effetti una ragazza adesso non ce l’ho.

 

claudio santamariaclaudio santamaria

Sciocchezza della vita?

 

Avevo la chitarra sulle spalle e guidavo un motorino. Chiusi gli occhi per 10 secondi e naturalmente mi feci molto male. Mi lacerai il legamento. Ho ancora 17 punti sulla schiena.

 

Perché?

 

Venivo da un festa con più di 100 persone, ma se ti senti solo puoi avere intorno il mondo e sempre solo rimani. Feci una cazzata perché volevo proprio farmi del male. Ero perfettamente lucido e non avevo bevuto. Ma ero scisso. Una parte di me diceva: “Apri gli occhi, imbecille” e l’altra rispondeva: “Tienili chiusi”. Avevo lo stomaco stretto, stretto. Diedi retta all’impulso sbagliato. Finii con il motorino sul marciapiede e poi su una macchina in sosta. Un botto tremendo. Sono fortunato a poterlo raccontare.

 

 

claudio santamaria 4claudio santamaria 4

È vero che non avrebbe voluto fare l’attore?

 

Penso ancora di aver sbagliato mestiere. Volevo fare l’architetto. Sognavo case semplici in cui l’abitazione si confondesse con i materiali con cui era stata costruita. Case di legno, circondate dall’edera, oppure erette con la pietra di fiume.

claudio santamaria claudio santamaria

 

Il legno brucia. Come si fa a non bruciare una carriera?

 

Si prova a dire no. Un percorso si costruisce più sui no che sui sì. Dire ‘no’ è difficile. Ma è tanto liberatorio. Ora posso scegliere. Sono un privilegiato. Mi dispiace solamente che una donna come Graziella Bonacchi, un’agente che è stata fondamentale per farmi crescere come attore e come persona, non sia più. Questo è momento felice. Graziella se lo sarebbe goduto, ma se ne è andata troppo presto.

 

Quante volte si è pentito di aver detto sì?

claudio santamaria  6claudio santamaria 6

 

Tante. Un compromesso che proprio non avrei dovuto fare, non tanto per il film, ma per come  stavo a livello emotivo, fu Amarsi può darsi. Lavoravo in Patagonia e seppi che in Sicilia si era suicidato uno dei miei più cari amici, il fotografo Arturo Patten. Tornai con un barbone lungo da apostolo e invece di chiudermi in casa e soffrire in silenzio accettai il ruolo per senso del dovere e per rispetto nei confronti del regista. Non volevo metterlo nei guai, ma sbagliai. Sul set, durante i trasferimenti, piangevo a dirotto a fianco dell’autista. Lui non capiva. Io ero distrutto.

 

Sui set italiani di solito si ride molto.

 

claudio santamaria  5claudio santamaria 5

Anche troppo. L’armonia nel lavoro è fondamentale, ma armonia non significa cagnara. Con le troupe straniere non vola una cazzo di mosca. Sui set italiani, non so per quale strana eredità felliniana, c’è sempre casino. Lavorando con Campiotti non riuscivo a concentrarmi e ho protestato: “Scusate, vi voglio bene, ma non siamo in un pub. La fate finita? La birra la beviamo dopo».

 

Quindi severo, non svagato.

 

claudio santamaria   claudio santamaria

Un conto è l’apparenza, un altro è la sostanza. Chi giudica senza sapere può fare male. Sa chi ferì davvero? Marco Risi. Giravamo L’ultimo capodanno ed ero ansioso di sapere se la mia interpretazione di Cristiano Carucci, non esattamente una cima, lo convinceva. Mi guardò con sufficienza: “È perfetta, tu sei esattamente così”. Non ero così. Rimasi di merda. Non gliel’ho mai detto.

 

Se le chiedo una cosa promette di non darmi una risposta democristiana?

ylenia pastorelli e claudio santamariaylenia pastorelli e claudio santamaria

 

Le ho dato risposte democristiane?

 

Meglio un film da festival poco visto e malpagato o 10 milioni di spettatori su Rai uno e un ricco bonifico sul conto corrente?

 

Meglio il cinema, perché il cinema rimane. Per anni ho detto no a priori alla tv, poi ho capito che avevo bisogno di leggerezza e di non essere più considerato soltanto un attore di nicchia. Adesso se mi capita una serie scritta bene non chiudo più la porta. I soldi sono importanti anche per questo. Ti permettono di mantenerti e accettare ingaggi modesti per realizzare imprese in cui credi. Ci sono colleghi che dicono: “Sotto quella cifra non scendo”. Io no. Se avessi ragionato così mi sarei perso un sacco di belle cose.

 

Claudio Santamaria, attore impegnato.

 

claudio santamariaclaudio santamaria

Quando mi dicono attore impegnato rispondo sempre: “Certo, sono impegnato, domani ciò da fa”.

 

 

 

 

 

 

claudio santamaria e arrivata la felicita  3claudio santamaria e arrivata la felicita 3claudio santamariaclaudio santamaria

 

marco travaglio con francesco montanari claudia gentili e claudio santamariamarco travaglio con francesco montanari claudia gentili e claudio santamariafrancesco montanari  veronica gentili  claudio santamaria e marco travagliofrancesco montanari veronica gentili claudio santamaria e marco travaglioclaudio santamariaclaudio santamariatorneranno i prati santamariatorneranno i prati santamariaGAETANO SANTAMARIA AMATO PROCURATORE GENERALEGAETANO SANTAMARIA AMATO PROCURATORE GENERALEclaudio santamariaclaudio santamariaClaudio Santamaria Claudio Santamaria Claudio Santamaria Claudio Santamaria Claudio Santamaria Claudio Santamaria Claudio Santamaria Claudio Santamaria Claudio Santamaria Claudio Santamaria Claudio Santamaria Claudio Santamaria claudio santamaria isabella ferrari marco travaglio claudio santamaria isabella ferrari marco travaglio claudio santamaria il venditore di medicine claudio santamaria il venditore di medicine claudio santamariaclaudio santamariatre tocchi argentero santamaria giallinitre tocchi argentero santamaria giallinifabrizio salini (ad fox ch. ) claudio santamariafabrizio salini (ad fox ch. ) claudio santamariafabrizio salini, ad fox channels, e claudio santamariafabrizio salini, ad fox channels, e claudio santamariaclaudio santamaria. ben  cclaudio santamaria. ben cclaudio santamariaclaudio santamariaclaudio santamaria alessandro sperduticlaudio santamaria alessandro sperdutimarco travaglio veronica gentili claudio santamaria  francesco montanarimarco travaglio veronica gentili claudio santamaria francesco montanarimontanari gentili santamaria e travaglio leggono le intercettazioni  di mafia capitalemontanari gentili santamaria e travaglio leggono le intercettazioni di mafia capitaleclaudio santamariaclaudio santamariaclaudio santamaria  3claudio santamaria 3

 

claudio santamaria e arrivata la felicita  2claudio santamaria e arrivata la felicita 2

 

claudio santamaria e arrivata la felicita  1claudio santamaria e arrivata la felicita 1SANTAMARIASANTAMARIAclaudio santamaria ylenia pastorelli gabriele mainetti luca marinelliclaudio santamaria ylenia pastorelli gabriele mainetti luca marinelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimi Dagoreport

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

maurizio maddaloni pd campania maurizio de giovanni luigi riello

“TRA NANI, BALLERINE, FROCETTI E LESBICHINE, DE GIOVANNI SARÀ A SUO AGIO” – COSÌ PARLÒ SU FACEBOOK MAURIZIO MADDALONI, DAL 2023 PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO A CASERTA (SCELTO DALL’EX MINISTRO SANGIULIANO). IL RIFERIMENTO È ALLA NOMINA DELLO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI NELLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD DELLA CAMPANIA. ALTRETTANTO PESANTI LE PAROLE DI MADDALONI SULL’EX PROCURATORE GENERALE DI NAPOLI, LUIGI RIELLO, ANCHE LUI ENTRATO NELLA SEGRETERIA DEM: “RIELLO DA QUANDO È UN PENSIONATO DA DI MATTO: BEVE, DISTURBA GLI ALTRI COMMENSALI CON INDEGNI SPETTACOLINI” – IL SEGRETARIO REGIONE DEL PD, PIERO DE LUCA, SI DICE INDIGNATO (“LA DESTRA HA UN PROBLEMA CON LA CULTURA E CON LA LEGALITÀ”) E DENUNCIA LA DISASTROSA GESTIONE DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO: “QUESTO ODIO VIENE DA CHI HA PORTATO AL DEFAULT LA FONDAZIONE” – MINISTRO GIULI, NON SARÀ CHE IN CAMPANIA ABBIAMO UN PROBLEMINO?

giorgia meloni antonio tajani marina berlusconi roberto vannacci matteo salvini

DAGOREPORT - SIAMO COSI' OCCUPATI A VEDERE IL NAUFRAGIO DELLA LEGA, SORPASSATA DA VANNACCI, DA NON ACCORGERCI CHE STA IMPLODENDO ANCHE L'ALTRO ALLEATO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI: FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE INTORNO AL 7-8% CON TANTI ESPONENTI ATTRATTI DAL GENERALISSIMO – UNA SITUAZIONE GRAVE CHE HA SPINTO MARINA BERLUSCONI NEI GIORNI SCORSI A CONVOCARE IN GRAN SEGRETO ANTONIO TAJANI A MILANO, CHIEDENDOGLI GENTILMENTE DI TOGLIERE IL DISTURBO - IL CIOCIARO HA FATTO ORECCHIE DA MERCANTE: “SOLO I CONGRESSI POSSONO SFIDUCIARMI" - E LA CAVALIERA DI ARCORE ORA SI TROVA DAVANTI A UN BIVIO: PUO', MA NON LO FARA' MAI, TOGLIERE IL SANTINO DI BERLUSCONI DAL SIMBOLO DEL PARTITO, OPPURE NON LE RESTA ALTRO CHE SCENDERE IN CAMPO - MA SE SI VOTA AD APRILE, ANZICHE' AD OTTOBRE 2027, NON C'È TEMPO PER FAR FUORI TAJANI, VIA CONGRESSI – OLTRE AD AVERE LA LEGA MORIBONDA E FORZA ITALIA ALLO SBANDO, E VANNACCI IN ASCESA, LA DUCETTA SI RITROVA FRATELLI D’ITALIA SPACCATO DA UNA LOTTA DI POTERE TRA LE CORRENTI: LA RUSSA VS MELONI SISTER, LOLLOBRIGIDA-CROSETTO VS MANTOVANO- FAZZOLARI, RAMPELLI VS DONZELLI...

bonelli conte fratoianni schlein travaglio renzi

DAGOREPORT - SU, NON C'E' BISOGNO DI CORRERE: LA GATTA FRETTOLOSA FECE I GATTINI CIECHI - L’ESCLUSIONE DI RENZI DAL “PATTO DEI CARCIOFI” TRA SCHLEIN, CONTE, BONELLI&FRATOIANNI ERA STATA ANNUNCIATA E DISCUSSA DA MATTEONZO CON ELLY E GOFFREDO BETTINI – LA GAMBA CENTRISTA DEL "CAMPO LARGO" SI FARA' ECCOME MA NON PRIMA DI SETTEMBRE: C'E' DA FARE METABOLIZZARE L'INGRESSO DELL'INDIGESTO RENZI A TUTTI, SOPRATTUTTO A CONTE CHE DEVE GESTIRE UNA BASE M5S VOLATILE SENZA IDEOLOGIE, IDEALI NÉ IDEE, ANCORATA AL "VAFFA CONTRO TUTTI" - CONTE SA BENE CHE BASTA UNA MOSSA SBAGLIATA SUL CRINALE RENZI PER RITROVARSI CONTRO TRAVAGLIO O PEGGIO: FINIRE TRAVOLTO DA UN DI BATTISTA IN MODALITA' “VANNACCI A 5 STELLE” - L'UNICA VIA CHE HA RENZI DI ENTRARE IN COALIZIONE (E IN PARLAMENTO CON I SUOI CARI BONIFAZI E BOSCHI) È: DISINNESCARE IL SUO TURBO-PROTAGONISMO, TENERE UN PROFILO BASSO ALLA SUA CAPACITA' MANOVRIERA E NON DISTURBARE CHIUNQUE SIA CHIAMATO A FARE IL CONDUCENTE, METTENDOSI AL SERVIZIO DELL'OBIETTIVO PRIMARIO: MANDARE A CASA MELONI PER NON RITROVARSI POI NEL 2029 UN MAL-DESTRO AL QUIRINALE AL POSTO DI SERGIO MATTARELLA...

claudio e leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - CON L’AFFOLLATISSIMA FAMIGLIA DEL VECCHIO, NON SI STA MAI TRANQUILLI. SEI FIGLI DA TRE MADRI DIVERSE, PIÙ LA VEDOVA NICOLETTA ZAMPILLO CHE SI È PORTATA APPRESSO IL FIGLIO ROCCO, NATO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO - ALLE ROGNE DI LEONARDINO CON IL FRATELLASTRO ROCCO, ORA SI AGGIUNGONO – FIATO ALLE TROMBE! – LE PATURNIE DEL PRIMOGENITO DEL FONDATORE DI LUXOTTICA, IL 69ENNE CLAUDIO - UNO DEGLI EREDI DELLA PIÙ GRANDE FORTUNA D’ITALIA HA INVIATO AL CDA DELLA HOLDING DELFIN, CASSAFORTE DI FAMIGLIA, UNA LETTERA IN CUI CHIEDE AI MEMBRI DEL CDA DI RICOPRIRE D’ORO I MANAGER CON UN BONUS STRAORDINARIO UNA TANTUM – QUAL È LA SUA STRATEGIA? AH, SAPERLO….

massimo bottura annalisa cavaliere valentina garavaglia

DAGOREPORT – UN SIPARIETTO DELLO CHEF MASSIMO BOTTURA ALLA IULM DI MILANO SPIEGA MEGLIO DI CENTO TRATTATI COME FUNZIONANO LE UNIVERSITÀ IN ITALIA (E A MILANO, IN PARTICOLARE) – ANNALISA CAVALERI, SCRITTRICE GASTRONOMICA E DOCENTE DA OTTO ANNI ALL’ATENEO, INVITA BOTTURA A UN TALK. LA RETTRICE DELL’UNIVERSITÀ, VALENTINA GARAVAGLIA, INTRODUCE I LAVORI CON UN DISCORSO POMPOSO E POI SE NE VA. LO CHEF PERMALOSISSIMO LO FA NOTARE (“SI COMPORTA COME I POLITICI”) E LA RETTRICE SI VENDICA SOSPENDENDO LA PROF. CAVALERI – È L’ESITO DI UN CIRCOLO VIZIOSO: LE UNIVERSITÀ HANNO BISOGNO DI ISCRITTI, E PER FARSI PUBBLICITÀ INGAGGIANO DOCENTI A CONTRATTO SENZA ESPERIENZA SCIENTIFICA, MA CON UNA RETE STRUTTURATA. POSSONO INVITARE VIP ATTIRA-ATTENZIONE, COME BOTTURA, CHE SERVONO AD ATTRARRE PIÙ RAGAZZI, E IL CICLO SI AUTO-ALIMENTA… - VIDEO