TRAPPERINI DI OGGI: FATEVI ‘NA CULTURA - TRENT’ANNI FA MORIVA A SOLI 25 ANNI TUPAC SHAKUR, IL LEGGENDARIO RAPPER ASSASSINATO A COLPI DI PISTOLA A LAS VEGAS - L’ICONA DELLA WEST COAST CALIFORNIANA HA CONTRIBUITO A RENDERE IL RAP UN GENERE POPOLARE - LE CITAZIONI A MACHIAVELLI E PLATONE E LA FEROCE RIVALITÀ' CON LA EAST COAST DI NEW YORK - IL TESTO STRUGGENTE DI “DEAR MAMA” E LA RIVENDICAZIONE DELLA CULTURA DI STRADA: “ANCHE SE SEI UNA TOSSICA DI CRACK, SEI SEMPRE STATA UNA REGINA NERA, MAMA" - VIDEO
Estratto dall’articolo Gino Castaldo per “la Repubblica”
[...] Trent'anni fa, nel 1996, Tupac Shakur, il nome ispirato a quello dell'ultimo imperatore Inca, fu abbattuto a colpi di pistola a Los Angeles, la notte tra il 7 e l'8 settembre, per poi morire il 13 dello stesso mese.
Aveva solo 25 anni, vittima di un'assurda e feroce faida che aveva contrapposto le due coste d'America, rivalità antica, vissuta in chiave artistica già dai tempi del jazz, poi dal rock, ma che nel mondo del rap aveva assunto i contorni violenti delle risse e delle sparatorie, dopo dissing impietosi, offese, vendette.
Di questa follia fecero le spese due stelle di prima grandezza, prima Tupac, eroe del rap della California; pochi mesi dopo, Notorius Big, eroe della East Coast, due giganti, tra quelli che avevano portato il rap a livelli mai raggiunti prima, soprattutto nella percezione generale del pubblico che cominciava a riconoscere il rap come la nuova e più importante scena musicale.
Ambedue i delitti sono rimasti avvolti in una cortina di supposizioni, sostanzialmente irrisolti, e quello di Tupac ancora sotto processo in questi giorni, a trent'anni di distanza, dopo voci, soffiate, ovvie deduzioni sulla rivalità che divideva i due mondi, culturalmente inclini ad atteggiamenti criminali, troppa familiarità con le armi e la determinazione a risolvere le dispute in casa, fuori da ogni confine legale. [...]
Leggeva e citava Machiavelli e Platone e aveva da dire la sua anche sulla rivalità che, con ogni probabilità, ha causato la sua morte. Avrebbe voluto realizzare un disco, One Nation, rimasto incompiuto e mai pubblicato ufficialmente, che avrebbe potuto unire idealmente la nazione del rap, oltre la feroce rivalità che divideva le due coste americane.
Non c'è riuscito, ma ha lasciato pezzi memorabili, dopo un debutto folgorante, a soli 20 anni, con un disco in cui già brillava per il suo stile e le tematiche impegnate. Guadagnò fama e anche le prime polemiche, meritando addirittura una pubblica sanzione da parte del vicepresidente Dan Quayle che lo mise all'indice come immorale.
Poi arrivò un pezzo come Keep ya head up, in cui difendeva le donne maltrattate dai loro uomini, un disco capolavoro come Me against the world, pezzi clamorosi come California love con Dr.
Dre, e ancora l'album All eyez on me, una carriera rapida e intensissima, funestata da incidenti con la polizia, arresti, cause, accuse di molestie sessuali, sempre da lui rigettate. Ha lasciato, nei pochi anni in cui ha potuto esprimersi, un'eredità ancora oggi fortissima, un punto di riferimento per tutti i rapper che sono arrivati dopo.
Tra i tanti pezzi ce n'è uno che si intitola Dear mama, usato come titolo della serie a lui dedicata, con un testo struggente in cui è riassunta la deflagrante contraddizione dell'essere figlio della cultura violenta della strada, e allo stesso tempo un artista capace di creare bellezza, senza rinunciare mai alla battaglia, alla voglia di difendere la propria identità: "Anche se sei una tossica di crack, sei sempre stata una regina nera, mama" dice nel pezzo, "ho finalmente capito che per una donna non è facile crescere un uomo, sei sempre stata impegnata, una povera donna single, dipendente dal welfare, dimmi come hai fatto, non c'è possibilità che io possa ripagarti, ma almeno voglio dimostrarti che ho capito, sei apprezzata". [...]







