vasco rossi de gregori

"ANCHE IL POTERE È DROGA. QUINDI QUELLI AL GOVERNO SONO DEI DROGATI DI MERDA" - IN UN MONDO DI DE GREGORI, SIATE VASCO ROSSI! "DE GREGORI HA DETTO DI NON CAPIRE I COLLEGHI CHE PRENDONO POSIZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ? LUI È UN POETA, NON UN POLITICO CHE CERCA IL CONSENSO COME SALVINI. IO MI SCHIERO CON I MIEI BRANI. LE MIE CANZONI SONO CONTRO IL POTERE" - L'ATTACCO A TRUMP, PUTIN E NETANYAHU: "CI SONO SOCIOPATICI ALLA GUIDA DI POTENZE ENORMI CHE SCATENANO GUERRE PER I LORO ESCLUSIVI INTERESSI PERSONALI E FINISCE PER PAGARE LA POPOLAZIONE CIVILE…”

 

 

Da adnkronos.com

vasco rossi

 

"Io parlo con le mie canzoni e le mie canzoni parlano sole, mi schiero tramite loro". Lo ha detto Vasco Rossi, incontrando i giornalisti prima della data zero del suo tour Vasco Live 2026 allo stadio Romeo Neri di Rimini.

 

A chi gli chiedeva delle parole di Francesco De Gregori, e dell'imbarazzo che prova per chi fa appelli politici sul palco, il rocker ha osservato: "Rispetto De Gregori e il suo pensiero, anche perché ognuno poi fa quello che sente, secondo la propria coscienza".

 

De Gregori, "ogni tanto ha delle opinioni molto personali, rispettabilissime - ha rimarcato Vasco -. Non è che dica cose sbagliate: è un modo di vedere le cose anche provocatorio, dal suo punto di vista. Non mi sono meravigliato per niente, perché lui è fatto così. Lui è un poeta, non è un politico, non fa discorsi per ottenere consenso. Di quelli ne abbiamo già abbastanza".

 

 

VASCO: «LE MIE CANZONI CONTRO IL POTERE, ARROGANTE E PREPOTENTE»

Articolo di Andrea Laffranchi per corriere.it - Estratti

 

VASCO ROSSI DE GREGORI 44

Da «Vado al massimo» a «Un mondo migliore». Prima e ultima canzone. È dentro a questa parabola, riassunta nel finale del concerto dai titoli dei due brani a caratteri cubitali sui megaschermi, che si articola il Vasco-pensiero.

(...)

 

Si chiude, prima dei bis che con «Sally», «Siamo solo noi» (al basso c’è il Gallo) e «Vita spericolata» portano ai fuochi d’artificio di «Albachiara», con «l’idea di mondo che vorrei che non è questo: alla fine devono vincere la speranza, la gioia, l’amore puro e la certezza che la musica è una forma di resistenza attiva contro l’odio, la paura e la violenza e contro la legge del più forte».

 

VASCO ROSSI DE GREGORI

In mezzo c’è la vita. Quella che Vasco racconta e in cui i fan (e un gran pezzo d’Italia) si identificano. Doppio concerto allo stadio di Rimini: venerdì il soundcheck gratuito per 25 mila iscritti al fan club e altrettanti spettatori per la prima di ieri, cui seguiranno altri nove appuntamenti. «A giugno due cose sono certe: il caldo e i concerti di Vasco», ride il rocker.

 

Nella vita che scorre, c’è anche lo sguardo sull’attualità. La prima punzecchiatura subito. Durante «Fegato spappolato» le chitarre pestano e Vasco si adegua: «La droga è droga e anche il potere lo è. Quindi quelli al Governo sono dei drogati di m...».

 

A metà serata arriva «(Per quello che ho da fare) Faccio il militare», inno antimilitarista, quello di «non siamo mica gli americani... che loro possono sparare sugli indiani»: le note basse del susafono e le percussioni da marcia militare danno gravità mentre un soldato-burattino dal megaschermo ghigna con un sorriso inquietante.

 

VASCO ROSSI

«Incredibile quanto sia perfetta per quest’anno. Non sarei riuscito a riscriverla meglio — raccontava nei camerini —. A partire dagli anni '50 la cultura americana ci ha impregnati, col rock, la Coca Cola e anche cose meno belle come Madonna. Sotto sotto pensavamo tutti di essere americani, e mi domandavo perché non votassimo anche noi per il presidente Usa visto che comandava anche qui. Ci siamo bruscamente risvegliati da questo sogno».

 

Se qualcuno si fosse distratto e non avesse colto il messaggio contro la guerra arrivano in fila «Gli spari sopra» dedicata «a tutti i farabutti che governano questo mondo» e «C’è chi dice no».

 

La posizione è chiara, ma Vasco la articola: «Le canzoni parlano per me, io sono le mie canzoni. E si vede chiaramente la posizione che hanno: contro il potere, arrogante e prepotente, contro la legge della giungla che sta tornando d’attualità. Pensavamo di vivere in un mondo di diritto, invece stiamo regredendo di brutto: torneremo alle tribù. Ci sono sociopatici alla guida di potenze enormi che scatenano guerre per i loro esclusivi interessi personali e finisce per pagare la popolazione civile. Ma perché chi non arriva a fine mese vota un ricco sfondato? Probabilmente per la potenza della propaganda e dei sistemi di controllo popolazione raffinatissimi».

 

vasco rossi a castellaneta marina

Insomma, non si tira indietro come l’amico De Gregori che ha detto di non capire i colleghi che prendono posizione su temi di attualità: «Lui è provocatorio, è un poeta, non un politico che cerca il consenso come Salvini».

 

Tanti i brani anni '80 in scaletta, soprattutto nella prima parte dello show, sui quali da tempo non si soffermava e anche delle «prime» assolute come «Una nuova canzone per lei» e «Marea».

 

«È la scaletta delle canzoni mancanti, quelle che non c’erano mai, quelle che rimanevano sempre fuori. Una cavalcata incredibile di emozioni». Di più. Lui si sente «acceleratore quantico di particelle emotive». Come quello che campeggia sui megaschermi all’inizio: sembra di essere nei sotterranei del Cern.

 

vasco rossi

Più riprese live che animazione e visual: funziona. Il palco di Vasco lo riconosci. Non solo perché c’è sempre un elemento a «V» a caratterizzarlo. È ferro e potenza, non va per il sottile.

 

La poesia ce la mettono le canzoni. Ce n’è in «Siamo soli» e in «Stupendo». Rabbia poca. Questa volta funziona di più l’ironia: i sorrisi, i gesti, il tono di «Alibi» e il capello da cowboy per «Tango... (della gelosia)».

 

Ultimo gli sta per rubare il record di biglietti venduti: «Modena Park resta il più leggendario concerto del rock mondiale. E il record comunque deve ancora essere infranto (…)

ultimo vasco rossivasco rossi a castellaneta marina

Ultimi Dagoreport

macron netanyahu trump

DAGOREPORT - MACRON SARÀ UN GALLETTO BORIOSO, MA SA COME CONDURRE AL SUCCESSO UN VERTICE INTERNAZIONALE, TRA I PIU' DIFFICILI E CRUCIALI - AL G7 DI EVIAN, IL PRIMO TROFEO E' STATA LA PRESENZA DI TRUMP (È BASTATO TRATTARLO COME UN “RE SOLE”) - MA IL PIU' GRANDE RISULTATO RAGGIUNTO È STATA L'APPOGGIO DI TRUMP SULLA QUESTIONE UCRAINA CHE IL TYCOON VUOLE CHIUDERE PRIMA DELLE MIDTERM DI NOVEMBRE, DOVE RISCHIA DI PERDERE CAMERA E SENATO - IL TRUMPONE E' CONVINTO CHE, INCORONANDOSI NOBEL PER LA PACE PER LA FINE DELLA GUERRA IN IRAN E DEL CONFLITTO RUSSO-UCRAINO, RICONQUISTERA' IL CONSENSO PERDUTO – L’ENORME NON DETTO È CHE IL MERITO DELLA “SVOLTA” TRA USA E TEHERAN NON È SUO MA, VIA PAKISTAN, DELLA CINA (CHE LO STESSO TRUMP HA RINGRAZIATO: “XI JINPING È STATO UN VERO GENTILUOMO”) - MENTRE PUTIN NON VEDE L'ORA DI FINIRE LA GUERRA, TRUMP TEME LE MATTANE MISSILISTICHE DI NETANYAHU: L'UNICA VIA PER DISINNESCARLO E' LA SUA SCONFITTA ALLE ELEZIONI DI OTTOBRE...

claudia conte dove nascono i silenzi

FLASH – “DOVE NASCONO I SILENZI”. È IL TITOLO DEL NUOVO LIBRO DI CLAUDIA CONTE. L’EX AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI POTREBBE COMINCIARE RACCONTANDOCI DOVE (E PERCHÉ) NASCE IL SUO, DI SILENZIO: DOPO AVER RIVELATO AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO, PROMETTENDO DI RACCONTARE “TUTTO” SULLA STORIA D’AMORE, SI È CHIUSA IN UN MUTISMO SELETTIVO. STRAPARLA DI TUTTO (DALLA POLITICA ALLE QUESTIONI INTERNAZIONALI, FINO AL FEMMINICIDIO), TRANNE DELL’UNICA COSA CHE LA RIGUARDA A INTERESSARE IL PUBBLICO – LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME CON INTERVENTI DI FRANCESCO PIONATI (EX DIRETTORE DEI GR RAI) E DEL MEDICO SERGIO TIBERTI, SI TERRÀ A ROMA, IN VIA SARDEGNA. INTERNO 2-3, PIANO 4: CHE È, UNA CASA? LONTANI I TEMPI IN CUI LA PREZZEMOLONA CIOCIARA PORTAVA LE SUE FATICHE LETTERARIE ALLA CAMERA…

donald trump giorgia meloni

FLASH – TE LA DO IO LA “PACE”! LASCIATE PERDERE LE CRONACHE MELLIFLUE DEI QUOTIDIANI ITALIANI: TRUMP NON HA AFFATTO PERDONATO GIORGIA MELONI. PER CAPIRLO, BASTA GUARDARE IL GRUGNO DEL “BOSS” DELLA CASA BIANCA MENTRE LA DUCETTA, CON OCCHI DA CERBIATTONA, PROVAVA A SMINARE LA MALIZIOSA DOMANDA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO, ANTONIO COSTA (“QUINDI SIETE TORNATI AMICI”?) – IL TYCOON DAL CIUFFO PLATINATO È RIMASTO FERMO NELLE SUE POSIZIONI: HA MESSO UN PIETRONE SOPRA LA SORA GIORGIA DAL 31 MARZO, QUANDO IL GOVERNO ITALIANO HA DETTO NO ALL’USO DELLA BASE DI SIGONELLA PER I BOMBARDAMENTI IN IRAN (SUCCESSE ANCHE CON CRAXI, E PER BETTINO NON FINÌ BENISSIMO)

zaia salvini striscione

DAGOREPORT! “GRAZIE MATTEO MA…ZAIA SEGRETARIO ORA”. DIETRO GLI STRISCIONI CONTRO SALVINI COMPARSI IN OTTO CITTÀ ITALIANE, CI SAREBBE LO ZAMPONE DI UNA RETE DI GIOVANI MILITANTI E DIRIGENTI TERRITORIALI DEL CARROCCIO. PECCATO CHE ABBIANO PUNTATO SU QUEL "CUOR DI MELONI" E CACADUBBI DI ZAIA – SECONDO QUANTO RISULTA A DAGOSPIA, CIRCA UN MESE FA, L’EX "DOGE" AVREBBE INCONTRATO IN VENETO IL GRUPPO DI RIBELLI DEL CARROCCIO - I PROMOTORI DELL’INIZIATIVA SI SAREBBERO MESSI A SUA DISPOSIZIONE PER SOSTENERNE L’ASCESA ALLA SEGRETERIA DELLA LEGA - ZAIA HA INCASSATO, SENZA FARE UN PLISSÈ, E NON HA DATO INDICAZIONI OPERATIVE O POLITICHE. COME DICEVA MANZONI: IL CORAGGIO, CHI NON CE L’HA, NON SE LO PUO’ DARE…

marina berlusconi giorgia meloni roberto vannacci matteo salvini

DAGOREPORT - LO "STABILICUM" VEDRÀ MAI LA LUCE? GIORGIA MELONI INIZIA AD AVERE PESANTI DUBBI SULLA NUOVA LEGGE ELETTORALE - L'INATTESA IMPENNATA DI "FUTURO NAZIONALE" NEL SONDAGGIO SWG-LA7 DELL'EX PARÀ (NEO PARA-GURU) CHE VELEGGIA AL 5%, ALLA PARI CON LA LEGA, RISCHIA DI RENDERE VANO IL PREMIO DI MAGGIORANZA PREVISTO DAL "MELONELLUM": SENZA I VOTI DI FUTURO NAZIONALE, L'ARMATA BRANCA-MELONI RISCHIA DI PERDERE. E IMBARCARLO NELLA COALIZIONE È MOLTO DIFFICILE - NEL CASO DI UN INGRESSO 'LAST MINUTE' DI VANNACCI NELLA COALIZIONE, A FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI NON RESTEREBBE ALTRO CHE ABBANDONARE AL SUO DESTINO MELONI E CAMERATI...

angelo bonelli palazzo sansevero napoli

FLASH - “ONOREVOLE, LE FACCIO VEDERE UNA COSA CHE LE RESTA NEL CUORE. SOLO PER LEI…” - SORPRESA E STUPORE ALLA CAPPELLA DI SANSEVERO A NAPOLI QUANDO UNO DEI DIPENDENTI DEL MUSEO, DEFERENTE ED ECCITATO, PROPONE AD ANGELO BONELLI & FAMILY UNA “VISITA PRIVATA” IN UN’AREA DI PALAZZO SANGRO DEI PRINCIPI DI SANSEVERO. PER LA PRECISIONE UN TOUR AL LABORATORIO ARTISTICO DEL MAESTRO ESPOSITO, LUOGO CHIUSO AL PUBBLICO PER I COMUNI MORTALI MA ACCESSIBILE, IN VIA PREFERENZIALE, PER IL “TRIBUNO DELLA PLEBE” DI AVS - DOPO AVER ACCETTATO ALCUNI DONI DALLO SHOP DEL MUSEO (ALCUNE AGENDINE E UN QUADERNINO PER LA FIGLIA), L’IMBARAZZATO BONELLI AVRÀ SDEGNOSAMENTE RIFIUTATO IL “PRIVILEGIO” PROPOSTO DALL’OSSEQUIOSO FUNZIONARIO DEL MUSEO? CERTO CHE NO! ACCOMPAGNATO DA UNA DELEGAZIONE DI DIECI PERSONE, TRA ADULTI E BAMBINI, HA ACCHIAPPATO AL VOLO LA PROFFERTA TRA LO STUPORE DEI PRESENTI…