NELLA VECCHIA MASSONERIA-IAIAO - QUAL ERA IL CONFINE TRA LA MASSONERIA DI GOETHE E MOZART E GLI ILLUMINATI, I MISTICI, GLI ALCHIMISTI E GLI ATRI BIZZARRI? IN UN LIBRO (‘DIALOGHI PER MASSONI’) LA RISPOSTA...


Giuseppe Montesano per "la Repubblica"

Il perfido Montresor attira il suo amico Fortunato in una cantina che è una cripta; giunti in fondo Montresor lo incatena e con una cazzuola lo mura vivo: la vendetta, raccontata nella
Botte di Amontillado di Edgar Allan Poe, è compiuta. Ma poco prima della trappola fatale c'è stata una bizzarra scena: Montresor, a cui Fortunato ha chiesto se è anche lui "un fratello", per convincere l'incredulo ha tirato fuori la cazzuola di sotto al mantello rassicurando l'amico: sì, anche lui è un libero muratore, un fratello massone.

Il Poe della Botte di Amontillado si faceva beffe delle logge trasformando un simbolo massonico nell'arma di un delitto, però pochi anni prima i riti segreti dei venerabili erano stati cose serissime per Mozart, che aveva scritto musica per la sua Loggia e per Il Flauto magico, un viaggio iniziatico verso la luce della saggezza massonica; e per Goethe, che fu affiliato dai trent'anni fino alla morte, e che attraverso la sua loggia zeppa di aristocratici pensava di realizzare le tre nobili idee massoniche: Tolleranza, Fratellanza, Umanità.

Insomma niente a che fare con gli affari tra delinquenti e le trame sovversive delle sette post-massoniche dei Gelli e dei politici e potenti italiani. Eppure la massoneria, fondata in Inghilterra agli inizi del 1700 da Anderson, era stata a lungo un magnete per ogni specie di bizzarria, perché in quel Settecento che immaginiamo come il culmine della Ragione, in realtà fioriva di tutto.

Un amico di Goethe, il magnetizzatore Mesmer, che sosteneva di essere al di sopra delle Logge massoniche, faceva cadere in stato di convulsione i pazienti ed era convinto che la crisi convulsiva li guarisse grazie all'energia magnetica. Invece sosteneva di essere il solo massone autentico, detentore dei segreti egiziani, il conte di Cagliostro: l'ex Giuseppe Balsamo, autonominatosi Cagliostro e conte oltre che guaritore prodigioso, ipnotizzava bambini e donne, diceva di essere un alchimista che creava l'oro e alla fine della vita fu coinvolto in un "giallo" per il furto di una collana alla regina di Francia: eppure a lui Goethe dedicò una poesia, Il gran Cofto, che era il nome sacerdotale e segreto di Cagliostro.

Un altro semiscienziato, l'inventore della fisiognomica Lavater, fu allievo dell'illuminato Douchanteau- Touzay, che oltre a convertirsi all'ebraismo per scoprire i segreti cabbalistici dei rabbini, si convinse di poter realizzare la pietra filosofale alchemica che cambia il piombo in oro bevendo per quaranta giorni solo la sua urina: naturalmente morendo molto prima di riuscirci. Ferdinand de Brunswick, che apparteneva alla setta degli Illuminati, era convinto che la vera Massoneria fosse legata non solo ai muratori che
avevano edificato il tempio di Salomone, ma anche e soprattutto ai Templari.

Imitando le logge massoniche gli Illuminati propagandavano la Fraternità, ma spesso interpretandola in maniera comunistica, fino a ipotizzare la divisione dei beni: come dichiarava madame Bathilde d'Orléans, duchessa di Borbone e zia del futuro Luigi Filippo "Egalité", la quale credeva nell'arrivo di un'apocalisse rivoluzionaria che avrebbe portato il bene e la fratellanza sulla terra, offrì i suoi beni alla Repubblica, fu soprannominata Citoyenne Verité, la "cittadina verità", ma poi, per scampare alla ghigliottina, fuggì.

Tra la metà del Settecento e i primi anni della Rivoluzione francese sembrò che tutte le idee potessero convivere senza problemi: il conte di Saint-Germain diceva di possedere il segreto della giovinezza eterna, ma si definiva cattolico; tutti si dicevano cristiani però sostenevano la superiorità dell'Ermetismo e delle religioni segrete dell'Egitto, dichiarando che "ex Oriente Lux": la luce viene dall'Oriente; i Papi scomunicavano i massoni, ma un ultra-cattolico papalino come De Maistre si affiliò a una loggia; Cazotte, l'autore del
Diavolo innamorato, si riteneva un fervido credente, ma diceva di poter evocare il diavolo; e l'Incorruttibile, ovvero Robespierre, si recò a una seduta spiritica in cui una donna gli profetizzò che sarebbe stato "il re dei sacrifici di sangue" della nuova epoca.

Qual era il confine tra la Massoneria dei Goethe e dei Mozart e gli Illuminati, i Mistici,
gli Alchimisti, i Rosacrociani e altri bizzarri? Sulla questione è da poco uscito per i classici Bompiani un libro frizzante e intelligente, rococò e musicale, illuminante e sorprendente: si intitola Dialoghi per massoni e contiene alcune opere di Lessing e di Herder in forma di dialogo, ispirate a quella Massoneria tedesca che si mescolò all'Illuminismo e che in parte lo precorse.

A questi dialoghi teatrali e vivi, il traduttore Claudio Bonvecchio premette un'introduzione che ha il pregio di essere ben addentro al suo argomento ma allo stesso tempo limpida, e che insieme alle splendide e ricche note forma una sorta di romanzo di idee sulla massoneria intellettuale in Germania tra Settecento e Ottocento, la massoneria razionale, illuminata e illuminista di Goethe e di Mozart.

Passando in rassegna il caos che ruota intorno alle Logge in Germania, Lessing e Herder, che erano stati affiliati, si dichiarano intenzionati a salvare ciò che c'è di meglio nella massoneria. Per Herder lo scopo autentico della massoneria è la "costruzione dell'umanità" e la realizzazione del bene là dove la politica dei governi non arriva o fallisce, vale a dire nel dare aiuto ai deboli, ai poveri e ai giovani; e così aveva già detto Lessing, affermando che le azioni dei veri massoni servono a rendere inutile tutto ciò che la società considera come opere buone.

Ma Lessing andò oltre, dichiarando che il nucleo della massoneria come necessità spirituale dell'epoca nuova era l'eguaglianza tra gli uomini; non solo un'eguaglianza tra pari grado, che era ovvia e fasulla, ma un'eguaglianza tra classi sociali diverse; un'eguaglianza che fosse in grado di togliere le barriere che separavano l'operaio, il notaio, l'aristocratico e il contadino, perché la legge fondamentale dei veri massoni «è accogliere nel loro ordine ogni uomo degno e di buona disposizione, senza distinzione di patria, senza distinzione di religione, senza distinzione di posizione sociale».

Quella di Lessing era, dieci anni prima del 1789, quell'égalité associata alla fraternité e alla liberté nelle parole d'ordine della Rivoluzione, e che stava alla base dell'illuminismo. Che tempi confusi ma allegri e pieni di speranze, quelli di Lessing e Herder, e che massoneria simpatica la loro.

 

MASSONERIA JOHANN GOTTFRIED VON HERDER GOTTHOLD EPHRAIM LESSING COPERTINA DEL LIBRO DIALOGHI PER MASSONI MASSONERIA

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