motor city

LA VENEZIA DEI GIUSTI – “MOTOR CITY” È UN DURO E VIOLENTISSIMO CRIME AMBIENTATO NELLA DETROIT DEL 1977. CON UNA FORTE STRAVAGANZA CHE NE FA QUASI UN FILM SPERIMENTALE. LE SOLE BATTUTE CHE SENTIAMO IN TUTTO IL FILM, PIENO DI MUSICA FINO AL NASO, SONO SOLO UN “TI AMAVO”, UN “LA AMAVO” E UN “IO LA AMO ANCORA” CONCLUSIVO - PER IL RESTO SONO 103 MINUTI FRENETICI DI BOTTE, INSEGUIMENTI IN AUTO, SPARATORIE COL FUCILE A PALLETTONI CHE SPARA MONETINE, ZACCAGNATE FETENTI E OCCHI SEMPRE DOLCI PER LA PUPA DEL GANGSTER. BUONO? MI SONO PARECCHIO DIVERTITO, PERCHÉ È UN ACTION ALLO STATO PURO. NON DEVI CHIEDERTI MOLTO. ENTRI NEL FLUSSO DI SNAGASSONI E VAI TRANQUILLO FINO ALLA FINE

 

 

Motor City di Potsy Ponciroli

Marco Giusti per Dagospia

 

motor city

Come se non ci fossero già abbastanza film da vedere in questi giorni troviamo un’altra sezione di anteprime, denominate Venezia Spotlight con l’idea di metterci i film un po’ più di genere o spericolate non adatti né al concorso né a Orizzonti.

 

“Motor City”, duro e violentissimo crime ambientato nella Detroit del 1977 diretto dal Potsy Ponciroli di “Old Henry” e interpretato dal macigno biondo e barbuto Alan Ritchson, Shailene Woodley e Ben Foster corrisponde appunto a questo tipo di film.

 

motor city

Con una forte stravaganza che ne fa quasi un film sperimentale. Le sole battute che sentiamo in tutto il film, pieno di musica fino al naso, sono solo un “Ti amavo”, detto dalla protagonista Shailene Woodley al duro Miller, Alan Ritchman, quando finisce in prigione perché lo hanno incastrato con un quintale di coca nel portabagagli.

 

Da quel che si capisce Miller sta pagando duramente il fatto di aver rubato la ragazza al boss locale, l’ottimo Ben Foster. Poi un “la amavo”, detta dal boss a Miller e un “Io la amo ancora” conclusivo in risposta da Miller al boss. Poco lavoro per i sottotitolisti, ho pensato.

 

potsy ponciroli

Per il resto sono 103 minuti frenetici di botte, inseguimenti in auto, sparatorie col fucile a pallettoni che spara monetine, zaccagnate fetenti che ti segano in due una mano, una gamba, e occhi sempre dolci per la pupa del gangster amata da Miller e recuperata dal gangster e poi ancora ri-rapita da Miller in un giro che porterà a un’orgia di piombo e coltelli per tutti.

 

Buono? Mi sono parecchio divertito, perché è un action allo stato puro. Non devi chiederti molto. Entri nel flusso di snagassoni e nei ragionamenti coatti del protagonista biondone e innamorato e vai tranquillo fino alla fine. Bella l’ambientazione a Detroit non ancora diventata una città fantasma come in “The Dead Don't Die” di Jim Jarmusch. Fantastica la scena in ascensore con Miller e il poliziotto corrotto.

motor city

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