de sica cinepanettone 8

VITA, PASSIONI E CINEPANETTONI DI CHRISTIAN DE SICA: “MI CHIAMANO FIGLIO DI PAPA’ MA QUANDO È MORTO MIO PADRE AVEVO 23 ANNI E NON C'AVEVAMO 'NA LIRA. HO FATTO A BOTTE CON CARLO VERDONE PRIMA DI FIDANZARMI CON SUA SORELLA PERCHÉ DICEVA CHE ERA UNA RAGAZZINA E LA DOVEVO LASCIA STÀ...”

Antonella Luppoli per “Libero quotidiano”

 

christian de sicachristian de sica

L'eleganza del divo si palesa in ogni suo gesto, smorfia, parola. La risata invece, Christian De Sica, la custodisce nel cuore. Forse perché l'arte gli scorre nelle vene: è il figlio del papà del Neorealismo, il figlioccio di Zavattini, il marito di Silvia Verdone (sorella di Carlo). Il re dei cinepanettoni - e molto altro - torna in tv, sempre a Mediaset, dove ormai è di famiglia.

 

Dall'1 dicembre, in onda su Canale 5 con Zelig. Ha detto subito sì?

«All'inizio ero titubante: non avevo mai fatto un programma comico tout court. Ma mi hanno convinto».

 

È cambiata la comicità?

nathalie caldonazzo christian de sicanathalie caldonazzo christian de sica

«Trent'anni fa si rideva di cose che ora non fanno più ridere. Oggi Paolo Panelli e Walter Chiari probabilmente non funzionerebbero».

 

Le volgarità però fanno sempre ridere.

«A me lo dice (ride, ndr)? Le note sono sette e di quelle si compongono le battute».

 

Lei è un comico?

«Sono della scuola dei brillanti, quella di Jack Lemmon, Johnny Dorelli e mio padre».

christian de sicachristian de sica

 

Si dice che i comici abbiano un velo di malinconia...

«Verissimo. Totò era un uomo lugubre. L'ho conosciuto, si faceva chiamare Antonio De Curtis principe di Bisanzio e diceva "sono un aristocratico, obbligato a diventare Totò". Così si metteva una parrucchetta corta per recitare. Mica era vero che era un principe... Follia!».

christian de sica christian de sica

 

A Zelig è insieme alla Hunziker…

«È gagliarda! Non sapeva fare niente quando ha iniziato ma con tenacia ha imparato a fare tutto: ballare, cantare, recitare. La cosa più bella di Michelle è che non se la tira».

 

Delle donne con cui ha lavorato, chi ha lasciato il segno?

«Voglio molto bene a Sabrina Ferilli, è molto intelligente».

 

Ma in giro ci sono più bravi attori o brave attrici?

«Le leggi del mondo le facciamo ancora noi uomini».

 

Ed è giusto?

«È 'na gran cazzata, siamo più cretini e vigliacchi. Io senza mia moglie Silvia non sarei quello che sono: una donna innamorata ti dà il coraggio di fare cose impensabili».

christian de sicachristian de sica

 

Siete sposati dall’80, il segreto del vostro matrimonio?

«Essere cresciuti insieme, ci siamo innamorati quando lei aveva 14 anni e io 21. Frequentavo casa Verdone perché ero compagno di banco di Carlo. Ho fatto a botte con lui prima di fidanzarmi perché diceva che Silvia era una ragazzina e la dovevo lascia stà».

 

Ha due figli: Maria Rosa (stilista) e Brando (regista). È orgoglioso?

«Maria Rosa è bravissima con la sua Mariù De Sica. Brando sta facendo i sopralluoghi per Mimì e il principe delle tenebre, scritto con Ugo Chiti e prodotto dalla Pago (casa di produzione dell' ultimo film di Tornatore). È un noir ambientato a Napoli. Poi, ho un nipote, Andrea, che è al Festival del Cinema di Torino come unico italiano in gara».

matrimonio della figlia di christian de sicamatrimonio della figlia di christian de sica

 

È felice che qualcuno in famiglia segue la sua strada?

«Molto. A casa nostra è come nelle cioccolaterie: qui si fa il cinema dal 1901 (ride, ndr)».

 

Si è mai sentito dare del raccomandato?

«No, quando è morto mio padre avevo 23 anni e non c'avevamo 'na lira. Non ci ha lasciato in una situazione economica felice, piano piano ho ricostruito tutto».

 

Il suo cognome le ha regalato più vantaggi o svantaggi?

«Ho sempre avuto l' etichetta del figlio di papà e me la porterò nella tomba. Adesso ne ho anche un' altra: quella del papà di Brando (ride, ndr)».

 

Il suo più grande successo sono i cinepanettoni, suo padre avrebbe approvato?

matrimonio della figlia di christian de sicamatrimonio della figlia di christian de sica

«Certo. Pane, amore e fantasia o Le vacanze d' inverno non sono tanto diversi».

 

Come sono nati i cinepanettoni?

«Mi chiamarono dalla William Morrison, mi dissero che avevo due proposte sul tavolo: Il Conte Tacchia con Vittorio Gassman ed Enrico Montesano, per 14 milioni di lire oppure Sapore di mare un filmetto con Jerry Calà e Carlo Vanzina alla regia per 700 mila lire. Scelsi il secondo, sentivo che poteva essere quello giusto».

 

Ma mica avevano stancato i film comici a Natale?

«Eh, tutti dicono basta e tutti li fanno: Bisio con Gassman, Lillo e Greg, Aldo, Giovanni e Giacomo. A dire il vero anche quelli che escono durante l'anno, salvo rare eccezioni, so' sempre commedie modello cinepanettoni».

christian de sicachristian de sica

 

Pure Boldi continua...

«Eh sì, le nostre si sono divise, senza rancore».

 

Quali sono le rare eccezioni?

«Perfetti sconosciuti e Zalone».

 

Zalone la fa ridere?

«Molto, perché è politicamente scorretto. È tornato alla comicità che facevamo noi, io o Banfi, pronti a tutto per far ridere la gente. I giovani di oggi sono concentrati sul premio e la critica, hanno paura di schiacciare l'acceleratore e fanno ridere di meno».

christian de sica massimo ghini luca argenterochristian de sica massimo ghini luca argentero

 

È vero che vorrebbe fare un film su suo padre?

«Sono 15 anni che l'ho scritto e non me lo fanno fare: si chiama La porta del cielo, racconta di quando mio padre si chiuse nella basilica di San Paolo aspettando che gli americani liberassero l'Italia dal nazismo, così salvò involontariamente 300 ebrei».

 

Perché non glielo fanno fare?

«Per tanti motivi: perché è in costume, perché mi dicono che sono un "comicarolo" e "chi te lo fa fa'?"».

 

Ha vinto tanti premi, ma mai un Oscar...

CHRISTIAN DE SICA E RENATO ZERO CHRISTIAN DE SICA E RENATO ZERO

«Il comico in Italia è considerato un idiota. L'intellighenzia premia la tristezza. Appena ho fatto dei ruoli drammatici sono piovuti David, Nastri d'argento e l' ira di Dio... Per vincere un Oscar bisogna avere una produzione internazionale, andare in giro. Perfetti Sconosciuti avrebbe meritato una nomination».

 

Sorrentino con La Grande Bellezza l'ha vinto.

«Se l' è meritato, checché se ne dica. Qui, appena vinci qualcosa parte la gara al massacro. In tutti i Paesi poveri è così: so' invidiosi».

 

Siamo un Paese povero?

«Ah no? Semo ricchi?».

 

È stato giudice a Tale e Quale Show su Raiuno, perché ha deciso di lasciare?

«L'anno scorso perché dovevo girare Natale ai Caraibi, quest' anno mi era stato riproposto ma ho detto di no».

 

christian de sicachristian de sica

La Rai è politicizzata?

«È un ente morale e non dovrebbe esserlo: anche gli artisti sentono la pressione addosso».

 

A Mediaset non è così?

«Quando sono arrivato a Striscia la Notizia ho avuto la sensazione di essere arrivato in una grande famiglia. Lo stesso a Zelig. Non c'è isterismo. Qui se funzioni resti, se no vai a casa».

 

In Rai?

«Se sei "figlio di" o sei raccomandato resti pure tutta la vita, anche se non sai fare niente».

 

Si era parlato di un one man show su Raiuno, cosa c'era di vero?

«Di concreto nulla. Due anni fa, avevo invece portato il progetto di un musical, Cinecittà, a Giancarlo Leone ma non ho saputo più nulla».

VAURO CHRISTIAN DE SICA IN COLPI DI FULMINEVAURO CHRISTIAN DE SICA IN COLPI DI FULMINE

 

Si dice che un parente di sua madre uccise Trockij? È vero?

«Era un lontano zio di mia madre, si chiamava Ramon Mercader, uccise Trockij con un piccone».

 

Quindi, ha avuto un' educazione di sinistra?

«Mio padre ha vegliato la salma di Palmiro Togliatti ed era divorziato, per questo quando è morto non ha avuto il funerale religioso. Il mio padrino Cesare Zavattini viveva in un sottoscala e devolveva il 50% dei suoi guadagni al Partito: un comunista vero».

 

S.P.Q.R. DE SICA VANZINAS.P.Q.R. DE SICA VANZINA

Il 4 dicembre andrà a votare?

«Non ci sono mai andato».

 

Ma ha letto qualcosa di questa riforma costituzionale?

«Sì, ho le mie idee che non voglio dire. L'attore è come una puttana: deve essere di tutti».

CHRISTIAN DE SICA CHRISTIAN DE SICA

 

Mai stato legato a un partito?

«No, i partiti non mi hanno mai aiutato. Sono stato amico di Craxi, pur non essendo socialista. Non mi ha mai chiesto di fare qualcosa per il partito, neanche uno spettacolo».

 

Ha dei rimpianti?

CHRISTIAN DE SICA E MOGLIE SILVIA VERDONE CHRISTIAN DE SICA E MOGLIE SILVIA VERDONE

«Nessuno, ho fatto il mestiere più bello del mondo, come diceva Marcello Matroianni "ce pagano pe giocà". Ma non glielo dite, che se se ne accorgono 'amo finito. (ride, ndr)».

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...