enoe bonfanti vittorio feltri

“HO SCOPERTO DI AMARE MIA MOGLIE QUANDO È MORTA: HO SENTITO COME UN TONFO NEL MIO ANIMO, NON MI RIPRENDERÒ PIÙ” – VITTORIO FELTRI PIANGE LA MOGLIE ENOE, SCOMPARSA A 88 ANNI (I DUE HANNO CONDIVISO 58 ANNI DI MATRIMONIO. E LE CORNA? VITTORIONE HA SEMPRE DETTO: ‘IO NON HO TRADITO, HO DIVERSIFICATO’) – “LEI MI HA SALVATO LA VITA. E L’HA SALVATA ALLE MIE GEMELLE, CHE ERANO RIMASTE ORFANE PICCOLISSIME, E CHE LEI HA AMATO COME FOSSERO SUE. AVEVA DELLE BELLE GAMBE. HO ANCHE SMESSO DI BESTEMMIARE IN SUA PRESENZA, PERCHÉ LE DAVA FASTIDIO. SI È PRESA CURA DI ME E MI HA ASSISTITO PIÙ DI UN MEDICO, DI UN CONFESSORE, DI UN’AMICA. IL REGALO PIÙ BELLO? LA PAZIENZA, SU MOLTE COSE…”

 

https://www.dagospia.com/media-tv/corna-non-tradito-diversificato-vittorio-feltri-tumore-dimissioni-311157

 

 

Elvira Serra per il “Corriere della Sera”  - Estratti

 

ENOE BONFANTI VITTORIO FELTRI

«Sono demoralizzato. Ho scoperto di amare mia moglie quando è morta: ho sentito come un tonfo nel mio animo, non mi riprenderò più». 

 

Non dica così. Ci sono i suoi figli, i nipoti. Ci sono Ciccio e Rosso, i suoi amati gatti. 

«Questo è vero, ho degli affetti. Ma non ho mai amato nessuno come mia moglie. E ora lei non c’è più». 

 

Vittorio Feltri è seduto nella poltrona all’angolo della sua sala da pranzo, i figli Mattia e Saba sono in un’altra stanza. 

Parla con un filo di voce, che si spezza quando il ricordo è più luminoso e pungente. Ci teneva a questa conversazione, che restituisce alla moglie Enoe Bonfanti, scomparsa giovedì a 88 anni, un poco di quello che lei gli ha dato in 58 anni di matrimonio. 

 

Di cosa le è più grato? 

«La Bonfanti mi ha salvato la vita. E l’ha salvata alle mie gemelle, che erano rimaste orfane piccolissime, e che lei ha amato come fossero sue. E poi ha fatto altri due figli con me, che hanno tutti studiato, bravissimi. Il merito è stato suo, che era migliore di me». 

ENOE BONFANTI VITTORIO FELTRI

 

Dove l’aveva incontrata? 

«Al brefotrofio di Bergamo, dove avevo portato le gemelline: ai tempi lavoravo lì e avevo chiesto aiuto al direttore. Quando la loro madre era morta io ero disperato, credevo di morire anche io. Ma dovevo pensare alle bambine». 

 

Cosa la colpì di Enoe? 

«Era una signora educata, raffinata, aveva delle belle gambe. Ed era molto affettuosa con le mie piccole. Cominciai a corteggiarla, ma lei mi mandò al diavolo. Una volta, due volte, tre volte, finché non la convinsi a uscire a cena». 

 

Cosa la tratteneva? 

ENOE BONFANTI VITTORIO FELTRI 45

«Sua madre non era contenta di me. Lei aveva un altro spasimante facoltoso, mentre io ero vedovo, con due bambine, e povero in canna. Saba e Laura hanno fatto con Enoe la vita che forse con l’altra mamma non avrebbero avuto. Infatti vogliono più bene a lei che a me». 

 

Era spesso via per lavoro. Sua moglie ne soffriva? 

«Sì, ma non mi ha mai messo limiti. Quando lavoravo al Corriere della Sera potevo stare via un mese intero. Al mio rientro preparava la casa come a carnevale, con i nastri. Io le portavo sempre un regalino, si accontentava di tutto». 

 

Un’altra carineria? 

«Una volta al mese la portavo a cena fuori, io e lei da soli, come due fidanzati. Le piaceva prepararsi e mettersi un bel vestito. Non amava fare acquisti per sé, ma quando la costringevo ad andare in un negozio lei provava tutto e io glielo compravo felice». 

 

Faceva osservazioni sui suoi articoli? 

«Mai. Però li leggeva tutti. Non commentava nemmeno quando andavo in televisione, ma le faceva piacere. Era di una curiosità immensa». 

 

Litigavate? 

ENOE BONFANTI VITTORIO FELTRI

«Discutevamo quando non eravamo d’accordo, ma sempre con rispetto. Ho anche smesso di bestemmiare in sua presenza, perché le dava fastidio. Il suo linguaggio era sempre misurato e appropriato. Mi piaceva ascoltarla. Avevamo un rito: la nostra chiacchierata serale. Eravamo come due vecchissimi compagni di scuola che possono parlare di qualsiasi cosa». 

 

Si aspettava che se ne andasse? 

«No. Era già stata male, ma si era ripresa benissimo. Quando l’hanno ricoverata sono andato all’ospedale e, guardandola, ho capito che non ce l’avrebbe fatta. Ma non volevo crederci. Quando poi è arrivato il peggio, mi sono chiuso in bagno per un’ora a piangere. Mi consola che la raggiungerò presto». 

 

(...) Abbiamo sempre dormito insieme. E fino all’ultimo giorno in casa, ci siamo dati il bacio della buonanotte». 

ENOE BONFANTI

 

Un complimento? 

«Con la Bonfanti abbiamo comprato sette case. In occasione di una vendita, vedendo come mi ero mosso, disse che ero una persona onesta. Quelle parole mi hanno confortato: la sua stima era importante per me. Ed era ricambiata, perché lei è stata capace di superare ogni problema, sempre lavorando». 

 

Non aveva mai detto ai colleghi di Rete 4 che era sua moglie. Lo fece Berlusconi. 

«Era riservata, di una timidezza tipicamente seriana, dei bergamaschi più bergamaschi. 

Non voleva mai mettersi in mostra». 

 

Il regalo più bello? 

«La pazienza, su molte cose. Teneva i miei abiti come fossero reliquie, voleva che fossi sempre perfetto. Si è presa cura di me e mi ha assistito più di un medico, di un confessore, di un’amica». 

I funerali di Enoe Bonfanti si svolgeranno oggi alle 14.45 nella chiesa di San Luca Evangelista a Milano. Buon viaggio, dolcissima signora. 

ENOE BONFANTI MOGLIE DI VITTORIO FELTRIENOE BONFANTI E VITTORIO FELTRI

 

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