claudio lotito mauro masi francesco maiolini luigi bisignani emanuele floridi

“MEGLIO STAR ZITTI, È L’INIZIO DEL CINEMA” - MENTRE LA PROCURA DI ROMA INDAGA PER AGGIOTAGGIO IL PRESIDENTE E L’AD DI BANCA DEL FUCINO MAURO MASI E FRANCESCO MAIOLINI E IL FACCENDIERE LUIGI BISIGNANI, IL PRESIDENTE BIANCOCELESTE SI SFOGA AL TELEFONO CON IL SUO UOMO-OMBRA EMANUELE FLORIDI E SI ASPETTA "ALTRE PUNTATE" – “POTREI RICORDARE TUTTO QUELLO CHE HO VISSUTO IN QUESTI ANNI MA È UNA FASE MOLTO DELICATA” – CAMPAGNE SOCIAL, STRISCIONI, ARTICOLI SUL “TEMPO”. SECONDO LA PROCURA I TRE INDAGATI AVREBBERO CONCORSO ALLA DIFFUSIONE DI NOTIZIE FALSE SULLA LAZIO, SOCIETÀ QUOTATA, CONCRETAMENTE IDONEE AD ALTERARNE IL PREZZO IN BORSA - ALCUNE DELLE ATTIVITÀ DI DENIGRAZIONE SUI SOCIAL CONTRO LOTITO SAREBBERO STATE FINANZIATE “IN TUTTO O IN PARTE” DALL’AD DI BANCA DEL FUCINO MAIOLINI – L’INCHIESTA NATA DUE ANNI FA QUANDO LOTITO CHIESE L’AUTORIZZAZIONE DI PALAZZO MADAMA PER FAR ACQUISIRE I SUOI TABULATI TELEFONICI DALLA PROCURA DI ROMA E DALLA DIGOS – MASI PRONTO A DENUNCIARE PER...

1 - LO SFOGO DEL PATRON LOTITO CON IL FEDELISSIMO: «MEGLIO STARE ZITTI, È L’INIZIO DEL CINEMA»

Fabrizio Caccia per il Corriere della Sera - Estratti

 

claudio lotito telefoni

Quando ieri mattina si è saputo delle perquisizioni a Mauro Masi e Luigi Bisignani, ora indagati per aggiotaggio, i cellulari di Claudio Lotito già squillavano tutti. Ma il presidente della Lazio ha risposto solo al suo alter ego, Emanuele Floridi, 48 anni, romano, il capo della comunicazione e della strategia di Formello, l’unico di cui il senatore di Forza Italia veramente si fidi, che stava con lui già nel 2023 e lo seguiva per i tratturi antichi del Molise, nella campagna elettorale del candidato governatore del centrodestra, Francesco Roberti, poi eletto.

 

Così, insieme a Floridi, che è anche l’uomo dello sbarco della Lazio al Nasdaq di New York, il patron biancazzurro in cinque minuti ieri ha concordato la linea: «Meglio star zitti, è l’inizio del cinema».

emanuele floridi

 

Lo show è appena iniziato e Lotito, dunque, s’aspetta altre puntate dall’inchiesta della Procura di Roma. E però quanta rabbia trattenuta («Potrei ricordare tutto quello che ho vissuto e sto vivendo in questi anni, ma non sarebbe corretto nei confronti di chi indaga, è una fase molto delicata», così nello sfogo con il suo alter ego).

 

Masi e Bisignani erano sul palco del teatro Manzoni, l’11 luglio scorso, ospiti d’onore degli «Stati generali della Lazialità», la manifestazione organizzata da quegli stessi tifosi che avevano già raccolto 45 mila firme al grido di «Lotito libera la Lazio!» e avevano proclamato lo sciopero del tifo all’Olimpico, iniziato il 30 gennaio a un Lazio-Genoa e in vigore ancora oggi. Otto mesi avvelenati.

 

mauro masi e luigi bisignani foto mezzelani gmt 059

Davanti alle accuse della Procura, il tifo organizzato sui social ieri ha già risposto, ricordando il precedente del 2006, l’inchiesta su un’altra presunta scalata ai danni del senatore, organizzata dal gruppo degli Irriducibili che avrebbero voluto mettere al suo posto Giorgio Chinaglia. Poi si è visto com’è finita: tutti assolti. Per i giudici, gli attacchi rivolti all’epoca a Lotito erano solo il frutto di «un’aspra contestazione».

 

(…)

 

mauro masi (2)

Così, le cose da dire sarebbero molte, ma anche all’uscita del ristorante di palazzo Madama, subito dopo l’ok dell’Aula alla riforma elettorale, ieri il senatore ha dribblato le domande: «No comment».

 

Due anni fa, davanti alla Giunta per le immunità, Lotito chiese l’autorizzazione di Palazzo Madama per far acquisire i suoi tabulati telefonici dalla Procura di Roma e dalla Digos. Così è nata l’inchiesta.

 

E il racconto delle minacce impressionò tantissimo i suoi colleghi: «Non sembrano cani sciolti né può parlarsi di un gruppo di tifosi burloni al bar che si diverte a rompergli le balle di giorno e di notte, la percezione piuttosto è che ci sia dietro una struttura ben organizzata...», concluse preoccupato il vicepresidente della Giunta, Manfredi Potenti, leghista e juventino.

 

2 - SOLDI, MINACCE E FAKE NEWS: IL COMPLOTTO CON BISIGNANI PER TOGLIERE LA LAZIO A LOTITO

Andrea Ossino e Giuseppe Scarpa per "la Repubblica" - Estratti

 

Prima gli striscioni, poi i soldi. In mezzo c’è Roma, con i suoi mondi che sembrano lontani e invece finiscono per sfiorarsi: la curva, la politica, i giornali, la finanza. E Claudio Lotito barricato al centro, presidente della Lazio e senatore di Forza Italia, circondato da una piazza che da mesi gli urla di andarsene.

 

corte dei tifosi della lazio contro claudio lotito - 2 luglio 2026

«Lotito libera la Lazio». Sui muri, davanti alla Camera, vicino alle sedi del partito, persino in cielo dietro un aereo. Poi le telefonate, gli insulti, una minaccia di morte. Infine i carabinieri hanno aperto i telefoni. E la storia è arrivata nei salotti romani.

 

All’ultimo piano dell’inchiesta ci sono Mauro Masi, ex direttore generale della Rai e oggi alla guida della Banca del Fucino, il suo amministratore delegato Francesco Maiolini e Luigi Bisignani, faccendiere di lungo corso e firma del Tempo. Tutti perquisiti.

 

L’accusa ai tre formulata dalla procura è aggiotaggio: avrebbero concorso alla diffusione di notizie false sulla Lazio, società quotata, concretamente idonee ad alterarne il prezzo in Borsa. Fuori dall’inchiesta resta invece l’istituto, che prende le distanze: «La Banca non è indagata e non è destinataria di alcun provvedimento».

 

mauro masi francesco maiolini foto di bacco

Ma per arrivare a quell’ultimo piano bisogna scendere di qualche livello. C’è Stefano Greco e c’è soprattutto Millenovecento, la testata online che per mesi batte sulla fine dell’era Lotito. Compratori che si affacciano, trattative che sembrano sul punto di chiudersi, un gruppo straniero pronto a rilevare il 67 per cento. Per la procura sono «pseudonotizie» destinate anche a «orientare una protesta delle tifoserie della Lazio contro Lotito».

 

Intanto migliaia di manifesti professionali tappezzano Roma e provincia: «Finché c’è Lotito non avrete il nostro voto». Il simbolo di Forza Italia sbarrato. I carabinieri seguono la carta, arrivano al tifo organizzato, poi a una tipografia di Marino. Cercano chi abbia commissionato quei manifesti e, più in alto, una possibile «regia unitaria». I «mandanti».

 

Ma intanto parlano anche i telefoni. Dalle precedenti perquisizioni e dall’analisi dei dispositivi di altri indagati nell’affaire del presunto grande ricatto a Lotito affiora un altro nome. Maiolini. Secondo la procura alcune delle attività di denigrazione e diffusione sui social contro Lotito sarebbero state finanziate «in tutto o in parte» proprio dall’ad della più antica banca privata di Roma.

 

È qui che cambia il palcoscenico. «Pochi giorni dopo», annotano i magistrati, quello stesso filone approda sulle pagine del Tempo. A scrivere è Bisignani. Il 31 maggio racconta di una JP Morgan pronta a mettere 450 milioni sul tavolo per comprare la Lazio. Per i magistrati è falso.

 

Ma Bisignani fa anche due nomi per il futuro del club: suggerisce a Lotito di affidarsi a uomini della finanza capaci di aprire un nuovo corso. «Masi e Maiolini della Banca del Fucino». Gli investigatori prendono l’articolo e lo mettono accanto ai tabulati.

 

francesco maiolini amministratore delegato banca del fucino foto di bacco

Maiolini e Bisignani hanno contatti «non occasionali» da due anni. Anche Masi e Bisignani si sentono. Sul calendario restano cerchiate soprattutto tre date: 31 maggio, primo giugno, 11 giugno. Telefonate e «insistiti tentativi di chiamata» tra Maiolini e Bisignani che cadono, scrivono gli investigatori, «esattamente» in corrispondenza della preparazione e della pubblicazione degli articoli.

 

Il 12 giugno Bisignani torna sul Tempo. Il 9 e il 10 Greco aveva appena annunciato su Millenovecento: «Gli ultimi giorni dell’era Lotito!» e poi «Habemus Papam! Anzi, due…». Ancora compratori. Ancora una cessione imminente che per la procura non esiste.

 

Poi quei mondi si ritrovano anche fisicamente nello stesso posto. Masi, Maiolini e Bisignani partecipano alle manifestazioni dei tifosi contro il patron biancoceleste. «Legittime», puntualizzano i magistrati. Ma sul tavolo ormai ci sono soldi, telefonate, articoli e una curiosa processione di aspiranti padroni della Lazio: il gruppo estero, il fondo qatariota, JP Morgan.

claudio lotito

 

È questo il confine sul quale cammina l’inchiesta coordinata dall’aggiunto Giuseppe Cascini e dai pm Lucia Lotti e Lorenzo Del Giudice. La protesta contro Lotito è reale. E feroce. Ma i magistrati vogliono sapere se qualcuno abbia provato a cavalcarla, finanziarla e orientarla facendo circolare notizie false per costringere il numero uno del club a vendere e contemporaneamente colpire il titolo in Borsa.

 

Masi respinge le accuse: «Sono infondate. Il mio avvocato Fabio Lattanzi è pronto a denunciare per calunnia».

 

Adesso i pm sono tornati ai telefoni. Solo che questa volta non appartengono agli uomini della curva o agli animatori dei social. Sono quelli di due banchieri e di Bisignani.

claudio lotito telefoniMAURO MASIFrancesco Maiolini manifesti contro lotito affissi a roma 2SCRITTA CON MINACCE DI MORTE CONTRO CLAUDIO LOTITO NEL QUARTIERE MONTESACRO A ROMAcorte dei tifosi della lazio contro claudio lotito - 2 luglio 2026luigi bisignani foto di baccomauro masi foto di bacco (2)

 

CLAUDIO LOTITOluigi bisignani foto di bacco

(…)

claudio lotito - presentazione del progetto sullo stadio flaminio della laziomauro masi foto di bacco

 

MAURO MASI

 

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