abbe lane

IL NECROLOGIO DEI GIUSTI – COME GLI PIACEVA A ALBERTO SORDI DIRE ABBE LANE! E COME PIACEVA ABBE AGLI ITALIANI, CHE NEGLI ANNI ’50 IMPAZZIRONO PER LEI AL CINEMA E IN TV. RUMBA, CHA CHA CHA, MAMBO. I COLORI DEL SUDAMERICA. QUANDO LEI, LA SORA ABBE, COI SUOI CAPELLI ROSSI FLUENTI, IL CORPO STRIZZATO NEGLI ABITI CHE NE ESALTAVANO LE FORME, ROMANIZZATA DA TUTTI I NOSTRI ATTORI MASCHI DEL TEMPO, NON ERA AFFATTO SUDAMERICANA, MA EBREA NEWYORKESE - NON SO PERCHÉ LA SUA MORTE, AVVENUTA IL 25 APRILE, SIA STATA DICHIARATA SOLO ADESSO. ADDIO CARA ABBE...

 

Abbe Lane rip

Marco Giusti per Dagospia

 

abbe lane 5

Come gli piaceva a Alberto Sordi dire Abbe Lane! E come piaceva agli italiani, che negli anni ’50 impazzirono per lei al cinema e in tv, malgrado fosse sposata con il direttore d’orchestra Xavier Cugat, più vecchio di lei di 30 anni, che si esibiva con bacchetta e antipatico chihuahua accanto. Rumba, cha cha cha, mambo. I colori del Sudamerica.

 

Quando lei, la sora Abbe, coi suoi capelli rossi fluenti, il corpo strizzato negli abiti che ne esaltavano le forme, romanizzata da tutti i nostri attori maschi del tempo, non era affatto sudamericana, ma ebrea newyorkese, nata nel 1932 a Brooklyn come Abigail Francine Lassman e da subito diventata attrice e cantante bambin a in quel di Broadway già negli anni ’40.

 

La troviamo come Abbe Marshall in “Barefoot Boy with Cheek” nel 1947 e in “As the Girls Go” nel 1948. Da dove viene tutta questa voglia di rumba e cha cha cha, allora? Dal matrimonio, nel 1952, in Canada, con Xavier Cugat, che lei chiama ufficialmente “Cugie”.

 

alberto sordi e abbe lane lo scapolo

Per il primo, per lui il terzo. Un matrimonio che si scioglierà solo nel 1964, quando la sua carriera di star della tv e del cinema sarà finita. Ma che le rovinerà la vita, lei bambina e lui un vecchio, come racconterà nella sua autobiografia nel 1992, “But Where Is Love?”. Dovevamo accorgercene, quando la vedevamo ballare in tv con tutti i nostri attori maschi del tempo. Ma eravamo troppo presi anche noi, spettatori maschi arrapatissimi, a vederla ballare e a essere Abbe Lane.

 

Dei suoi 21 film, tutti o quasi li gira in Italia. Eravamo pazzi di Abbe Lane, ma non le permettevamo, al cinema e in tv, che di fare solo e esclusivamente Abbe Lane. Cantava e ballava. A volte c’era il perfido Xavier Cugat, a volte no. La controllava? Boh! Per noi e per tutti maschi italiani non contava. Eravamo come Alberto Sordi o Gabriele Ferzetti o Totò, rapiti dalla bellezza sudamericana di lei. Che non era nemmeno sudamericana. Ma quei ritmi cantava. Perfino con Tito Puente…

abbe lane 3

 

E noi facevamo i bambinoni. “Jayne Mansfield può trasformare i ragazzi in uomini, io li faccio tornare ragazzi”, diceva. Jayne Mansfield aveva un corpo esagerato, ma anche Abbe era considerata troppo sexy per la tv italiana. Ma c’era un marito. Da parte sua, ha sempre detto che i maschi europei e italiani in particolare non erano cafoni come gli americani.

 

“In Europa ti fanno sentire come se tu fossi l’unica donna del mondo. Gli uomini americani non si preoccupano di come sei vestita e truccata”. Perfino il marito, “Cugie”, le dà indicazioni di moda e di trucco. Da noi inizia il cinema addirittura alla fine degli anni ’40 con “Al diavolo la celebrità” di Steno e Monicelli con Misha Auer. Come la vedono recitare a Broadway in “Captain Paradise” con José Ferrer, una società italiana la chiama.

 

In America gira quattro film nello stesso periodo, ma sempre in ruoli secondari, “Le ali del falco”, western di Budd Boetticher con Van Heflin, “La mano vendicatrice”, western di Jesse Hibbs con Audie Murphy, “L’americano” di William Castle con Glenn Ford e “Il sindacato di Chicago” di Fred F. Sears.

 

 

abbe lane xavier cugat

Come star e sex bomb esplode rapidamente. Quando canta a Roma, Farouk, in prima fila, la vede con un binocolo per andare più vicino (“Ma se sei in prima fila, cosa vuoi vedere di più?”, dirà). “Il solo problema è uccidere tuo marito”, le scrive un fan da Milano. Un torero spagnolo le manda le orecchie del toro. Pora bestia. Marion, un altro torero, che aveva già scritto una poesia per Ava Gardner, la manda anche a lei (“Sarà la stessa”…).

 

Discute con Dior su un vestito. La fa troppo piatta, “Bello, ma dove la vedi Abbe Lane? Io voglio che i ragazzi fischino quando. Mi vedono”. Lui le dice “Non è chic”. Ma da noi torna Abbe Lane nel ruolo di sé stessa con Alberto Sordi in “Lo scapolo”, capolavoro di Antonio Pietrangeli, in una scena di rara eleganza cinematografica. Solo Pietrangeli sapeva rendere elegante Alberto Sordi.

 

La ritroviamo in “Donatella” di Mario Monicelli, in “Tempo di villeggiatura” di Antonio Racioppi. Ha un’occasione di mostrare i suoi talenti in “i girovaghi” di Hugo Fregonese con Peter Ustinov. Ma è una presenza costante della commedia all’italiana. Eccola in “Parola di ladro” di Gianni Puccini con Gabriele Ferzetti, con Totò in “Totò, Vittorio e la dottoressa” di Camillo Mastrocinque e in “Totò, Eva e il pennello proibito” di Steno, poi “Marinai, donne e guai” dove se la vede con un esercito di militari italiani arrapati.

 

 

abbe lane e cornel wilde maracaibo

Ecco, dovevamo essere arrapati e guardarla come fosse la donna più bella del mondo. Al cinema si cerca di farle fare qualche ruolo diverso, nel mélo di Guido Brignone “A sud niente di nuovo” e in “Maracaibo” diretto e interpretato da Cornel Wilde. Ma nessuno riesce davvero a farle recitare un vero ruolo.

 

“Mi piacerebbe fare film in America”, dirà, “a patto che la finissero di vedermi come sex bomb, mi piacerebbe interpretare qualcosa come Marjorie Morningstar, qualcosa che mi allontani dal concetto di essere sempre Abbe Lane”, dirà. “Il problema è che sembro sexy anche quando indossa il colletto da Peter Pan. Non posso farci niente”. In Italia torna a far sé stessa in “I baccanali di Tiberio”, “Il mio amico Jekyll”, in “Giulio Cesare contro i pirati” di Sergio Grieco. Tanto vale vederla cantare e ballare nell’Ed Sullivan Show e nei mille show americani e italiani che la vogliono.

abbe lane 2

 

Quando, finalmente, divorzia dal marito padrone, la sua carriera, almeno al cinema, è praticamente tramontata. Ci stupimmo di ritrovarlo, ancora bella, come hostess del bellissimo episodio di George Miller di “Twilight Zone: The Movie”, dove John Lithgow vede un gremlin attaccato all’ala del suo aereo in volo e dà di matto. Non so perché la sua morte, avvenuta il 25 aprile, sia stata dichiarata solo adesso. Addio cara Abbe.

abbe lane toto eva e il pennello proibito abbe laneabbe lane abbe lane 4abbe lane 3abbe lane 1abbe lane abbe lane abbe lane 1abbe lane totoalberto sordi e abbe lane set del film lo scapoloabbe lane la famiglia brady abbe lane al ciros nightclub. xavier cugat abbe lane xavier cugat abbe lane abbe lane . la citta in controluceabbe lane 2abbe lane abbe lane 6abbe laneabbe lane in laugh in abbe lane 4abbe lane 3 abbe lane xavier cugat

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