papa pio xii innocenzo xi odescalchi

PACELLI E PORCELLI! - PAPA PIO XII BEATIFICÒ INNOCENZO XI ODESCALCHI (PONTEFICE DAL 1676 AL 1689) FREGANDOSENE DEL FATTO CHE IL SUO PREDECESSORE INSABBIÒ DELLE ACCUSE DI VIOLENZA SESSUALE RIVOLTE A UN VESCOVO DI JESI, TAL PIER MATTEO PETRUCCI - UN COLLABORATORE DI PAPA PACELLI PREPARÒ UN DOSSIER SU ODESCALCHI: ERA CHIARO CHE QUEST'ULTIMO AVEVA SALVATO PETRUCCI DALL'INQUISIZIONE NOMINANDOLO CARDINALE. INOLTRE PAPA ODESCALCHI IGNORÒ IL FATTO CHE ALCUNE GIOVANI PARROCCHIANE VICINE A PETRUCCI RIMASERO INCINTE - INOLTRE, ODESCALCHI ERA UN PARACULO: SI DEFINIVA UN ASCETA, MA IN REALTÀ MAGNAVA COME UN PORCELLO E...

Estratto dell'articolo di Monaldi & Sorti per “la Stampa”

 

papa pio xii - eugenio pacelli

Sono passati 150 anni dalla nascita di Eugenio Pacelli, Pio XII, il papa dichiarato venerabile da Benedetto XVI e al centro di una delle domande più tormentate del Novecento: che cosa fece, e che cosa tacque, davanti alla tragedia dell'Olocausto?

 

Postulatori della causa di beatificazione sono i Gesuiti, nella cui casa generalizia venerdì 5 giugno si è svolto un convegno su Pio XII con relatori di prestigio come padre Federico Lombardi, ex portavoce vaticano.

 

Curiosamente, il 2026 è anche l'anniversario di una beatificazione che Pio XII concesse a un illustre predecessore: papa Innocenzo XI Odescalchi (1676-1689), elevato all'onore degli altari il 7 ottobre 1956. Il 21 settembre saranno 350 anni dall'elezione di Odescalchi, e il 7 ottobre 70 dalla beatificazione. La sua proclamazione a beato può forse aiutare a fare luce sulla tanto dibattuta sincerità di Pio XII.

 

La Guerra fredda Nel 1956 incombeva da Est la minaccia sovietica e il mondo era sull'orlo di una guerra globale. Eugenio Pacelli rispose elevando all'onore degli altari un pontefice che aveva difeso l'Europa da un altro pericolo proveniente da Est, e cioè quello islamico. Odescalchi (originario di Como e nato in una famiglia di banchieri) è passato infatti alla storia per le grandi opere di carità e soprattutto per aver finanziato la resistenza di Vienna, accerchiata dai Turchi nel famoso (e fallito) assedio del 12 settembre 1683.

papa pio xii con un soldato tedesco

 

Un curriculum illusorio, in verità: come argomentato in altra sede, le carte che abbiamo seguito negli archivi raccontano una storia più ambigua. I media internazionali salutarono con entusiasmo la decisione di Pio XII. In Spagna arrivarono a scrivere che un papa come Innocenzo XI era «meglio della Nato». Poche settimane dopo la beatificazione, i carri armati sovietici invasero l'Ungheria. La mossa di Pacelli sembrò dunque azzeccata.

 

pio xii pacelli

In verità, Pio XII era stato avvertito che papa Odescalchi non doveva essere beatificato. Uno dei suoi più stretti collaboratori era il gesuita tedesco Wilhelm Hentrich (1887-1972), storico, consultore del Sant'Uffizio e bibliotecario personale del pontefice.

 

L'incarico dato a Hentrich nel 1943 di un rapporto segreto su papa Odescalchi, la cui causa già si trascinava con difficoltà da un secolo e mezzo, procurò a Pio XII ostacoli ancora maggiori.

 

INNOCENZO XII

Il dossier Hentrich è un libro rilegato di oltre 600 pagine, licenziato segretamente dalla tipografia vaticana nel 1952 e scritto quasi interamente in latino. Il lungo titolo (Quid censendum sit de modo quo Innocentius PP. XI in causa cardinalis Petrutii se gesserit) significa "Cosa si debba pensare del comportamento di papa Innocenzo XI nella causa del cardinale Petrucci".

 

È stato definito un Geheimdruck, un'edizione segreta (lo stesso Pio XII vi appose il segreto sotto pena di scomunica), prodotta solo per pontefice e Santo Uffizio: se ne hanno una copia nell'archivio dell'ex Santo Uffizio (oggi Dicastero per la Dottrina della Fede) e una negli Usa, nell'Alcuin Library del College of St. Benedict and St. John's University, ateneo benedettino di St. Joseph (Minnesota).

 

Il rapporto, incontrato al termine delle nostre trentennali ricerche su Innocenzo XI e sulla sua lunga ombra nella storia vaticana, è un atto d'accusa. Hentrich vi ricostruisce minuziosamente il ruolo di Odescalchi in uno scandalo sessuale che coinvolse Pier Matteo Petrucci (1636-1701), vescovo di Jesi.

 

pacelli e montini

Il papa di Como aveva salvato Petrucci promuovendolo cardinale, mentre già era nel mirino dell'Inquisizione. Secondo il gesuita, Innocenzo XI non solo protesse Petrucci, ma ostacolò le indagini contro altri imputati e impedì che la vicenda esplodesse pubblicamente.

 

Al centro era una setta apparentemente mistica, il quietismo, condannata come eretica dal Sant'Uffizio. Gli adepti praticavano l'"orazione di quiete", una sorta di preghiera estatica in cui si abbandonavano a eccessi grazie ad un abile cavillo: se è il diavolo ad agire nel mio corpo, io non ho responsabilità di ciò che commetto. La setta aveva collezionato gravissime denunce per molestie e violenze, di cui esistono ancora i verbali nella Biblioteca Vaticana. Diverse giovani parrocchiane erano rimaste incinte.

INNOCENZO XII

 

Hentrich definisce la vicenda giudiziaria di Petrucci «una triste storia» (tristis huius processus historia) dove Innocenzo XI dimostrò una «incredibile imprudenza» (incredibilis imprudentia), perché sapeva che la pratica di preghiera "mistica" dei molestatori «era connessa con le peggiori e turpi pratiche di lussuria» (cognoverat, quomodo praxis cum pessimis praxibus turpibus luxuriae conex esset).

 

Il rapporto Hentrich presenta Odescalchi come finto asceta, manchevole in teologia, facile all'uso della tortura nei processi e poco solerte nel celebrare la messa. Gli mancava l'«eroicità delle virtù» richiesta a un beato; pareva frugale nel mangiare, ma in realtà i suoi pasti contavano ben cinque portate: brodo, antipasto, lesso, arrosto, frutta. Una vita insomma che «non può essere proposta come esempio».

 

Secondo lo storico tedesco Claus Arnold, nella curia ci fu attorno al rapporto una battaglia furibonda, «furono aggirati i consultori e si rinunciò al normale iter di discussione». Hentrich definisce «ridicola» la strategia dei pochissimi che tentavano di minimizzare la colpa di Odescalchi.

hitler papa pio xii pacelli

 

Fu Pio XII a spostare la competenza su soggetti più "morbidi" e de facto a ordinare la beatificazione. Il dossier conservato negli Usa può fare da cartina di tornasole nell'enigma di papa Pacelli: seguì la convenienza politica invece che la coscienza? Una risposta urge ora più che mai.

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