carlo messina andrea orcel generali

LA PIÙ GRANDE INCOGNITA SUL RISIKO BANCARIO È ANDREA ORCEL – COME RISPONDERÀ UNICREDIT ALL’ASSALTO AL MONTE DEI PASCHI, E QUINDI A MEDIOBANCA-GENERALI, DA PARTE DI INTESA SANPAOLO? GLI INVESTITORI SONO CONVINTI CHE ORCEL, CHE HA GIÀ IL 9% DEL LEONE DI TRIESTE, NON POSSA STARE A GUARDARE – PER AVERE UN INDIZIO DI COME ANDRÀ A FINIRE, BASTA OSSERVARE I DIVERSI RAPPORTI DI FORZA: BPM VALE 20 MILIARDI DI EURO, SIENA UN TERZO DI PIÙ. INTESA E BPER, INSIEME, VALGONO 4,5 VOLTE LA CAPITALIZZAZIONE DI MPS…

Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

CARLO MESSINA

Dietro la nuova fiammata di piani di fusioni e acquisizioni in Italia si fanno sentire anche due fattori di poche settimane fa. Il 14 maggio il principale indice di borsa di Milano, il Ftse-Mib, è tornato a toccare per la prima volta dall’inizio del secolo i 50.000 punti: più 23,5% in un anno. [...]

 

Nota Brightside Capital che nel Duemila i titoli delle telecomunicazioni e del tech pesavano il 40% dell’indice e oggi l’1,4%; invece le banche erano marginali, ma oggi contano per il 37% del valore di un mercato azionario italiano risalito vicino ai massimi storici.

 

C’è però poi un secondo elemento [...] Dieci giorni fa la Banca centrale europea ha detto ai principali istituti dell’area euro che devono investire molto di più sulla cybersecurity.

 

intesa sanpaoo

Claude Mythos, l’intelligenza artificiale in grado di indicare falle nascoste nelle difese digitali delle banche, è solo il sintomo più evidente delle nuove minacce. Per farvi fronte, con i relativi costi, il settore del credito ha sempre più bisogno di economie di scala e sofisticazione. Si aprirà uno scarto crescente fra banche locali e gruppi (almeno) nazionali. E gli andamenti di borsa danno sicurezza all’intero settore per accelerare il processo.

 

MONTE DEI PASCHI DI SIENA MPS

Non è dunque solo una machiavellica partita di potere fra capitani della finanza. Certo, conta il risultato confuso dell’intera, raffinata operazione partita con l’incompleta uscita del governo da Monte dei Paschi e sfociata nella conquista di Siena su Mediobanca (con il suo 13% di Generali).

 

Venuta meno una regia visibile nel sistema, tutto torna in gioco.

 

Molto più di recente conta anche che l’amministratore delegato di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, abbia avuto la netta sensazione che Intesa Sanpaolo con Bper stessero preparando un’offerta pubblica d’acquisto su Mps. Di qui la lettera approvata ieri all’unanimità del consiglio di Banco Bpm (dunque anche dei rappresenti del Crédit Agricole, primi soci al 20,1%) che propone una fusione «fra pari» a Siena.

 

LUIGI LOVAGLIO MONTE DEI PASCHI DI SIENA

Sembrava la prima mossa; era in realtà la reazione alla mossa imminente da parte di Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, e dell’amministratore delegato di Unipol Carlo Cimbri (il gruppo assicurativo è primo azionista di Bper con il 19,8%).

 

È altamente probabile che il manager di Intesa non abbia lanciato la fase operativa senza un passaggio, anche solo formale, da Palazzo Chigi. Ed è altrettanto probabile che da Roma non si siano espresse riserve.

 

giuseppe castagna - banco bpm

[...] Anni di lotte a Piazza Affari suggeriscono di non saltare mai alle conclusioni, quanto a vincitori e vinti. Ma i rapporti di forza danno un’idea. Banco Bpm valeva venerdì 20,3 miliardi di euro e propone un’integrazione «fra uguali» a Siena che valeva un terzo di più; un’offerta d’acquisto più aggressiva brucerebbe moltissimo del valore di mercato del Banco ed è inverosimile che i soci l’approverebbero.

 

Con questi numeri si ridimensionano anche i timori politici (presenti) per un eventuale ingresso del francese Crédit Agricole in Generali tramite Mps. E persino un’offerta dell’Agricole sul Banco sembra difficile, visti i costi e i rapporti di forza dal lato francese.

 

CARLO MESSINA - ANDREA ORCEL

Invece per Intesa e Bper la storia è diversa: insieme valgono 4,5 volte la capitalizzazione di Siena e per loro è agevole presentare un’offerta convincente. In caso di successo, anche per non incorrere in vincoli dell’antitrust, Intesa lascerebbe la rete di Siena a Bper: l’integrazione fra l’istituto dell’Emilia-Romagna e quello toscano darebbe luogo al terzo gruppo bancario per quote di mercato in Italia, non molto sotto Unicredit.

 

Messina invece punta al gioiello della corona: la quota del 13% in Generali con la sua rete in Germania e Francia e i quasi 800 miliardi di euro in gestione, oltre al credito al consumo e parte dell’investment banking di Mediobanca. […]

 

 

Ma c’è un’incognita in più: Unicredit con il suo amministratore delegato Andrea Orcel, che ha un 9% circa in Generali e già una volta ha cercato di scalare Bpm (fermato, in modo controverso, dal governo). Nota un investitore: «Una cosa ho imparato in Italia: mai provare a prevedere cosa farà Orcel».

giuseppe castagna foto lapresse

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