abdul el-sayed sayed

NON BASTA PARLARE DI GAZA PER CONQUISTARE I VOTI DI UN INTERO PAESE – ABDUL EL SAYED, CHE HA VINTO LE PRIMARIE DEM PER IL SENATO IN MICHIGAN (POTREBBE DIVENTARE IL PRIMO SENATORE DI RELIGIONE ISLAMICA NEGLI STATI UNITI), HA COSTRUITO LA SUA CAMPAGNA SULLO STOP AGLI AIUTI MILITARI A ISRAELE, DIFESA DEI DIRITTI DEI PALESTINESI E ABOLIZIONE DELL'ICE, ATTIRANDO GIOVANI ED ELETTORI PROGRESSISTI - FACILE FARLO NELLO STATO CON LA PIÙ GRANDE PRESENZA DI MUSULMANI D'AMERICA. PIÙ DIFFICILE SARÀ CONVINCERE IL RESTO DEL PAESE: NON A CASO, IN ALTRI STATI PREVALGONO CANDIDATI MODERATI E C’È CHI TEME CHE LE POSIZIONI TROPPO RADICALI DI EL-SAYED POSSANO FAVORIRE I REPUBBLICANI ALLE MIDTERM DI NOVEMBRE …

1 – IL DOTTORE ANTI ICE FIGLIO DI EGIZIANI CHE HA VINTO SU GAZA

Estratto dell’articolo di Anna Lombardi per “la Repubblica”

 

ABDUL EL-SAYED

Figlio di immigrati egiziani, […] una storia di integrazione difficile alle spalle riscattata da un curriculum universitario stellare, Abdul El-Sayed, 41 anni, è il democratico progressista e pro-Pal che ieri si è aggiudicato […] le primarie democratiche del Michigan.

 

Correrà per uno scranno in Senato, sfidando il repubblicano Mike Rogers. […] Se El-Sayed vincerà a novembre, sarà il primo senatore musulmano d'America ma la gara, è tutt'altro che in discesa. Haley Stevens, la moderata sconfitta, era

 

sostenuta dall'establishment del partito e ha perso per un punto percentuale: lui al 48,5 lei al 47,5. Non le sono insomma bastati i 30 milioni investiti su di lei dall'United Democracy Project, legato all'Aipac, la lobby ebraica dell'American Israel Public Affairs Committee: ma hanno pesato.

 

Certo, nello stato più arabo d'America, l'epidemiologo ed ex funzionario della sanità pubblica El-Sayed, ha fatto una campagna il cui leitmotiv è stato il «genocidio di Gaza» e le accuse al premier israeliano Benjamin Netanyahu. D'altronde viene da Ann Arbor, sobborghi di Detroit, dove il 54 per cento della popolazione ha origini mediorientali o africane.

 

alexandria ocasio-cortez ABDUL EL-SAYED E BERNIE SANDERS

[…] Noto per la retorica trascinante e gli attacchi pungenti, è un comunicatore efficace, podcaster e commentatore di Cnn. Con la sua piattaforma progressista, incentrata su assistenza sanitaria universale, abolizione dell'Ice e stop agli aiuti Usa a Israele, ha ottenuto il sostegno del senatore socialista Bernie Sanders e della deputata di New York Alexandria Ocasio-Cortez.

 

Ma lui, di dirsi socialista, non ne vuol sapere: «Sono un capitalista riformatore, credo nella necessità di un mercato regolato e di uno Stato più presente nella tutela dei diritti sociali». Nel 2018 aveva tentato la corsa per la carica di governatore, usando lo stesso messaggio di ora. Fu però sconfitto dalla moderata Gretchen Whitmer, oggi al secondo mandato, […]

 

 La sua campagna è stata osteggiata anche a causa della presenza dell'influencer Hasan Piker, feroce critico di Israele, accusato di antisemitismo (che lui nega) da organizzazioni ebraiche e pure da alcuni dem. […] Dopo l'annuncio della vittoria, il suo messaggio è stato rassicurante: «Il mio impegno per la sicurezza delle comunità ebraiche è lo stesso che ho per le mie figlie».

abdul el sayed 8

 

Minimizzando pure i contrasti interni. […] Certo, aver vinto le primarie con un margine stretto significa che il messaggio progressista trascina sì i giovani, ma non convince i moderati: le midterm saranno un test decisivo. […]

 

2 - LA SCOSSA DEI SOCIALISTI SOGNANO UN'AMERICA RIFORMATA ALL'EUROPEA

Estratto dell’articolo di Gianni Riotta per “la Repubblica”

 

Il 4 luglio scorso il movimento Democratic Socialists of America ha celebrato il record storico di 120.000 iscritti, battendo il partito del leggendario leader socialista Eugene Debs, era il 1912, e già nelle primarie democratiche i Dsa hanno festeggiato. Si parte dalla vittoria, per meno di un punto percentuale, di Abdul El-Sayed, medico del Michigan, scelto come candidato al Senato, in volata sulla deputata moderata Haley Stevens.

 

abdul el sayed 9

Compagno di strada dei Dsa, El-Sayed attacca Israele, vuole per gli Usa riforme stile Scandinavia, detesta lobby ed establishment di Washington, soprattutto il capo dei senatori dem, il veterano Chuck Schumer.

 

[…] La vittoria sul filo di rasoio di El-Sayed, secondo Cook Report, vede la Stevens avanti tra gli afroamericani di Detroit e Flint, e nelle zone rurali, cruciali a novembre per battere il forte repubblicano Mike Rogers. Studenti, distretti intorno alle università, quartieri residenziali della borghesia bianca premiano la sinistra radicale di El-Sayed.

 

Benvenuti nell'era delle contraddizioni Usa, più cresce il reddito degli elettori meglio vanno i candidati socialisti, fra lavoratori, camionisti, contadini, i moderati prevalgono. […]

 

abdul el sayed 7

Vedremo dunque un Partito Democratico Socialista, come auspicano il senatore Sanders, la deputata Ocasio-Cortez e il sindaco di New York Mamdani? Presto per dirlo perché, dalla notte di martedì emergono annotazioni contrastanti. Will Lawrence, socialista moderato, ha vinto le primarie per la Camera nel Michigan centrale, Donavan McKinney, socialista doc, correrà a Detroit per un altro seggio e Yousef Rabhi ha battuto a mani basse il sindaco di Ann Arbor Chris Taylor, festeggiando con il marchio Dsa: "Potere al popolo, lotta alle lobby e a Trump".

 

Eppure, in Missouri, Cori Bush, vulcanica infermiera ex deputata socialista, è battuta senza problemi da Wesley Bell, centrista pro Israele, apprezzato nella capitale. E la mappa elettorale indica direzioni opposte: in Arizona, stato eccentrico che eleggeva al Senato il repubblicano anti Trump John McCain, la governatrice democratica Katie Hobbs annuncia di voler scegliere come vice l'ex sindaco di Mesa, John Giles, un repubblicano che il presidente non ama punto.

bernie sanders abdul el sayed

 

A sfidarli sarà Andy Biggs, trumpiano di ferro, Hobbs spera di attrarre con l'aplomb di Giles indipendenti e centristi anti Maga. Stesso trend in Kansas: in uno stato che ha eletto l'ultimo senatore democratico, George McGill, un secolo fa, nel 1930, in piena Depressione, vince le primarie il reverendo Adam Hamilton, un pastore metodista, non socialista, che guida una comunità di 24.000 fedeli.

 

Padre Hamilton parte indietro, resta in vantaggio il repubblicano Roger Marshall, ma contando proprio sui centristi che in Michigan hanno bocciato El-Sayed, i democratici sperano nella sorpresa. Secondo i dati Kalshi, ad oggi, l'opposizione ha il 75% di chance di strappare la Camera a Trump, ma al Senato sarà molto dura. Servono vittorie in Ohio, North Carolina e Maine, dopo lo scandalo del populista Platner, tatuaggi SS e accuse di molestie sessuali, si deve far risultato anche in Alaska, Iowa e Texas, oltre alla difesa dei seggi in Georgia e New Hampshire, con il Michigan nelle mani di El-Sayed.

 

alexandria ocasio-cortez ABDUL EL-SAYED E BERNIE SANDERS

La storica novità non è, infatti, la metamorfosi socialista dei democratici. È la resurrezione di ideali riformisti alla europea fra i dem, la critica radicale a capitalismo e Wall Street, la politica estera in Medio Oriente e una passione fideista in cui la religione, islam o cristianesimo, è alla ribalta, vedi il seminarista dem James Talarico, schierato per il Texas al Senato. La prossima rivincita nel partito che fu di Obama arriva l'11 agosto, primarie per il governatore del Wisconsin, con David Crowley, pupillo dei moderati, contro la carismatica socialista Dsa Francesca Hong. […]

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