“ADF? HANNO IDEE IRREALIZZABILI, SE ARRIVASSERO A GOVERNARE SI SVELEREBBE IL LORO BLUFF” - GIOVANNI DI LORENZO, DIRETTORE DEL SETTIMANALE “DIE ZEIT”: “IL LAND DELLA SASSONIA ANHALT HA UN BILANCIO DI 15 MILIARDI DI EURO, DI CUI 3 VENGONO DAGLI ALTRI LAND E DA BERLINO, E HA UN DEBITO DI 1 MILIARDO. SE AFD ANDASSE AL GOVERNO REGIONALE AVREBBE GLI STESSI LIMITI DEI PARTITI CHE LO GOVERNANO OGGI E NON AVREBBE MARGINI DI MANOVRA” – IL PROBLEMA DELLE REGIONI ORIENTALI LEGATO ALLA RIUNIFICAZIONE E L’IMMIGRAZIONE DIETRO IL BOOM DELL’ULTRADESTRA: MA C’E’ UN’AGGRAVANTE. MENTRE LA DESTRA IN ITALIA E FRANCIA CERCA DI SPOSTARSI PIÙ AL CENTRO, DA NOI SI RADICALIZZA SEMPRE PIÙ…”
Paolo Valentino per il “Corriere della Sera” - Estratti
«Con il risultato di domenica in Sassonia-Anhalt è probabilmente finito il vecchio sistema tedesco che vedeva l’Unione cristiano-democratica come partito capace di integrare a destra. In questo senso il voto ha un significato storico».
Giovanni di Lorenzo è il direttore del settimanale Die Zeit .
È stata una sorpresa un successo così dirompente?
«La sorpresa è che un partito non solo considerato di estrema destra dai servizi civili, ma che si esprime come tale e ha condotto una campagna elettorale aggressiva, mai vista in Germania, sfiori la maggioranza assoluta. Il risultato non poteva esser peggiore per i partiti del centro e della sinistra».
È stato giusto insistere sulla Brandmauer, il cordone sanitario?
«La Brandmauer non è stata inventata tanto per tenere l’AfD fuori. Serve piuttosto ai cristiano-democratici a proteggere sé stessi, rifiutando la retorica e la prassi di Alternative für Deutschland.
Ma non funziona e non è il problema. Anzi penso che se prima delle elezioni la Cdu avesse annunciato la fine dell’opposizione a ogni collaborazione con AfD, avrebbe avuto un risultato ancora peggiore».
alice weidel Ulrich Siegmund e Tino Chrupalla
Lei parla di significato storico del voto, ma si tratta di un piccolo Land orientale.
«Il malcontento contro il governo è generale: solo il 17% dell’intero elettorato tedesco considera l’attuale coalizione berlinese efficace e capace di risolvere i problemi. L’assenza di fiducia mina l’idea stessa del sistema parlamentare democratico. Il pericolo è proprio il cortocircuito tra sfiducia nel governo e sfiducia nel sistema. È vero che AfD nei sondaggi nazionali non ha il 40%, ma è comunque in testa con il 28%».
Ma non c’è un problema specifico nelle regioni orientali dove AfD è più forte e radicata?
«Certo. Si portano dietro molte delusioni legate alla riunificazione e alle speranze disattese. Inoltre, nella Sassonia-Anhalt pesano altri fattori: la popolazione più vecchia della Germania, le poche nascite, la fuga dei giovani, l’assenza di investimenti, la crisi del polo chimico intorno a Leuna. Infine, tutti gli studi confermano che il tema prioritario alla radice dell’insoddisfazione è l’immigrazione».
Tino Chrupalla Ulrich Siegmund e alice weidel
È il combustibile che spinge tutta la destra europea.
«Con un’aggravante. Che mentre la destra in Italia e Francia cerca di spostarsi più al centro, da noi si radicalizza sempre più. Credo però che questo aspetto rimarrà una caratteristica della Germania, non avrà emuli altrove. E questo fa paura. Perfino in Austria, dove pure la FPÖ ha fatto da modello per AfD, che lo dice apertamente, in realtà il partito di estrema destra a livello regionale dove governa è più borghese e pragmatico».
(…)
Se AfD dovesse governare la Sassonia-Anhalt, che conseguenze ci sarebbero per il governo?
«Paradossalmente poche. AfD ha promesso tante cose, ma nessuna o quasi è realizzabile. Il Land ha un bilancio di 15 miliardi di euro, di cui 3 vengono dagli altri Land e dal governo, e ha un debito di 1 miliardo. Non ha alcun margine di manovra. Se AfD andasse al governo regionale avrebbe gli stessi limiti dei partiti che lo governano oggi. Io penso che in realtà non lo voglia perché questo smaschererebbe il bluff e l’incanto finirebbe subito».
ULRICH SIEGMUND DER SPIEGEL
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Alice weidel Ulrich Siegmund - afd
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