renzi aereo

DUE ALI, UNA CARLINGA, QUATTRO MOTORI: L’AIRFORCE ONE DI RENZI E’ UN AEREO COME TUTTI – L’INVIATO DELLA “STAMPA” RACCONTA: E’ UN JET SENZA EFFETTI SPECIALI. NON HA NEMMENO LA CAMERA DA LETTO E LA DOCCIA DELL’AIRBUS VOLUTO DA D’ALEMA – FORSE IL LEASING PAGATO AD ETHIAD E’ UN PIZZICO FUORI MERCATO…

 

Fabio Martini per La Stampa (in volo verso Washington)

 

aereo renziaereo renzi

Alla fine si potrebbe dire: tanto rumore per nulla. A mezzogiorno del 19 aprile 2017, le porte del chiacchieratissimo aereo di Stato si sono aperte ai giornalisti al seguito del presidente del Consiglio in viaggio verso Washington ed ecco la sorpresa: l’Airbus 340 della Etihad è un normale volo di linea, con le poltrone in tessuto, il corridoio né piccolo né grande, i consueti teleschermi della classe turistica mentre per le “autorità” non è previsto né letto né doccia, come nel vecchio A319. 

 

Per la prima volta i giornalisti che seguono palazzo Chigi hanno avuto accesso al nuovo aereo, nell’estate 2015 annunciato da Matteo Renzi e successivamente “nascosto” in un hangar per timore delle polemiche anti-casta. Ma alla prova dei fatti il chiacchieratissimo super-jet non ha nulla di speciale: è un A340, della stessa categoria degli aerei di Stato utilizzati dai principali capi di governo europei. 

renzi a345renzi a345

 

NESSUN EFFETTO SPECIALE O ALLESTIMENTO “PERSONALIZZATO” 

La storia del jet è a suo modo esemplare. Dimostra quanto importante per Matteo Renzi sia stata (e su altre questioni ancora sia) la sfida-concorrenza con i Cinque Stelle per la conquista di un’opinione pubblica sensibile agli “sprechi” o presunti tali. Al punto che, anziché rivendicare la legittimità della scelta di un jet simile a quello di altri Stati, fino all’arrivo di Gentiloni, si è preferito congelare per più di un anno l’aereo in un hangar.

 

Tutto era iniziato nel luglio del 2015, quando Renzi aveva annunciato ai giornalisti: «Ad ottobre andremo in Sudamerica con un aereo più grande, l’abbiamo già ordinato…». Sensibile agli status symbol, Renzi aveva fatto l’annuncio con un filo d’orgoglio, anche perché il nuovo jet andava a sostituire il vecchio A319 (in servizio dal 1999, governo D’Alema) che sulle tratte più lunghe costringeva a fastidiose pause per rifornimento. Nel giro di qualche settimana si scoprì che l’aereo scelto da palazzo Chigi era l’A340, un grande jet preso in leasing da Etihad. Una capienza di più di 300 passeggeri, una larghezza di 60 metri, con prestazioni al livello degli aerei a disposizione dei principali capi di governo del G20.

 

renzi a345 2renzi a345 2

LA PAURA DELLA CASTA 

Ma in tempi di grande sensibilità per tutto quello che riguarda Casta e spese facili, l’annuncio del premier aveva alimentato retroscena giornalistici e politici, alcuni dei quali dal sapore scandalistico, sulla grandeur di Renzi: tanto era bastato per congelare l’uso del mega-jet.

 

Certo, al blocco avevano contribuito anche problemi legati all’equipaggio e al contratto di leasing, sta di fatto che da allora Renzi ha continuato ad usare il vecchio aereo. Nulla era bastato a far cambiare idea al presidente del Consiglio, neppure un incidente (del quale nulla si è saputo) nel quale era incorso l’anziano A319, al quale si era rotto in volo un finestrino della cabina di pilotaggio.

 

airbus a340 nuovo aereo blu di renzi  1airbus a340 nuovo aereo blu di renzi 1

Le ragioni del ricovero forzato in un capannone per la verità non hanno mai avuto una spiegazione ufficiale, ma il risultato di tanta “timidezza” è stata una prolungata immobilizzazione del super-jet con molteplici inconvenienti funzionali ed finanziari, a cominciare dal fatto che nel frattempo il contratto con Etihad continuava a correre.

 

All’inizio del suo mandato, Gentiloni ha deciso di sbloccare l’aereo sfruttandone a pieno gli standard tecnologici e di sicurezza. A quel punto anche il Capo dello Stato ha iniziato ad utilizzarlo, con giornalisti al seguito. Ora è caduto l’ultimo tabù: anche i giornalisti che seguono il presidente del Consiglio sono stati ammessi a bordo. Previo pagamento. Secondo il regolamento a suo tempo voluto dal governo Prodi.

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