ALLERGICI A RENZI - SERGIO STAINO NON SI FA INCANTARE DALLE “FACCINE” DI MATTEUCCIO (E TIFA CUPERLO)

Fabrizio Roncone per il Corriere della Sera

«Stiamo andando a Forte dei Marmi, c'è l'inaugurazione di una mostra con le mie tavole, un'antologia dal 1979 al 2013... Sono proprio contento anche se...»

Anche se?
«No, niente... Cioè: a Bobo hanno detto che, da quelle parti, c'è il rischio di incrociare Briatore e la Santanché. Così Bobo mi ha fatto giurare che, e per evitare brutti incontri, ci mangeremo un gelato con i compagni del Carnevale di Viareggio...».

(Sergio Staino, 73 anni, una moglie, due figli, due nipoti, regista e storico fumettista della sinistra italiana, è il creatore di Bobo, il protagonista della vignetta che, sulle pagine dell'Unità, racconta i turbamenti, le angosce, le delusioni e, sempre più di rado, le speranze di chi, una volta, si sarebbe detto comunista ).

Mi hanno suggerito di chiederle che estate sarà, questa, per Bobo...
«Bobo pensa che sarà una stagione di depressione e sconforto. Abbiamo vissuto altre estati complicate, per esempio quelle a cavallo della Seconda Guerra, però allora vivevamo i sacrifici come un destino ingiusto e collettivo, e reagivamo tutti insieme: oggi, al contrario, la sconfitta è un evento personale, vissuta in solitudine».

Davvero Bobo ricorda...
«Me la ricordo bene io, l'estate del 1943! Mio nonno Ottavio mi portò a una manifestazione spontanea a Pian Castagnaio, sull'Amiata, dove vivevamo. Avevo 3 anni. Ad un certo punto, la gente assaltò la casa del fascio e allora dalle finestre cominciarono a volar giù scrivanie e gagliardetti. Mio nonno capì che si metteva male e mi portò via proprio sul più bello, quando iniziavo a divertirmi».

Gli amici di Bobo andranno in vacanza?
«Pochissimi, solo i più fortunati. Gli altri restano a casa. Sono disoccupati, cassintegrati, genitori che non riescono a trovare uno straccio di impiego per i figli. So che staranno lì, in soggiorno, nella penombra delle persiane, a dirsi che non ci sono prospettive, e preoccupati che il peggio possa arrivare».

Va bene che Bobo è pessimista, però così...
«La verità è che quando non ci sono prospettive, ti metti a sperare nel salvatore della Patria. Berlusconi, Grillo... adesso Renzi».

Capito: a Bobo non piace il sindaco di Firenze.
«La faccina, per carità, è carina e con l'aria furbetta ti fa le battutine, prova a farti sognare...».

E poi?
«No, lo chiedo io: e poi? E poi che c'è sotto? C'è solo un efficientismo liberista, sfrenato, cupo, alla Marchionne».

Molti lettori penseranno che Bobo è il solito vecchio comunistaccio...
«Molti dicono che Renzi sia la medicina non solo per il centrosinistra, ma per l'intero Paese: io invece credo che Renzi sia come il Prozac, quella medicina che ti fa alzare e sorridere e sentire contento, senza che ce ne sia motivo».

Vedo che lei e Bobo andate ad inaugurare la mostra di eccellente umore.
«Per farci tornare il sorriso dovrei parlarle di Terra Madre, l'associazione di Carlo Petrini che guarda a nuovi orizzonti, a uno sviluppo sostenibile... e invece so che a lei interessano di più i giudizi sui partiti, sui certi personaggi...».

Massimo D'Alema?
«La mia formazione è togliattiana, immagino i partiti in modo classico, e Massimo, perciò, è stato un riferimento. Purtroppo, dal punto di vista politico è una frana».

Sento che anche Bobo è molto d'accordo...
«E certo! Per dire: c'è Gianni Cuperlo che si sta proponendo come possibile nuovo segretario... Cuperlo ha stoffa, dopo cinque minuti che parla capisci che vola alto... però chi s'è messo in mezzo a trattare per conto suo? D'Alema. Ma no, Massimo, no! Così gli fai un danno a Gianni...».

Bobo ebbe simpatia per Veltroni, ricordo bene?
«Quando Walter parla, a me piace molto. Purtroppo, è stato segretario due volte, e furono due occasioni sprecate. Non credo possa averne una terza. Solo Berlusconi è sempre lì».

Del Cavaliere parlate poco, lei e la sua creatura disegnata.
«Se lo condannano e va in galera, non ce ne importa niente. La galera eccita i giustizialisti del Fatto. Noi temiamo solo che dopo di lui, ne arrivi un altro. O un'altra. Tipo Marina, la figlia... Mhmmm...».

Che c'è?
«Bobo mi sta dicendo che Lola, la mia adorata nipotina, sta piangendo... e perciò, ecco, noi ci dovremmo salutare...».

(Bobo, nel disegno, somiglia ad Umberto Eco. Che, forse non casualmente, ha scritto la prefazione al catalogo della mostra di Forte dei Marmi. «Il messaggio di Bobo è: abbiate il coraggio di dirvi disperati, abbiate l'orgoglio testardo di essere dei perdenti. La vittoria non è un fine, ma solo un doloroso e onesto stato d'animo »

 

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