matteo renzi spazzatura detersivi

ANDIAMO A FARE DUE ZOMBIE COL MINZOLONE! - ''RENZI È UN WALKING DEAD, UN MORTO CHE CAMMINA: NON È RIUSCITO A TRASFORMARE IL PD NEL PARTITO CHE PUÒ VINCERE DA SOLO, E IN PIÙ L'HA RESO IMPOSSIBILITATO A FARE COALIZIONI. IL ROTTAMATORE RISCHIA DI ESSERE ROTTAMATO A OTTOBRE

Augusto Minzolini per “Il Giornale

 

C' è da augurare lunga vita a Matteo Renzi perché in fondo suscita simpatia, ma politicamente parlando, per usare un' espressione inglese che a molti potrebbe apparire cruda, lui è the walking dead, un morto che cammina. Immagine a tinte forti a cui si è costretti per segnalare un cambio di stagione, dopo che per due anni la «narrazione» agiografica delle gesta del premier sui media l' ha trasformato in un' icona dell' imbattibilità e della sagacia in politica. Invece, all' alba del 6 giugno molti, anche tra i suoi, hanno scoperto che non è così.

la foto che commuove il web renzi post elezionila foto che commuove il web renzi post elezioni

 

Renzi non è riuscito nell' impresa di trasformare il Pd nel partito che può vincere da solo e, contemporaneamente, l' ha privato del potere che aveva fatto forte anche quel vecchio armamentario che era l' Ulivo, cioè la capacità di fare coalizione. Il Pd, senza volere vestire i panni delle Cassandre, dopo essere sparito a Napoli, rischia di perdere nei prossimi ballottaggi non solo una città come Roma, ma anche Milano, Bologna e forse Torino. Motivi?

 

Renzi non ha sfondato nell' elettorato di centrodestra, ha aperto una guerra senza quartiere alla sua sinistra e gli è difficile trovare nelle diverse città possibili interlocutori per allargare la propria maggioranza al ballottaggio. È già successo nel recente passato a Venezia come in Liguria. Una catastrofe. Un piano inclinato che per il premier potrebbe avere il suo drammatico epilogo nel referendum sulle riforme costituzionali di ottobre. Un appuntamento che più trascorrono le settimane e più assume le sembianze della proverbiale sconfitta annunciata.

marino renzi elezioni romamarino renzi elezioni roma

 

In uno studio della scorsa settimana emerge che la percezione del Sì nell' elettorato coincide esattamente con l' area della maggioranza di governo. Un governo, però, che non convince sette italiani su dieci e che è guidato da un premier che ha un indice di gradimento tra il 28-29%: in un quadro del genere è probabile che lo schema prediletto dal premier, quello dell'«uno contro tutti», si trasformi nel ben più letale «tutti contro uno». E non c' è bisogno di avere una memoria d' elefante per dire che il referendum è lo scenario più congeniale per il verificarsi di un simile fenomeno.

 

Solo che, circostanza sorprendente, il premier in questo cul-de-sac ci si è ficcato da solo. Dire che ha peccato di presunzione e di arroganza può sembrare un luogo comune, ma mai come in questo caso è vero. Renzi si era presentato come il «rottamatore», l'«innovatore», la risposta della politica all' anti politica, il demolitore delle logiche di Palazzo.

 

minzolini augustominzolini augusto

Un patrimonio di speranze che ha dissipato in pochissimo tempo. Il successo alle elezioni europee, quel 40% che in termini assoluti però segnava un milione di voti in meno di quelli presi dal Veltroni del 2008 sconfitto da Berlusconi, è stato vissuto dal premier come un momento epico, ma, contemporaneamente, lo ha tuffato in una realtà distorta. Si è convinto di essere il padrone dei giochi rimuovendo un dato di non poco conto: la maggioranza che aveva nel Palazzo, oltre che essere frutto di un premio elettorale giudicato dalla Consulta incostituzionale, era minoranza nel Paese.

 

renzi verdini renzi verdini

Infischiandosene di questo piccolo particolare, il premier ha messo in campo una serie di riforme imposte a maggioranza. Addirittura, nei fatti, ha cambiato la Costituzione e la legge elettorale a colpi di fiducia, disegnandole a sua immagine e somiglianza. Per sopravvivere si è blindato nella sua Torre d' avorio, usando gli strumenti e i metodi della politica che avrebbe voluto rinnovare: ha portato a sé pezzi d' opposizione con il tradizionale «poltronificio».

 

E si è consolidato dando sfogo alla sua bulimia di potere: ora negli enti pubblici, nella Rai e non solo, si parla esclusivamente il toscano. Di contro non ha cambiato la condizione di un' Italia che ha un tasso di sviluppo che è la metà di quello degli altri Paesi europei, in cui le sacche di disoccupazione si allargano, invece di restringersi.

 

Risultato: l' uomo che doveva ridurre la distanza tra il Palazzo e il Paese, l' ha aumentata; l' uomo che doveva rinnovare il sistema, né è stato ingoiato. E alla fine il «rottamatore» in autunno correrà il pericolo di essere «rottamato».

 

 

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO