FELTRI: “ARIDATECE BASSOLINO!”: L’ERA DE MAGISTRIS AL CAPOLINEA (ANDRA’ A FARE COMPAGNIA AI GIARDINETTI A DI PIETRO E INGROIA)

Vittorio Feltri per "Il Giornale"

Confermato. I fenomeni in politica si sgonfiano presto. Alcuni ladri di galline hanno ridimensionato la Lega che pareva destinata a crescere e a dominare il Nord. A limitare i danni è arrivato Roberto Maroni. Riuscirà a evitare al Carroccio di fare una brutta fine? Gli auguriamo buona fortuna. Fausto Bertinotti e la sua Rifondazione sono in sonno; anzi, in coma.

I Comunisti italiani cercano di risorgere: aspettano un miracolo, merce rara. L'Udc di Pier Ferdinando Casini si è ridotta a un lumino cimiteriale; per rimanere in campo mortuario, aspettiamo dall'aldilà notizie di Gianfranco Fini e del Fli, sepolti senza esequie come si conviene ai suicidi. L'esperienza di Antonio Ingroia è stata breve quanto un sospiro. Antonio Di Pietro? Lasciamo perdere.


Non siamo di quelli che traggono soddisfazione dalle altrui disgrazie: deve essere il motivo per cui non siamo di sinistra. L'ultimo referto infausto giunge da Napoli: il sindaco, anche lui ex magistrato, quindi collega sia di Ingroia sia di Di Pietro, ha già interrotto la propria irresistibile ascesa e rischia di precipitare dalla popolarità alla impopolarità. Probabilmente è già in procinto di toccare il fondo.


Sembrava proiettato verso chissà quali traguardi; i giornaloni lo dipingevano a tinte brillanti come l'uomo del presente e del futuro, l'incarnazione del nuovo che avrebbe sconfitto definitivamente il vecchio. E, invece, eccolo lì, boccheggiante, asfittico, incapace di arginare la contestazione dei suoi amministrati afflitti dall'esasperazione. Egli è riuscito nella nobile impresa di far rimpiangere Rosa Russo Iervolino. Qualche napoletano, al culmine della perversione (politica, s'intende),è arrivato a confidare agli amici che, tutto sommato, in confronto a De Magistris, Antonio Bassolino era un emulo di Quintino Sella.

Vabbè, non esageriamo. Però è un fatto che la ex capitale europea della cultura (parliamo di tre secoli fa) è scesa al punto più basso della propria storia: non funziona più niente, nemmeno l'ironia degli abitanti che aveva sempre consentito loro di sopportare, tra un sorriso e una canzone d'amore, la vita agra cui sono costretti da tempo. I trasporti, quando vanno, sono una presa in giro; talvolta si fermano per mancanza di carburante, ma al sindaco non importa un fico secco: che abbia l'auto blu?

De Magistris ha rivoluzionato la circolazione per soddisfare gli ambientalisti, che saranno trenta persone, e ha mandato in bestia un milioncino di concittadini, la metà dei quali, avendolo votato, è combattuta fra il senso di colpa e il desiderio di spaccare tutto.

Perfino i ceti borghesi (e piccolo borghesi) hanno il sangue agli occhi, si sono addirittura abbandonati a una manifestazione di piazza con tanto di incidenti. È il segno che la misura è colma. Se la rabbia monta ancora, Napoli si infiammerà e per salvare il sindaco non basteranno i pompieri.

L'unica cosa che avanza nella metropoli, grazie al contributo decisivo della Giunta progressista, è il degrado. Ma il capolavoro compiuto dall'ex magistrato che il mondo tremare faceva, riguarda lo smaltimento dei rifiuti.

Accantonata l'idea di bruciarli nei termovalorizzatori, come avviene nei Paesi civili, il comune li impacchetta per benino e li spedisce all'estero dove, a prezzi salati, provvedono a distruggerli, ricavando energia che, poi, rivendono all'Italia a prezzi ancora più salati. Giù il cappello davanti a De Magistris: nessuno meglio di lui è in grado di incrementare il business degli stranieri. Paga due e prende zero. E la città continua a essere sozza.

 

VITTORIO FELTRI Luigi De Magistris NAPOLI MANIFESTAZIONE ANTI DE MAGISTRIS COMERCIANTI IN PIAZZA CONTRO DE MAGISTRIS ANTONIO BASSOLINO - Copyright PizziINGROIA

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...