stefano lo russo torino askatasuna

ASKATASUNA HA SCASSATO IL CAZZO, E ANCHE A SINISTRA L’HANNO CAPITO – IL SINDACO DI TORINO, STEFANO LO RUSSO, STRIGLIA AVS, ZEROCALCARE, MARCO REVELLI E GLI ALTRI CHE HANNO PARTECIPATO AL CORTEO DI TORINO INSIEME AI CENTROSOCIALARI DI “ASKA”: “NON POSSONO ESSERCI AMBIGUITÀ NELLA CONDANNA DEI GRAVI FATTI VIOLENTI ACCADUTI SABATO” – IL “CIVICO” ALESSANDRO ONORATO: “IO NON SAREI ANDATO A QUEL CORTEO. MA QUELLI ERANO UN GRUPPO DI VIGLIACCHI AGLI ANTIPODI DEL CAMPO PROGRESSISTA” – L’EX PROCURATORE DI TORINO GIAN CARLO CASELLI: “UNA CERTA INTELLIGHENZIA TORINESE NON HA PRESO SUFFICIENTEMENTE LE DISTANZE DA CERTI COMPORTAMENTI, SPESSO INVECE HA CERCATO DI GIUSTIFICARE…”

 

IL SINDACO LO RUSSO: «NON RIDAREMO PIÙ L'IMMOBILE AD ASKA AVS? NON CI POSSONO ESSERE AMBIGUITÀ»

alessandro calista aggredito durante il corteo per askatasuna a torino 4

Estratto dell’articolo di Carmine Festa per il “Corriere della Sera”

 

Sindaco Lo Russo […]. […] Al corteo di sabato hanno preso parte anche esponenti di Avs, partito che è nella sua giunta. Questa loro partecipazione la imbarazza? Imbarazza il centrosinistra?

«Quanto abbiamo visto nuoce a Torino. E su questo non possono esserci ambiguità da parte di nessuno.

 

Sono evidenti le responsabilità criminali di un gruppo organizzato e violento che ha deliberatamente attaccato le forze dell’ordine oscurando il dibattito pubblico relativo ad un corteo fino a quel momento partecipato e pacifico».

 

stefano lo russo elly schlein

[…] Sabato sera cosa non ha funzionato nella tutela della città?

«La dinamica della manifestazione è stata evidente. Frange violente organizzate e a volto coperto infiltrate nella manifestazione, si sono staccate dal corteo dando luogo a devastazioni aggredendo le forze dell’ordine che hanno reagito con straordinaria professionalità e capacità. Un corteo che, fino a quel momento, si era svolto in maniera partecipata, ordinata e pacifica».

 

È andato a trovare gli agenti in ospedale?

«Mi premeva andare a sincerarmi delle condizioni degli agenti feriti negli scontri. Li ho abbracciati e ringraziati per la professionalità e il coraggio dimostrati. Intendo proporre al Consiglio comunale di conferire una civica benemerenza sia ad Alessandro Calista, l’agente di Padova colpito vigliaccamente a martellate, sia al collega che lo ha soccorso, come segno di gratitudine della Città e per rendere omaggio simbolicamente a tutte le donne e gli uomini delle forze dell’ordine».

 

alessandro calista aggredito durante il corteo per askatasuna a torino 3

La città conta i danni e si lecca le ferite per l’ennesima violenza subita.

«I luoghi in cui sono avvenuti gli scontri sono già stati tutti ripuliti. Resta invece una ferita per Torino la cui anima profonda è stata violentata da delinquenti.

 

Confidiamo che i responsabili vengano rapidamente identificati e assicurati alla giustizia. Noi ci costituiremo parte civile in tutti i procedimenti giudiziari a tutela della comunità».

 

Lei sul progetto Askatasuna ci ha messo la faccia. Sente franare il terreno sotto ai piedi per la sua ricandidatura?

«Non ci sono e non possono esserci ambiguità nella condanna dei gravi fatti violenti accaduti sabato, una condanna che è stata espressa in modo chiaro da tutte le istituzioni e da tutti i partiti, a ogni livello e questo mi pare un fatto politicamente molto significativo». […]

 

LE ACCUSE ALLA «BORGHESIA COMPIACENTE» CASELLI: GIUSTE. BONELLI: NIENTE BENEVOLENZA

Estratto dell’articolo di Roberto Gressi per il “Corriere della Sera”

 

torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 19

Pezzi della borghesia e dell’intellighenzia torinese sul banco degli imputati. Mentre i gruppi antagonisti invadevano la città e si preparavano a violenze e devastazioni, la procuratrice generale, Lucia Musti, firmava il suo atto d’accusa. […]

 

Sabato era insorta contro i responsabili delle aggressioni, ma soprattutto aveva denunciato la complicità oggettiva di «una upper class» con le mani pulite, ma la coscienza un po’ meno:

 

«C’è una tolleranza benevola, una lettura compiacente di condotte, che altro non sono che gravi reati, da parte di soggetti che con il loro scrivere, il loro condurre a normalizzazione, il loro agire in appoggio, vanno a popolare quella che voglio sintetizzare come “area grigia”, di matrice colta e borghese, che dovrebbe per contro svolgere un’illuminata azione di deterrenza, di educazione al vivere sociale e di rispetto delle regole democratiche, riempire i vuoti, le periferie dell’anima». Insomma, non siamo magari ai tempi dei «compagni che sbagliano», come giustificazione del terrorismo, ma certo, per Musti, vive una sorta di fiancheggiamento morale.

LUCIANO VIOLANTE OSPITE DI BELLAMA DI PIERLUIGI DIACO

 

Giancarlo Caselli e Luciano Violante, ex magistrati, hanno vissuto a Torino grande parte della loro esperienza professionale. Angelo Bonelli è, con Nicola Fratoianni, il leader di Avs. Condividono questo giudizio?

 

«Lucia Musti è procuratrice generale da non molto tempo, e quindi non può conoscere a fondo Torino — riflette Caselli — ma ha colto bene un profilo della città. Sono d’accordo con lei. Una certa intellighenzia torinese non ha preso sufficientemente le distanze da certi comportamenti, spesso invece ha cercato di giustificare, e questo non aiuta il contrasto alla violenza e all’eversione».

 

«Non so se si possa definire upper class — ragiona Luciano Violante — ma di sicuro ci sono appartenenti a ceti intellettuali, sociali e politici, che avrebbero dovuto avere consapevolezza di quanto poteva accadere. Era assolutamente chiaro che sarebbe finita così, e quindi, a mio avviso, è stato un atto non responsabile, da parte chi poteva capire, partecipare o assecondare questa manifestazione. Tanto più in una città come Torino, che più di altre ha conosciuto gli anni bui del terrorismo».

gian carlo caselli

 

«Non credo di far parte dell’upper class e ho fatto della non violenza la mia cifra politica. — argomenta Bonelli — Non ci può essere alcuna giustificazione per quello che è successo. C’è un gruppo di persone ben note che va individuato e fermato. E che dà un supporto politico alla narrazione della destra». Ancora Caselli: «È un problema se i violenti non si sentono isolati, senza se e senza ma».

 

«Benevola tolleranza? Io dico che dovere di tutti è non tacere, quello che è successo è inaccettabile e dannoso. — sostiene Bonelli — Nessun paragone possibile con Minneapolis.

 

aggressione alla polizia a torino 1

Se lì però non ci fosse stata una protesta pacifica e di massa, le città adesso sarebbero in mano a Trump. Mai violenza. La mia indignazione è vedere un poliziotto preso a calci e martellate».

 

[…]  

 

ALESSANDRO ONORATO: “TRA ALLEATI SENSIBILITÀ DIVERSE ALLA MANIFESTAZIONE NON SAREI ANDATO”

Estratto dell’articolo di Niccolò Carratelli per “La Stampa”

 

Alessandro Onorato, assessore a Roma e fondatore di Progetto Civico Italia, una delle nuove anime del centrosinistra. Cosa pensa della presenza di Avs, vostri futuri alleati, al corteo di Torino?

alessandro onorato

«Avs è una forza democratica con una sensibilità diversa dalla mia. Io non sarei andato a quel corteo. Ma non c'entra nulla ed è persino danneggiata dall'aggressione al poliziotto. Quelli erano un gruppo di vigliacchi agli antipodi del campo progressista».

 

Sul tema della sicurezza nel centrosinistra c'è chi denuncia la "repressione" e chi, come voi, chiede più incisività.

«Non vedo un clima autoritario, ma è inaccettabile il servilismo della Meloni ai paurosi metodi di Trump. […]».

 

I movimenti al "centro" sono frenetici. Sabato lei era con Spadafora, Ruffini, Salis, Boschi e altri. Vi unirete?

«Servirà una costituente per capire chi altro, oltre a noi, vuole contribuire a questa nuova forza politica. Faremo una sintesi per dare una risposta alla maggioranza degli italiani, che già oggi non si riconosce più nella presidente Meloni e che aspetta un segnale di reale discontinuità. Porte aperte, in particolare, a una nuova classe dirigente capace di raccogliere il meglio delle nostre esperienze di governo del passato e di guardare con coraggio il futuro».

alessandro calista aggredito durante il corteo per askatasuna a torino 1

 

I voti "moderati" saranno decisivi alle Politiche?

«Più che di voti moderati parlerei di una prateria sconfinata di milioni di persone, che si rifugiano nell'astensione. […]».

 

Come procede il suo Progetto Civico Italia?

«Oltre ogni aspettativa. Siamo già presenti in 15 regioni con centinaia di eletti, centinaia di comitati civici e contiamo, entro fino aprile, di aver strutturato questo progetto in tutta Italia».

 

Poi inizierete un confronto sui temi con gli alleati?

«Il confronto con gli altri leader è partito da tempo, parlo sia con Schlein che con Conte. […]».

 

Conte vi segue più da vicino, ha partecipato ad alcune iniziative: può essere lui il leader della coalizione?

«Conte ha trasformato il M5s da una forza antisistema e di protesta in un partito con l'ambizione di governare. Questo lo rende molto attento all'insieme delle esperienze che nascono per rendere più forte l'alleanza progressista».

 

ANGELO BONELLI - ELLY SCHLEIN - NICOLA FRATOIANNI - GIUSEPPE CONTE - MANIFESTAZIONE PD AVS M5S PER GAZA - FOTO LAPRESSE

Meglio lui di Schlein, come futuro candidato premier del centrosinistra?

«Anche Schlein sta lavorando bene, mi sembra che si sia rafforzata e ha una maggioranza solidissima nel Pd. Prima, comunque, viene il programma per dare una visione dell'Italia dei prossimi 20 anni. Poi si individuerà il leader. Una via sono le primarie».

 

Dall'altra parte, ha visto che Calenda si sta avvicinando a Tajani?

«Noi siamo nel centrosinistra. Non ci interessano soluzioni terzopoliste, tantomeno accordi pre o post-elettorali con le destre. In Italia ci sono varie sfumature di sinistra, ma un'unica destra, subalterna a Trump».

torino, scontri alla manifestazione per askatasuna

gian carlo caselliGIAN CARLO CASELLI GIOVANNI FALCONE

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