barbara alberti

BARBARA ALBERTI SCATENATA! ''SONO UNA DONNA TROPPO DI SINISTRA PER VOTARE SÌ: DETESTAVO BERLUSCONI, MA RENZI ANCOR DI PIÙ. LESBICA? NO, SONO GUARITA! MEGLIO I GAY'' - ''LA RAGGI L'HO VOTATA E LE DIRÒ: MI SPAREREI IN TESTA! NON MI ASPETTAVO CHE POTESSE ESSERE PEGGIO DEL PD. LA BOSCHI? NON ME NE PARLI. LA MENO PEGGIO È LA LORENZIN'' - IL MIO NUOVO LIBRO PARLA DI UTERO IN AFFITTO, CHE SCHIFO

 

Alessio Poeta per gay.it http://www.gay.it/donne/news/barbara-alberti-intervista-referendum-no

 

barbara albertibarbara alberti

Per le cose più belle spesso bisogna attendere a lungo. Mi ci sono voluti quasi trent’anni per incontrare Barbara Alberti. E pensare che la sua prima fatica (Memorie Malvagie, ndr), pubblicata dieci anni prima della mia nascita, è ancora oggi il mio libro preferito. A distanza di quarant’anni esatti, l’iconica Barbara, nata in Umbria tra angeli e diavoli e con un piede nell’Ottocento, continua a riempire vite, sogni e speranze grazie ai suoi racconti e, ad aggiungersi a venti sceneggiature e a trentatré fatiche letterarie, arriva dal 17 novembre in tutte le librerie Non mi vendere, mamma!.

 

Con l’Alberti della letteratura italiana c’è solo da imparare: sentite che perle regala quando si affrontano temi più spinosi come quello dell’utero in affitto, di chi ne fa uso, del suo periodo saffico, del prossimo referendum, di Virginia Raggi e dell’epoca berlusconiana che, tutto sommato, l’immensa Barbara oggi rimpiange un po’. Proprio lei che ha sempre odiato l’imprenditore brianzolo…

 

barbara albertibarbara alberti

Il suo nuovo romanzo parla di utero in affitto. Lei che posizioni ha a tal proposito?

Non so per quale mostruoso motivo questa battaglia per l’utero in affitto passi come una battaglia di sinistra o, meglio ancora, come una battaglia libertaria. Questa è l’ultima frontiera della schiavitù. Una schiavitù che forse non è mai esistita neanche quando la schiavitù era legale.

 

Nichi Vendola, che era un comunista, mentre oggi è un signore come tutti gli altri, quando parla di atto d’amore mi lascia davvero senza parole. Sostiene che la signora che portava in grembo il suo bambino era felice, ma chissà se lo era anche quando le portavano via la creatura. Stiamo diventando tutti schiavi di una mentalità capitalistica e quello che mi fa davvero incazzare è che troviamo normale questa cosa.

 

Non la vive come una battaglia di sinistra?

No! Quando ero giovane io, ma anche fino a  poco tempo fa, le battaglie di sinistra si riconoscevano ad occhi chiusi. Certe battaglie servivano a dar voce a chi voce non aveva. Adesso, in giro, mi dicono che non se l’aspettavano un pensiero del genere da me, perché son sempre stata una donna anticonvenzionale.

Barbara Alberti Barbara Alberti

 

E lei cosa risponde?

Proprio perché lo sono, mi permetto di dire certe cose. La mia battaglia non servirà a molto, lo so, visto che la scienza lo permette e il capitale lo vuole, ma io voglio raccontare la mia visione con questo canto anarchico.

 

“Asia, una bambina abbandonata all’orfanotrofio, si innamora di Lillo che da grande diventa il suo pappone e la vende ai Trump, due ricconi americani, come madre surrogata del loro erede”. È una strategia commerciale quel cognome?

(Ride, ndr) No! Ho scritto il libro nel mese di giugno e non sapevo che vincesse Trump, anzi. Speravo e credevo vincesse la Clinton. Se dovevo immaginare due imperatori super cafoni, prepotenti, quale cognome migliore? Che poi, in tutta sincerità, ancora non ci credo: dopo Obama diventa Presidente degli Stati Uniti uno che è persino appoggiato dal Ku Klux Klan. Un incubo.

 

Barbara Alberti Barbara Alberti

Volendo estremizzare il tutto, l’atteggiamento di Lillo nei confronti di Asia ricorda quello di molti uomini che, tragicamente, si sono resi protagonisti di numerosi casi di femminicidio. Come pensa si possa combattere questa piaga sociale?

Con una minore complicità da parte dello Stato, della Magistratura e della cultura stessa. Il delitto d’onore, a quanto pare, è stato abolito per finta; ai tempi, quando le donne erano ancora considerate schiave, la pena ammontava circa a sette anni di reclusione. Oggi, trentacinque anni dopo l’abolizione del delitto d’onore, le pene sono anche più corte. Se ogni due giorni morisse un uomo, per colpa di una donna, forse oggi avremmo una legge dignitosa. Posso farle un esempio?

 

Prego..

Pensi a Parolisi. Gli diedero tanti anni poi, in appello, gli tolsero l’aggravante della crudeltà. Capisce? Trentacinque, trentasei coltellate date a freddo, quando poi, se vogliamo fare i puntigliosi fu lui a tradirla. Insomma, quello che voglio dirle è che quanto prima ce lo ritroveremo anche in giro. E’ imbarazzante che la vita di una donna valga così poco. 

 

Barbara Alberti Barbara Alberti

Cosa l’ha spinta ad affrontare un tema così spinoso?

L’appartenenza ad un’altra cultura. La cultura dove al primo posto c’era l’uomo e dove il denaro non era un idolo. Il denaro fa si che uno come Trump oggi sia il Presidente degli Stati Uniti.

 

Pensa che in Italia, prima o poi, si apriranno le porte all’utero in affitto?

Certamente. E’ inarrestabile quest’orrendo fenomeno. Il denaro governa, comanda. Che poi si pensa che questa sia una battaglia del mondo LGBT, quando il 95% delle coppie che ne fa uso sono etero e la cosa più assurda è che qualche coppia può tranquillamente avere figli.

 

Come?

BARBARA ALBERTI BARBARA ALBERTI

Ne parlo anche nel libro. Alcune donne fingono di non poter avere figli, per non rovinarsi il fisico. Poi, una volta nato il bambino, seppur da un altro utero, se lo mettono al collo. Come fosse un ornamento sociale. Persino la Kidman si vanta di avere quattro figli, di cui due comprati.

 

E le adozioni gay la convincono?

Altroché. E’ una vergogna che sia molto difficile per le coppie etero ed è ancor più vergognoso che non sia concesso a due persone dello stesso sesso di adottare.

 

Questa Legge Cirinnà le piace?

Non la conosco nei dettagli, ma credo che sia una legge a metà. E, se posso, trovo molto offensiva questa differenziazione tra unione gay e unione etero sull’obbligo della fedeltà. La trovo concettualmente assurda. “Beato chi è diverso, essendo egli diverso, ma guai a chi è diverso essendo egli comune” citando Sandro Penna.

BARBARA ALBERTI BARBARA ALBERTI

 

Ha pubblicato più di trentatré libri cambiando, di volta in volta, casa editrice. Cosa la spinge a non restare fedele ad una casa sola?

Perché ogni volta spero che sia meglio. Questa volta ho scelto una casa più piccola, nell’accezione bonaria del termine, perché almeno ho la piacevole illusione di essere guardata negli occhi. E’ consolante.

 

Dicono che ci siano più scrittori che lettori..

E’ vero; nessuno legge un cazzo. Vede: anche lei non ha letto il mio libro eppure mi sta intervistando. Io non vado in libreria da un sacco di tempo, mi creda. Oramai ordino tutto tramite telefono, perché mi sento una mondezza come scrittrice ogni qual volta che varco la soglia di una libreria. Esce troppa roba e nessun essere umano può leggere tutte quelle cose.

 

In un’intervista disse di aver avuto una lunga storia con un omosessuale. Cosa ci siam persi?

Alberti Barbara Alberti Barbara

Intanto, se vogliamo esser precisi, m’innamoravo solo degli omosessuali. Il motivo? Erano diversi. Erano liberi. Erano uomini con un pensiero di rivolta. Oggi ci siamo, più o meno, tutti omologati.

 

Però, se posso, lei ha parlato anche di diverse storie sentimentali con donne…

Sì, ma sono guarita subito. Preferisco i gay. Il loro essere irraggiungibili li rende unici. L’amore impossibile è sempre una tentazione pazzesca. Le donne, sessualmente, sono molto interessanti. Conoscono il loro corpo meglio di un qualsiasi uomo. Personalmente, in amore, mi sono annoiata molto con le donne. Son state tutte terribilmente noiose. Avevano un’impostazione troppo eterosessuale, fondata sulla gelosia. Sarò capitata male.

 

Tutti i personaggi hanno una leggenda alle loro spalle. Lei ne conosce qualcuna sul suo conto?

Non saprei. Me lo dica lei se ne conosce qualcuna sul mio conto, piuttosto. Io cerco di pensarmi il meno possibile. Mi do fastidio. La Mazzantini scrisse una frase meravigliosa: “la vita è un pensiero che non bisognerebbe avere!”

 

Posso chiederle come mai non ha Facebook?

ANNAMARIA PALERMO MADRE DI MYRTA MERLINO BARBARA ALBERTI EMMA BONINO ANNAMARIA PALERMO MADRE DI MYRTA MERLINO BARBARA ALBERTI EMMA BONINO

Io appartengo orgogliosamente ad un altro tempo. Ho un piede nell’Ottocento. Io non potrei sostenere mai quell’esposizione. E’ un territorio di linciaggio. Persone che, per esistere, ti devono dar contro a tutti i costi. Io non riuscirei poi a contenere gli amici virtuali, quando faccio già fatica con quei pochi che ho. È la moltiplicazione del nulla. Io vivo molto la vita. Neanche mi specchio. Ogni tanto mi soffermo a guardare qualche vetrina e quando mi vedo riflessa dico: “ma chi è questa vecchia?”. Piuttosto, le posso raccontare una cosa?

 

Deve...

Nel 2000 andai su Wikipedia, fu la mia prima ed ultima volta. Andai a cercare il mio nome. Trovai una marea di cose false che mi lasciò a bocca aperta. Mi attribuivano libri mai scritte e interviste mai rilasciate.

 

Nella sua carriera si è prestata a commentare diversi reality show. Col senno di poi non si è mai pentita?

BARBARA ALBERTI BARBARA ALBERTI

Ma per carità: son gli unici che pagano! Sono delle borse di studio incredibili e poi, quando sei lì, ti diverti. Se non mi pagassero non li vedrei.

 

A breve si tornerà alle urne. Già sa cosa votare?

Certo che lo so. Voterò NO e le dirò: è un no, ancor più grande, a Renzi. Berlusconi l’ho odiato con tutte le mie forze, ma Renzi lo detesto ancor di più. Da un avventuriero brianzolo mi aspettavo quel che è accaduto, ma da Renzi, no. Poi, a dirla tutta, non mi piacciono neanche tutte queste false primine della classe di cui si circonda. Preferivo persino le mercenarie dell’epoca berlusconiana. Ce n’è solo una che mi è simpatica, nonostante tutte le stupidaggini che fa e che dice.

 

La Boschi?

Spero stia scherzando. Mi riferisco alla Lorenzin. La Boschi, quando dice che se votiamo NO siamo come quelli di CasaPound, mi fa impazzire. Che stia zitta.

 

Certo è che il NO fa un po’ leghista, non trova?

BARBARA ALBERTIBARBARA ALBERTI

Col cavolo! La Lega la pensi come vuole, ma votare No non deve passare come un ricatto.

 

Questo è un referendum confermativo. Non le sembra ingiusto nei confronti degli altri, come quello del 2005 sulla fecondazione assistita?

E’ una sòla pazzesca questo referendum. Nessun referendum è mai stato confermativo, mentre questo sì. Ma ci rendiamo conto di cosa stanno facendo? Questa è una dittatura morbida, che sta diventando davvero insostenibile.

 

Lei vive a Roma. Come giudica l’operato della Raggi?

L’ho votata e le dirò: mi sparerei in testa! Non si poteva votare il PD, visti i danni passati, ma che fosse peggio non se l’aspettava nessuno. Io, a Roma, mi sposto con i mezzi pubblici, ma non essendoci mezzi mi trovo costretta a chiamare i taxi i quali, a loro volta, non ci sono perché sono stracarichi di lavoro. È diventato faticoso vivere in questa città. Non ero così sicura di Virginia Raggi, ma speravo che qualcuno la indirizzasse meglio, invece niente da fare. Che facesse almeno una cosa. Una.

VIRGINIA RAGGI E MARIA ELENA BOSCHIVIRGINIA RAGGI E MARIA ELENA BOSCHI

 

Tipo?

Che ridipinga le strisce pedonali, ad esempio. Sono tutte scolorite.

 

Continua da anni a rispondere alle domande delle donne su Gioia. Perché avere una rubrica sempre aperta con l’universo femminile?

Pensi che più lo faccio e meno mi capisco. Le donne parlano. Raccontano i cazzi loro. Le donne lottano per essere infelici. Le donne ridono. Il mondo non finirà mai perché le donne lo raccontano.

 

matteo renzi e berlusconi 0aa87941matteo renzi e berlusconi 0aa87941

Ne ha mai conosciuta qualcuna?

I primi tempi ero molto incosciente. Le facevo entrare tutte in casa ogni qual volta che mi manifestavano il desiderio d’incontrarmi. Poi, man mano, mi sono risparmiata. Una volta arrivò a casa mia una pazza, di circa sessant’anni, tradita dal marito con una ragazzina più piccola. Lei lo rivoleva di prepotenza e voleva che io lo convincessi. Un’altra volta, invece, arrivò una donna bellissima, grande anche lei, che si stava distruggendo con le lamette dopo esser stata lasciata da un uomo molto più giovane, con il quale condivideva solo il letto.

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