jordan bardella e maria carolina di borbone al gp di monaco

CIAO POVERI! - SONO FINITI I TEMPI IN CUI JORDAN BARDELLA PROMETTEVA DI COMBATTERE LE ELITE: IL GALLETTO COCCODÈ DEL RASSEMBLEMENT NATIONAL HA CAPITO CHE SE VUOLE ANDARE ALL'ELISEO DEVE ACCREDITARSI NEI SALOTTI BUONI FRANCESI. COME? GRAZIE ALLA SUA RELAZIONE CON LA PRINCIPESSA ITALIANA MARIA CAROLINA DI BORBONE! - CON IL SUO TITOLO REALE, CONOSCENZE NEL JET SET PARIGINO E UN PATRIMONIO DA PIÙ DI 130 MILIONI DI EURO, LA NOBILE SPIANA LA STRADA AL SUO COMPAGNO. BARDELLA RISCHIA DI PERDERE IL VOTO DEL SUO ZOCCOLO DURO: È DIFFICILE CHE L'ELETTORATO LEPENIANO ANTI-ESTABLISHMENT VADA ALLE URNE A VOTARE UNO CHE BEVE CHAMPAGNE AL GP DI MONACO MENTRE IN FRANCIA NON SI PARLAVA D'ALTRO CHE DELLO STUPRO E OMICIDIO DI UNA BIMBA DI 11 ANNI...

Traduzione di un estratto dell’articolo di Marion Solletty per www.politico.eu

 

maria carolina di borbone alla premier di bridgerton 2026

Un titolo reale. Uno stile di vita da jet set. Un patrimonio offshore da molti milioni di euro. La relazione scintillante tra il leader dell’estrema destra francese Jordan Bardella e una principessa italiana ha offerto ai suoi critici un argomento d’attacco irresistibile: il campione del ceto lavoratore del Rassemblement National si starebbe avvicinando pericolosamente proprio a quell’élite che il suo partito sostiene di voler combattere.

 

La relazione tra Bardella e Maria Carolina di Borbone delle Due Sicilie, aristocratica, mondana e influencer, è diventata un problema politico per un partito che da tempo si presenta come la voce dei francesi comuni contro i ricchi e i potenti.

 

Carolina di Borbone9

Ancora più preoccupante per i sostenitori di Bardella, la relazione ha contribuito al suo primo passo falso davanti alle telecamere dopo mesi: un raro scivolone per un leader noto per la sua disciplina mediatica e per un’immagine pubblica rigidamente controllata.

 

Il rischio è emerso con evidenza all’inizio di giugno, quando Bardella è stato ripreso al Gran Premio di Monaco mentre sorseggiava drink e rideva con ospiti Vip accanto alla sua compagna, mentre la Francia era sconvolta dallo stupro e dall’omicidio di una bambina di 11 anni. [...]

 

Pur avendo anche ricordato che la famiglia della vittima aveva espresso il desiderio che i politici non partecipassero alla manifestazione, la risposta di Bardella ha provocato titoli ostili che hanno duramente criticato il trentenne eurodeputato dell’estrema destra per la sua presunta mancanza di empatia. [...]

 

Per il momento, l’episodio ha inciso poco sulla posizione di Bardella. Rimane il favorito per il primo turno delle elezioni presidenziali del 2027 e i sondaggi indicano che sarebbe competitivo contro i rivali centristi in un eventuale ballottaggio.

 

Carolina di Borbone7

Ma l’attenzione nei suoi confronti è soltanto all’inizio. Il 7 luglio Bardella saprà se diventerà il candidato presidenziale del Rassemblement National nel caso in cui venga confermato in appello il divieto di candidatura per cinque anni inflitto a Marine Le Pen. Se così fosse, la sua vita privata — e l’immagine proiettata dalla sua compagna — diventeranno parte integrante della prova decisiva per capire se saprà reggere la pressione di una campagna presidenziale.

 

Bardella, tramite il suo team di comunicazione, ha rifiutato di commentare questo articolo. In una precedente intervista a POLITICO aveva respinto l’ipotesi che lei lo accompagnasse nei suoi viaggi politici. «Sentite, lei non fa politica», aveva dichiarato. «Ora è al mio fianco ed è una donna straordinaria. Sono estremamente felice ed estremamente innamorato».

 

Bardella e Maria Carolina hanno ufficializzato la loro relazione ad aprile, comparendo sulla copertina della rivista patinata Paris Match. Ma è stato a Monaco, poche settimane dopo, che la loro storia è passata da argomento di cronaca rosa a problema politico.

 

Jordan Bardella

I due si sono conosciuti nel 2025 durante una precedente edizione dell’evento di Formula Uno, finendo poi al centro di una tempesta mediatica. Per la famiglia Borbone delle Due Sicilie, Monaco è un luogo familiare.

 

L’appartamento che possiedono nel Principato è una delle numerose residenze distribuite tra le destinazioni più esclusive di Francia e Italia. La famiglia possiede un castello a Saint-Tropez, una casa immersa nella campagna provenzale, una villa con una vista spettacolare in Sardegna e un grande appartamento parigino sulla riva opposta della Senna rispetto alla Torre Eiffel, dove può gustare piatti preparati da uno chef napoletano.

 

L’educazione della principessa ventitreenne contrasta nettamente con quella di Bardella, che ha costruito la propria identità politica attorno all’infanzia trascorsa in una famiglia operaia nella periferia di Parigi: una storia che lo ha aiutato a entrare in sintonia con gli elettori delle aree industriali e delle città medie francesi, dove il Rassemblement National supera da anni i partiti centristi in declino.

 

Carolina di Borbone8

Dopo la copertina di Paris Match, Bardella ha perso tre punti in un sondaggio sulla popolarità realizzato dall’istituto francese Odoxa, pur restando il politico più popolare del Paese con il 35 per cento di giudizi positivi.

 

Ciononostante, nel Rassemblement National alcuni hanno liquidato l’idea che la relazione potesse danneggiarlo presso gli elettori. Poco dopo la diffusione della notizia, un altro dirigente del partito aveva osservato che la vicenda poteva essere percepita come «una favola». [...]

 

I francesi sono notoriamente tolleranti nei confronti della vita sentimentale dei propri leader, tradizionalmente considerata un tema sottratto all’interesse della stampa. Nicolas Sarkozy stava affrontando un divorzio molto mediatico quando fu eletto presidente e si risposò rapidamente con la modella Carla Bruni dopo una relazione lampo. Il suo successore, François Hollande, fu sorpreso mentre raggiungeva la sua amante, l’attrice Julie Gayet — oggi sua moglie — sul sellino di uno degli scooter ufficiali della presidenza. [...] 

 

jordan bardella intervistato da politico

Secondo un’analisi di documenti finanziari e atti giudiziari ottenuti dal quotidiano francese Le Monde, Maria Carolina è erede di un patrimonio familiare superiore a 130 milioni di euro detenuto tramite trust offshore. È cresciuta tra Parigi, Roma e Monaco ed è stata istruita da insegnanti privati — fino a dodici contemporaneamente — che viaggiavano spesso insieme alla famiglia, secondo quanto raccontato dalla principessa e da sua sorella.

 

Su Instagram, Maria Carolina pubblica immagini del proprio stile di vita e dei suoi abiti sontuosi. Promuove marchi di lusso e, occasionalmente, mette in evidenza le iniziative benefiche preferite dalla sua famiglia.

 

jordan bardella e maria carolina di borbone al gp di monaco

Interrogata in una trasmissione televisiva dedicata alle famiglie reali sul fatto che lei e la sorella minore fossero «scollegate dalla realtà», Maria Carolina ha risposto: «Non viviamo sulla luna! Siamo privilegiate, sì, ma questo non ci impedisce di voler lavorare, avere i nostri progetti e costruire il nostro futuro.»

 

Una persona che conosce la famiglia e che era stata invitata a una delle feste annuali organizzate a Saint-Tropez ha descritto Maria Carolina come «un po’ nel suo mondo», ma «molto simpatica e alla mano… tutt’altro che stupida». [...]

 

Secondo il primo esponente del Rassemblement National citato in precedenza, ciò che potrebbe danneggiare Bardella è proprio l’ostentazione della ricchezza, respingendo così la narrazione della «favola».

 

Carolina di Borbone6

Il patrimonio personale di Bardella è molto più modesto, anche se è aumentato grazie ai diritti d’autore dei suoi libri: oltre 700.000 euro a luglio dello scorso anno, secondo la sua dichiarazione patrimoniale al Parlamento europeo.

 

«Non riesco a vedere i vantaggi, vedo gli svantaggi», ha affermato il primo dirigente del Rassemblement National. «Viviamo in una società che non ama il bling-bling.» 

Il contrasto è particolarmente evidente se confrontato con molti elettori del Rassemblement National. Il partito ottiene risultati eccezionalmente elevati tra gli elettori delle classi lavoratrici a basso reddito, raccogliendo il 56 per cento delle intenzioni di voto al primo turno nello stesso sondaggio Ifop: 20 punti in più rispetto al suo consenso nell’insieme della popolazione.

 

L’occasione non è sfuggita agli avversari di sinistra del partito, che competono per lo stesso elettorato e hanno attaccato Bardella per il suo legame con la nobiltà. «Non giudico la relazione, ma credo che Jordan Bardella rappresenti una svolta politica e ideologica all’interno dell’estrema destra francese, una svolta ultraliberale», ha dichiarato Paul Vannier, deputato del partito della sinistra radicale La France Insoumise.

maria carolina di borbone e jordan bardella al gp di monaco

«Le scelte che ha deciso di rendere pubbliche non sono più private», ha aggiunto Vannier. «Frequentare una principessa, partecipare a eventi del jet set internazionale. Sono un messaggio politico.»

 

La stessa Marine Le Pen ha fatto per anni del contrasto al grande capitale uno dei suoi temi centrali, attaccando le élite globali che si incontrano in luoghi come Davos, mentre conquistava il consenso degli elettori colpiti dalla chiusura delle fabbriche e dagli effetti della globalizzazione nelle regioni industriali francesi.

 

Carolina di Borbone1

La scorsa settimana il deputato Jean-Philippe Tanguy — uno dei più stretti collaboratori di Le Pen — ha ricordato ai giornalisti uno dei suoi slogan storici durante una conferenza stampa dedicata al programma del partito sul cambiamento climatico, di cui il Rassemblement National attribuisce la responsabilità alle élite al potere.

 

Le Pen ha parlato di «due tipi di totalitarismo», ha detto Tanguy. «Il totalitarismo islamista e il totalitarismo del denaro come potere dominante, il denaro a ogni costo.» [...] 

 

L’albero genealogico di Maria Carolina la collega direttamente a Luigi XIV, il «Re Sole» del XVII secolo, anche se la rivendicazione dinastica più vicina della sua famiglia riguarda l’ex Regno delle Due Sicilie, comprendente la Sicilia e la parte meridionale della penisola italiana.

 

Interrogato dalla televisione francese sulla possibilità di avere una Borbone come first lady, Bardella ha fatto ricorso a quella che è diventata la sua risposta abituale sulla relazione: non si tratta di denaro, di potere o di politica, ma di qualcosa di molto più personale.

Carolina di Borbone3

 

«Prima ancora di essere un simbolo di altissimo livello per ogni amante della storia francese, è innanzitutto la persona che amo», ha dichiarato. «Sono estremamente orgoglioso di lei e spero che i francesi abbiano l’opportunità di scoprirla e di conoscerla.»

jordan bardella e maria carolina di borbone al gp di monaco Carolina di Borbone4

Ultimi Dagoreport

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”