beatrice venezi

BEATRICE VENEZI ANCHE DA “TROMBATA” RIESCE A METTERE IN IMBARAZZO IL GOVERNO – LA “BACCHETTA NERA” ANNUNCIA, IN UN’INTERVISTA CHILOMETRICA ALL’ADNKRONOS, CHE DOPO LA MANCATA NOMINA ALLA FENICE DI VENEZIA ANDRÀ A LAVORARE IN RUSSIA, PAESE CARO ANCHE AL SUO AMICO INTIMO PIETRANGELO BUTTAFUOCO: “SONO MOLTO CONTENTA E STO ANCHE STUDIANDO IL RUSSO CON GRANDE IMPEGNO. ANDRÒ ANCHE IN GEORGIA, SIA AD AGOSTO SIA A SETTEMBRE” – IL RESTO DEL PIPPARDONE LO DEDICA A FRIGNARE PER IL TRATTAMENTO RICEVUTO A VENEZIA, CON LA SOLITA SCUSA DELLA QUESTIONE “GENERAZIONALE E DI GENERE” (A BEATRI’, IL PROBLEMA NON ERA CHE ERI DONNA E GIOVANE, MA CHE NON ERI CONSIDERATA ALL’ALTEZZA). MA AMMETTE UN ERRORE: “IL PROBLEMA PRINCIPALE È STATO CHE MI SIA ESPOSTA POLITICAMENTE”. PIÙ CHE ESPOSTA, IL PROBLEMA È CHE LA POLITICA TI SPINGEVA…

Paolo Martini per Adnkronos

 

beatrice venezi

''Vorrei dimenticare Venezia. Nel senso che sono proiettata a costruire, non a distruggere. Sono sempre stata così, indipendentemente dalla vicenda veneziana''. È da queste parole che Beatrice Venezi sceglie di ripartire per raccontare all'Adnkronos il momento professionale e umano che sta attraversando.

 

La direttrice d'orchestra ha rilasciato la sua prima ampia intervista sulla vicenda legata alla Fondazione Teatro La Fenice in occasione della cena di gala organizzata in suo onore dall'imprenditrice vinicola Maria Caterina Dei nella sede dell'azienda di famiglia a Montepulciano (Siena), nel cuore del territorio del Vino Nobile.

 

In un contesto lontano dalle tensioni che hanno accompagnato i mesi veneziani, Venezi ripercorre la controversa stagione iniziata con la designazione a direttore musicale del teatro veneziano, comunicata il 22 settembre 2025 dal sovrintendente Nicola Colabianchi, seguita dalle contestazioni interne, dallo stato di agitazione dell'orchestra e del coro, dai cortei di protesta, dagli scioperi, dai volantinaggi fino alla comunicazione del 26 aprile con cui la Fondazione ha interrotto ogni collaborazione.

 

pietrangelo buttafuoco beatrice venezi

Una vicenda che ha chiuso il rapporto professionale con il teatro veneziano, ma che resta ancora aperta sul piano giudiziario. ''Ho fiducia nella magistratura. Sono sicura che anche questa vicenda legale potrà contribuire a rendermi giustizia nella verità'', afferma la direttrice, spiegando di voler ora concentrare le proprie energie sui nuovi progetti artistici internazionali, dagli impegni in Russia e Georgia ai nuovi lavori editoriali, senza rinunciare a difendere le proprie ragioni nelle sedi competenti.

 

Tra bilanci personali, autocritica e prospettive future, Venezi racconta ad Adnkronos il significato di una fase che definisce ''complessa e dolorosa'', ma dalla quale sostiene di essere uscita con ''una rinnovata consapevolezza'' di sé, della propria forza e della propria ''capacità di affrontare le difficoltà''.

 

beatrice venezi 14

La parola che più ricorre nel racconto di Beatrice Venezi è ''costruzione''. ''Non è soltanto una scelta lessicale'', ma il filo conduttore con cui la direttrice d'orchestra prova a definire la fase attuale della propria carriera. Dopo mesi segnati dal confronto pubblico sulla vicenda veneziana, il suo sguardo è ''rivolto soprattutto ai nuovi impegni, ai progetti internazionali'' e a un percorso artistico che, nelle sue intenzioni, deve ripartire dalla musica.

 

''In questo momento mi sto concentrando su altri progetti, principalmente all'estero'', racconta Venezi. ''Sono molto felice di poter dire che tornerò in Russia, in un contesto molto particolare come quello di Novosibirsk, che mi viene descritta come una nuova capitale culturale del Paese.

 

lancio di volantini alla fenice di venezia contro la nomina di beatrice venezi 1

Ovviamente Mosca e San Pietroburgo mantengono il loro valore e la loro centralità nella storia culturale russa, ma c'è un fermento straordinario anche in altre realtà''. Un ritorno che per la direttrice rappresenta una nuova sfida professionale e culturale. A Novosibirsk, infatti, è previsto in autunno il suo debutto alla guida de 'La Traviata' di Giuseppe Verdi, un titolo simbolo del repertorio operistico italiano.

 

''Sono molto contenta di questa opportunità. Sto anche studiando il russo con grande impegno perché credo che arrivare in un Paese conoscendone la lingua significhi entrare più profondamente nella cultura e nel rapporto con le persone con cui si lavora''. Accanto all'appuntamento russo, Venezi conferma anche il legame con la Georgia, dove tornerà per un festival al quale partecipa ormai da diversi anni: ''Andrò sia ad agosto sia a settembre, con diversi concerti. Sono realtà artistiche che mi stanno dando molto e che rappresentano una parte importante del mio percorso''.

 

beatrice venezi giorgia meloni

Ma il nuovo capitolo professionale non passa soltanto dal podio. La direttrice racconta infatti di essere impegnata anche nella scrittura: ''Sto scrivendo due libri contemporaneamente, e ho aperto un blog sul mio sito web. È un lavoro molto intenso, ma sento il bisogno di raccontare e approfondire alcune riflessioni maturate in questi anni''. Poi torna per un momento alla vicenda veneziana, quasi a segnare una linea di confine tra ciò che è stato e ciò che sarà: ''Credo di aver già pagato abbastanza tutta questa faccenda. Vorrei passare oltre.

 

beatrice venezi rinascimenti segreti 3

Questo non significa dimenticare ciò che è accaduto, perché naturalmente ci sono ancora aspetti che dovranno essere affrontati nelle sedi opportune, ma significa non rimanere prigioniera di una vicenda''. La vicenda veneziana, però, non è soltanto un capitolo professionale.

 

Nel racconto di Beatrice Venezi diventa anche un passaggio personale, un'esperienza che, nelle sue parole, ha modificato il modo di guardare alle persone, alle dinamiche del mondo culturale e alla propria capacità di affrontare le difficoltà.

 

BEATRICE VENEZI E BIANCA GUACCERO - VIVA PUCCINI

Alla domanda su quale insegnamento le abbia lasciato una storia così lunga e complessa, la direttrice d'orchestra risponde con una riflessione che sintetizza mesi di confronto pubblico: ''Che nulla è come appare, tanto per cominciare. Forse lo sapevo già prima, ma questa vicenda mi ha aperto ulteriormente gli occhi''.

 

Beatrice Venezi non nasconde di aver maturato anche una forma di autocritica rispetto a come sono state affrontate alcune fasi della vicenda Fenice: ''So che sono stati fatti tanti errori da parte di tutti. Non lo nego. Se tornassi indietro sicuramente affronterei le cose in modo diverso, oppure forse non le affronterei proprio. Mi tirerei indietro quando avvertissi il primo segnale di pericolo''.

 

beatrice venezi pietrangelo buttafuoco

È una riflessione che arriva dopo mesi in cui la sua figura è stata al centro di un acceso dibattito pubblico. La direttrice racconta di essersi trovata in una situazione nella quale, a suo giudizio, le indicazioni ricevute dalle istituzioni che l'avevano sostenuta l'avevano portata a scegliere la strada della resistenza: ''Quando ti dicono 'continua, resisti, resisti, resisti', e te lo dice il sindaco, te lo dice il sovrintendente, te lo dice il ministro della Cultura, te lo dicono tutti i referenti possibili e immaginabili, una persona pensa: 'va bene, allora andiamo avanti, perché evidentemente qualcosa succederà'''.

 

Un passaggio nel quale Venezi riconosce però anche la complessità delle decisioni prese in quei mesi: ''Con il senno di poi si possono leggere le situazioni diversamente. Ma quando vivi una fase del genere, quando hai davanti persone che ti chiedono di non mollare, pensi che quella fiducia abbia un significato concreto''.

 

beatrice venezi

Oggi, racconta Beatrice Venezi, prevale una sensazione diversa: quella della consapevolezza. ''In questo momento ho una grande serenità. Non è stato semplice e non lo è stato trovarsi nella situazione in cui mi sono trovata, ma credo che un'altra persona probabilmente ne sarebbe uscita annichilita''.

 

Secondo Venezi, uno degli elementi che le hanno permesso di affrontare quei mesi è stata la scoperta di una forza interiore che prima non aveva pienamente riconosciuto: ''Ho sviluppato una consapevolezza di me stessa, della mia capacità di leggere le situazioni e anche della mia resilienza. Sono caratteristiche che prima forse non conoscevo fino in fondo e di cui oggi invece sono perfettamente consapevole. Sono una grande forza per andare avanti''.

 

Nel ripercorrere i mesi più difficili, Venezi individua un aspetto che, più delle critiche professionali, sostiene di aver vissuto con maggiore sofferenza: il modo in cui il confronto pubblico si è sviluppato intorno alla sua persona. ''Mi sono sentita ferita da tutto. Dalla ferocia con cui si è cercato non soltanto di contestare una nomina, ma di colpire la persona oltre alla professionista''.

 

articolo del quotidiano argentino la nation su beatrice venezi

Una distinzione che per la direttrice è fondamentale: ''Sono due cose diverse. Le responsabilità di una nomina ricadono su chi nomina e non su chi viene nominato''. Nel suo racconto emerge soprattutto il peso umano della dimensione mediatica della vicenda: ''Vedere tante cose scritte sul mio conto, vedere affermazioni false, è stato doloroso.

 

Al di là delle offese sui social, che pure ci sono state, quello che mi ha colpito è la ferocia delle persone e mi sono interrogata sul motivo per cui certe reazioni arrivino a livelli così estremi''. La direttrice richiama anche il ruolo dei social network nel dibattito contemporaneo: ''I social sono diventati una nuova agorà, una nuova piazza pubblica. Sono luoghi nei quali spesso trovano sfogo frustrazioni e contrapposizioni che forse nella vita reale non avrebbero lo stesso spazio''.

 

venezia, musicisti protestano contro la nomina di beatrice venezi al teatro la fenice foto lapresse 3

Secondo Venezi, una parte delle critiche ricevute sarebbe stata influenzata anche da elementi esterni alla valutazione strettamente artistica: ''Credo che ci siano state diverse componenti. Sicuramente una componente ideologica e politica, che considero evidente. E credo anche una questione generazionale, che non è secondaria''. Nel suo ragionamento emerge poi un tema che la direttrice considera centrale: il rapporto tra tradizione culturale e apertura verso nuovi pubblici.

 

''Quando qualcuno prova ad allargare il pubblico della musica classica, a portare questa grande bellezza fuori da un circuito ristretto, inevitabilmente può creare delle reazioni. Perché significa mettere in discussione equilibri consolidati e aprire nuovi percorsi''.

 

[…]

 

beatrice venezi 16 copia

Secondo la direttrice d'orchestra, ''le critiche ricevute, non essendoci stata alcuna prova musicale concreta con l'orchestra, sarebbero state influenzate da elementi esterni alla valutazione strettamente artistica'', e anche dal suo coinvolgimento nel dibattito pubblico: ''Credo che ci siano state diverse componenti. Sicuramente una componente ideologica e politica, che considero evidente.

 

E credo anche una questione generazionale e di genere, che non è secondaria: sarei stata, infatti, la prima donna a ricoprire quel ruolo nei duecentotrentaquattro anni di storia del Teatro La Fenice. Credo nel teatro come luogo di circolazione delle idee, e io di idee innovative ne avevo molte per quel luogo. Un peccato non averle potute realizzare, ma sto comunque lavorando per poterle sviluppare altrove. Credo che il problema principale sia stato il fatto che io mi sia esposta politicamente. Lo riconosco: probabilmente è stato un errore''.

 

beatrice venezi 5

È uno dei passaggi più personali dell'intervista all'Adnkronos. Venezi racconta quella scelta come il risultato di un entusiasmo giovanile e della convinzione che fosse possibile partecipare al confronto pubblico mantenendo intatta la propria autonomia artistica: ''Ero spinta dall'idea che si potesse cambiare lo status quo, che si potesse entrare in una fase diversa, in cui chiunque avesse un'idea potesse esprimerla liberamente. Mi sono illusa che fosse possibile farlo senza conseguenze''.

 

Oggi, con il distacco maturato dopo quella esperienza, la direttrice ammette che rifarebbe alcune scelte in modo diverso: ''Se tornassi indietro probabilmente terrei per me alcune convinzioni personali. Resterei più nel mio ambito musicale.

 

È un errore che forse si commette quando si è più giovani: pensare che ogni spazio pubblico possa essere attraversato senza che questo condizioni il modo in cui gli altri ti guardano''. Una riflessione che però non significa rinnegare il proprio percorso: ''Le idee fanno parte delle persone. Ma ho capito che, soprattutto in determinati ambienti, l'esposizione pubblica può diventare un elemento che modifica completamente il modo in cui viene interpretato tutto quello che fai.

 

beatrice venezi

Ringrazio le tantissime persone che mi hanno sostenuta e continuano a farlo, con affetto e stima, il loro sostegno mi ha ricordato, ogni giorno, perché faccio questo mestiere: avevo resistito anche per loro, e anche per loro, non mi fermerò. Sono il mio pubblico: non è soltanto chi riempie una sala, è la ragione per cui continuo a salire sul podio''.

 

[…]  È questa, alla fine, la prospettiva con cui Beatrice Venezi guarda al dopo Venezia: non una fuga dal passato, ma la volontà di trasformare un'esperienza difficile in una nuova fase creativa. "Io sono sempre stata orientata alla costruzione. La musica è questo: creare qualcosa che rimane, mettere insieme persone, energie e idee. È quello che voglio continuare a fare".

beatrice venezi 11lancio di volantini alla fenice di venezia contro la nomina di beatrice venezi 7beatrice venezi 2beatrice venezilancio di volantini alla fenice di venezia contro la nomina di beatrice venezi 4michele mariotti al concerto di capodanno al teatro la fenice di venezia - spilla contro beatrice venezi protesta dei musicisti contro beatrice venezi alla fenice di venezia. 2beatrice venezi presenta la sua Carmen al teatro Verdi di Pisastefano pontecorvo beatrice venezi davide oldani foto di baccobeatrice venezi 12beatrice venezi 6

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