“SMETTIAMOLA DI TENERE IN PRIMA PAGINA CERNOBBIO. IL 5% DEL PIL AL RIARMO? NO, I 20 MILIARDI SERVONO ALLA SANITA’” - BERSANI PUNGE DEM E CAMPO LARGO: "BASTA ESSERE SPAVENTATI. FACCIAMO UN PROGRAMMA, MA NON UN LIBRONE. E POI POSSIAMO FARE LE PRIMARIE, SECONDARIE, TERZIARIE, UN TAVOLINO DI LEGNO… - LE PRIORITÀ SONO I GIOVANI E IL LAVORO. PRENDEREI I SOLDI DEL PONTE SULLO STRETTO PER FARE UN PIANO CASA. E TIREREI FUORI UN PUNTO CHE AVEVO GIÀ PRONTO, E CHE AVREI INFILATO NEL PRIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI NEL CASO FOSSI DIVENTATO PREMIER: LO IUS SOLI. NON È TEMPO DI PETTINARE LE BAMBOLE..."
Giulia Ricci per “La Stampa” - Estratti
«Andiamo dritti ai problemi della gente. Smettiamola di tenere in prima pagina Cernobbio, per favore. Il 5% del Pil al riarmo? No grazie».
La stoccata dell'ex segretario Pier Luigi Bersani è diretta. A volerla vedere con il suo sguardo, tranquillo e sagace, se non è una stoccata è almeno un consiglio al proprio partito, alla segretaria Elly Schlein, a tutto il campo largo. E arriva dal palco della Festa dell'Unità di Torino, lì dove l'attuale leader ha scelto di non andare, accolto da un bagno di folla e un calore quasi inaspettato per la città sabauda.
Mentre la destra allunga ombre sempre più scure sull'Europa e le elezioni Politiche si avvicinano, bisognerebbe mettere da parte la grande finanza del Forum Ambrosetti e concentrarsi sulle questioni vicine alle persone: «Basta essere spaventati. Bisogna dare uno sguardo, finalmente, alla forza enorme delle culture umanistiche, democratiche, liberali che ci sono. Bisogna risvegliarle».
PIERLUIGI BERSANI ELLY SCHLEIN PASQUALE TRIDICO
Lo sguardo è ai risultati di AfD in Sassonia: «Anche nella regione più nera d'Europa, perbacco, comunque il 56% della gente non era d'accordo. Ecco, vorrei che partissimo da lì, e che questa grande area di sensibilità, di valore, si prendesse le responsabilità e capisse che è ora di parlare direttamente ai bisogni reali della vita, reali della gente».
Sul continuo aggrovigliarsi del campo largo intorno al tema delle primarie, risponde con una punta di ironia. Ma, anche qui, lancia un messaggio chiaro: «Facciamo un programma, ma non un librone, dieci punti che vanno dritti al cuore dell'esistenza delle persone. Il giorno dopo, se questo si fa insieme, si sdrammatizza tutto. E poi possiamo fare le primarie, secondarie, terziarie, un tavolino di legno...». Le sue metafore sono diventate iconiche, e Bersani non riesce a farne a meno. Lo ribadisce, «non è tempo di pettinare le bambole».
Rispondendo alla domanda «cosa farebbe se domani fosse il presidente del Consiglio dei ministri», delinea una buona parte di programma elettorale: «Salterei addosso al mercato del lavoro: i giovani vanno pagati quando sono giovani. Chiamerei gruppi di avvocati per capire come evitare di pagare la penale e prendere i soldi del Ponte sullo Stretto per fare un piano casa. Direi ben chiaro alla Nato che il 5% del Pil al riarmo no, 20 miliardi servono alla sanità. E tirerei fuori un punto che avevo già pronto, che avrei infilato nel primo Consiglio dei ministri: lo ius soli».
bersani schlein
PIERLUIGI BERSANI ELLY SCHLEIN
BERSANI SCHLEIN A SULMONA

