beppe grillo mao tse tung cina

GRILLO ALLA PECHINESE – SUL BLOG DI BEPPE-MAO TRONEGGIA L’ENNESIMA INVETTIVA ANTI-AMERICANA E FILO-CINESE DEL PROFESSOR FABIO MASSIMO PARENTI SUL 5G – SECONDO IL PROFESSORE, LO STESSO CHE NEGA IL MASSACRO DEGLI UIGURI NELLO XINJIANG, PER IL 5G DOVREMMO TENERE HUAWEI E CACCIARE I NOSTRI ALLEATI AMERICANI – GUARDA CASO, IL POST ARRIVA IL GIORNO DOPO L’INCONTRO TRA DI MAIO E WANG YI…

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio

Francesco Bechis per www.formiche.net

 

 

A volte ritornano. Beppe Grillo reindossa il vestito cinese e sul suo blog pubblica un’invettiva antiamericana intitolata così: “Cina-Ue-Italia: contenere l’irresponsabilità statunitense”.

 

La firma una vecchia conoscenza del blog: il prof. Fabio Massimo Parenti, dell’Istituto internazionale Lorenzo De’ Medici a Firenze. Un titolare assoluto quando bisogna sparare a salve contro Washington DC.

Beppe Grillo con l ambasciatore cinese Li Junhua

 

Il canovaccio è tale e quale quello presentato dalla stampa del Partito comunista cinese per commentare l’incontro a Roma fra i ministri degli Esteri Luigi Di Maio e Wang Yi: Cina, Italia e Ue devono rafforzare il “multilateralismo” contro l’”unilateralismo” di Donald Trump.

 

Non è un caso: Parenti è una firma assidua non solo del blog di Grillo, ma anche del Global Times, agguerrito megafono anglofono del Pcc. L’intervento italiano rispetta e rispecchia dunque una linea ben precisa.

articolo anti usa di fabio massimo parenti sul blog di beppe grillo

 

“Dall’Italia alla Germania, l’obiettivo di questi incontri è rafforzare i meccanismi di cooperazione tra i due spazi chiave del continente eurasiatico e promuovere il multilateralismo, messo sotto stress dalle azioni irresponsabili dell’amministrazione statunitense”, dice il professore.

 

L’analisi prosegue con una lunga, interminabile apologia della Città Proibita e una altrettanto lunga giaculatoria contro il protezionismo made in Usa da cui l’Italia dovrebbe prendere le distanze, a partire proprio dal vertice Di Maio-Wang a Villa Madama.

 

Luigi Di Maio e Wang Ji

Il governo italiano, dice il tandem Parenti-Grillo, non può bandire Huawei e le altre aziende cinesi dalla rete 5G. Punto. Gli viene sì riconosciuto “il diritto di monitorare le attività strategiche”, non quello di tenere fuori dalla rete le compagnie cinesi vicine al governo “se non vuole restare indietro”. Anche perché, “per quanto ne sappiamo, le tecnologie cinesi potrebbero essere più sicure di quelle esistenti”.

 

FABIO MASSIMO PARENTI

Non solo i cinesi devono restare dentro, prosegue la linea Grillo, ma gli americani devono starne alla larga. “Le reti statunitensi e le società statunitensi hanno spiato costantemente il mondo intero – scrive Parenti – gli operatori, le app, i cloud e le reti controllate da società degli Stati Uniti non sono sicure, sono vulnerabili e sono politicamente collegate al governo degli Stati Uniti ed ai suoi interessi particolari”.

HUAWEI

 

Insomma, Usa stay away, tuona Grillo dal suo blog. Con un post (ripubblicato sulla sua pagina Facebook) che non suona proprio come un assist a Di Maio. Anzi, semmai fa da controcanto al modo in cui ha gestito la visita.

DAVIDE CASALEGGIO HUAWEI

 

Il ministro ha incassato applausi trasversali (opposizioni incluse) per aver battuto un colpo su Hong Kong e 5G. E ha ribadito la differenza fra alleati (Usa) e partner commerciali (Cina), spiegando a Wang che “la collocazione internazionale dell’Italia è ben chiara a tutti”. Il tempismo dell’affondo del blog grillino, a soli due giorni dal vis a vis, non sembra casuale.

 

Il ministro cinese, tra l’altro, è ora in pieno tour europeo fra Olanda, Norvegia, Francia e Germania, nella speranza di strappare una photo-opportunity più serena di quella a Villa Madama. Per sua fortuna ci ha pensato Grillo a pareggiare i conti in casa.

 

LUIGI DI MAIO INCONTRA BEPPE GRILLO A ROMA 2

Certo l’episodio non passerà inosservato all’estero, ancora una volta. Come sulla partita della rete unica, anche qui la domanda che si pongono le cancellerie occidentali è: la linea Grillo coincide o no con la linea Conte? Non è un mistero che il guru dei Cinque Stelle sia il più strenuo avvocato e sponsor del presidente.

 

Il Pd, da parte sua, ha messo in chiaro le cose. Non più solo con il lavoro di ricamo dei ministri Lorenzo Guerini e Vincenzo Amendola. Anche l’intervento di Roberto Gualtieri a favore del fondo americano Kkr così come il pressing di esponenti dem come Enrico Borghi e Alberto Pagani segnalano una presa di posizione netta. È la stessa di Palazzo Chigi?

LUIGI DI MAIO WANG YIL'ARTICOLO PRO CINA E ANTI USA DI FABIO MASSIMO PARENTI SUL BLOG DI BEPPE GRILLO

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“