DRAGHI DA RIMETTERE IN GABBIA – UNA FRONDA DI ALMENO 10 GOVERNATORI SU 24 SI AGITA CONTRO IL CAPO ITALIANO DELLA BCE – SOTTO ACCUSA GLI STIMOLI MONETARI ALL’ECONOMIA, MA ANCHE LO STILE: “ALLE RIUNIONI STA LÌ CON TRE CELLULARI SUL TAVOLO, SCRIVE SMS O ESCE PER TELEFONARE”

Andrea Tarquini per “la Repubblica

 

Parte la congiura degli ortodossi rigoristi contro Mario Draghi, dall’interno della Bce.

MARIO DRAGHIMARIO DRAGHI

Molti governatori delle banche centrali nazionali dell’eurozona, scrive l’agenzia di stampa britannica Reuters in un servizio esclusivo, sono in rivolta contro lo stile troppo personale e accentratore del presidente della Eurotower. E dietro questa critica, si cela appena il loro no all’intenzione di Draghi di condurre una politica monetaria più attiva dell’Istituto centrale dell’euro.

 

Già stamane all’incontro informale, poi domani al board della Bce, è possibile che la contestazione emerga. Almeno dieci dei 24 membri del consiglio, gli stessi che attaccano lo stile di governo di Draghi, sono contro le sue scelte-cardine: il quantitative easing, fino all’acquisto in casi estremi di titoli sovrani, se l’inflazione continuerà a cadere e la congiuntura frenerà ancora, così come l’acquisto di crediti abs e covered bonds. Le forti riserve di Angela Merkel e ancor più del numero uno della Bundesbank, Jens Weidmann, stanno insomma chiamando a raccolta almeno una minoranza di blocco se non una maggioranza.

 

«Quando Draghi si insediò al posto di Trichet tutti salutammo il suo approccio più informale… ma adesso Mario agisce da solo in modo misterioso, è meno collegiale, i governatori si sentono tenuti all’oscuro, fuori dal centro decisionale. Jean-Claude comunicava di più», dicono alte fonti anonime.

Jens Weidmann Jens Weidmann

 

Non sono solo critiche di stile: non va giù che Draghi abbia deciso, indicando cifre, aumenti di bilancio della Bce. «Ha creato proprio le aspettative nei mercati che noi volevamo evitare, parlando di un aumento di bilancio d’un trilione ha fatto terra bruciata alle nostre spalle». Le riserve di Angela Merkel, i suoi inviti vaghi e molto democristiani a Draghi e a Weidmann a parlarsi, hanno rilanciato la contestazione al presidente.

 

EUROTOWER BCEEUROTOWER BCE

Sotto accusa dei governatori nazionali sono tra l’altro il discorso a Jackson Hole in cui Draghi aveva preannunciato ampie “misure non convenzionali” contro deflazione e recessione, e l’annuncio di un aumento di bilancio Bce “vicino alle dimensioni dell’inizio del 2012”. I governatori tuonano: «Avevamo raggiunto con lui un accordo, di non parlare di cifre, il suo riferimento al bilancio 2012 ha irritato molti di noi».

 

Sono obiezioni pericolose per “Supermario”, perché coincidono con quelle della Bundesbank. E alcuni governatori aggiungono: «Se andiamo avanti così, sarà senza Jens», cioè senza Weidmann, presidente di Buba. Poi seguono attacchi allo stile: «Alle riunioni sta lì con tre cellulari sul tavolo, spesso scrive sms o esce per parlare sul cell». Gli oppositori sono numerosi: i governatori tedesco, olandese, lussemburghese, èstone, lèttone, e (pare) slovacco, sloveno, austriaco. Tutti di “scuola” tedesca. Non a caso ieri proprio l’austriaco Ewald Nowotny ha ammonito che non ci saranno acquisti di titoli sovrani prima dell’anno prossimo, e «devono essere proporzionali ai contributi di ogni paese al bilancio Bce», cioè privilegiare acquisti di bund tedeschi.

 

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?