roberto vannacci - meme by 50 sfumature di cattiveria

C'E' UN PROBLEMA NELLA COMUNICAZIONE DI VANNACCI: VUOLE ESSERE "L'UOMO FORTE" E PASSA PER "L'OMO FORTISSIMO" - IL GENERALE USA UN LINGUAGGIO MILITARESCO, GIOCA A PRESENTARSI COME IMPERATORE ROMANO, EVOCA LA "DECIMA MAS" E MOSTRA IL CIONDOLO CON L'ASCIA BIPENNE, SIMBOLO DELLA FORMAZIONE TERRORISTICA "ORDINE NUOVO" - EPPURE LA VESTAGLIETTA MOSTRATA A VIAREGGIO, LE DOMANDE SULLA SUA OMOSESSUALITA' POSTE DA LILLI GRUBER ("E SE SI SCOPRISSE CHE LEI E' GAY?"), LE SIMPATIE DELLA COMUNITA' LGBTQ+ CHE LO HA RIBATTEZZATO "WANNA", HANNO COLORATO DI ROSA L'IMMAGINE DELL'EX PARA'...

Marco Zonetti per Dagospia

 

silvio berlusconi 4

In politica contano due cose: gli argomenti che si usano per convincere gli elettori e il modo con cui si presentano. Il generale Roberto Vannacci, finora, di argomenti ne ha tirati fuori pochi, tra questi la tanto discussa "remigrazione". Ma, contenuti a parte, in cosa il generale si differenzia dagli altri leader di centrodestra?

 

Silvio Berlusconi, il sorridente e carismatico capitano d'industria che ha trasformato gli spettatori delle sue televisioni nel suo bacino elettorale, giocava sul "desiderio" degli italiani di essere come lui, tra ville faraoniche e belle donne.

 

matteo salvini con un amica al mare foto di gente

Berlusconi era il "benefattore", la fata madrina che poteva renderti ricco e farti partecipare al "ballo del principe", anche se solo vicariamente o al di là di uno schermo televisivo. Sempre in doppio petto e con il sorriso smagliante, il Cav si presentava come un personaggio da ammirare, un'aspirazione verso cui tendere. 

 

All'apice della sua parabola politica, Matteo Salvini era invece il leader al quale l'elettore rassomigliava. Non particolarmente prestante né elegante, orgoglioso di non essere granché colto, e comunque non più del suo elettorato di riferimento; addirittura fiero di ostentare la pancia prominente in spiaggia, infischiandone di essere attraente.

 

Anche questa era una brillante strategia comunicativa: Salvini non richiedeva ammirazione da parte del suo pubblico, Salvini lo attirava invece per "rassomiglianza". Più che "l'uomo forte", Salvini era l'uomo medio che faceva la voce forte, che usava un atteggiamento da compagno di bevute, mostrandosi del tutto rassomigliante ai suoi elettori anziché farsi vedere migliore.

 

GIORGIA MELONI - DISCORSO IO SONO UNA DONNA SONO UNA MADRE SONO CRISTIANA

 "Io sono come voi, anzi voi siete addirittura meglio di me" gridavano fra le righe i suoi comizi e i suoi interventi, per molto tempo pilotati dalla Bestia di Luca Morisi.

 

Giorgia Meloni, dal canto suo, è la leader forte che, almeno all'inizio, suscitava la stima generale. "Una fuoriclasse, avercene" disse finanche Concita De Gregorio. La donna piccola piccola dal bel visetto che riesce a diventare la prima Presidente del Consiglio in Italia ed è trattata dagli uomini da pari a pari ai tavoli politici interni e internazionali: un unicum nella storia del nostro Paese.

 

ROBERTO VANNACCI SI TUFFA IL PRIMO GENNAIO A VIAREGGIO

L'"homo novus" Vannacci fa un ulteriore passo avanti e cerca di aderire al prototipo di "uomo forte". Si racconta come prestante e coraggioso soldato, il maschio alfa in divisa (che tanto ricorda il Duce in uniforme). Il vigoroso e prestante pezzo d'uomo che non esita a denudarsi ostentando il nerboruto petto (come Mussolini nelle paludi dell'Agro Pontino); l'uomo d'azione, l'instancabile lavoratore e sportivo. Vedi infatti il triathlon futurista, cosa che a differenza sua né Berlusconi, né Salvini né Meloni avrebbero potuto mai lanciare.

 

lilli gruber ospita vannacci a otto e mezzo

Il "mens sana in corpore sano" tipico del fascismo vede quindi rinascere una nuova primavera in Vannacci, lui sì "uomo forte" almeno dal punto di vista iconografico. Ritrarlo nei video come generale romano non è un caso, bensì una mossa mediatica del tutto pertinente alla sua propaganda politica. E' tutto un evocare: il fascio littorio, la grandezza romana, la gens italica, la purezza imperiale. 

 

Il linguaggio di Vannacci è militaresco: "la guerra si vince con l'acciaio", "dopo la Caporetto che abbiamo vissuto a Montecitorio dove i badogliani hanno sparato alla schiena del proprio schieramento", "ci possiamo irrigidire sul nostro Piave", "porteremo allo scoperto quei vili che si sono nascosti". 

 

roberto vannacci e giorgia meloni video dell account robertus vannaccius

Fin qui, la propaganda marziale di Vannacci a uso e consumo dei fan funziona a meraviglia, ma ben presto appaiono le contraddizioni. La sua mascolinità pervicacemente ostentata e l'ossessione per le tematiche Lgbtq+ finiscono per generare effetti farseschi.

 

Cosa penserebbe un membro della "X Mas" della vestaglietta frou frou sfoggiata dal generale, dopo il tuffo di Capodanno a Viareggio il primo gennaio 2024? Cosa direbbero i camerati del Ventennio della domanda fatta da Lilli Gruber a Vannacci: "E se si scoprisse che lei è gay?".

 

Cosa penserebbero le camicie nere della Marcia su Roma delle simpatie che Vannacci riscuote nella comunità arcobalenato? Del resto, prima di ritrarlo nelle vesti di condottiero della Roma Imperiale, in questi anni l'IA è stata spesso usata per immortalare l'ex parà nei panni di orgoglioso frequentatore del Pride, catafratto nelle imbracature di pelle tipiche della comunità gay leather e S/M.

 

Il nomignolo gayfriendly "Wanna", con cui viene spesso apostrofato Vannacci nella comunità Lgbtq+, mal si sposa con l'idea di virilità.  L'ultimo sfottò, dei tantissimi a suo carico, se l'è meritato riprendendosi in un video con due meloni stretti al petto. I più perfidi hanno insinuato: "Quanto gli piacerebbe avere le tette...". Volersi mostrare "uomo forte" e ritrovarsi "omo fortissimo" è un bel boomerang di comunicazione.

 

E chi vedeva nel generale un difensore della purezza dell'italica stirpe dall'invasione degli stranieri, ha avuto un amaro risveglio: l'uomo che ha fatto della remigrazione il suo cavallo di battaglia, ha una moglie rumena. E lui stesso, da parte della nonna istriana di Pola, è di origini ungheresi.

 

Gli argomenti dell'estrema destra cozzano con la realtà. In Germania, per esempio, i nostalgici neonazi tutti omofobia, xenofobia e famiglia tradizionale inneggiano adoranti alla leader di AFD Alice Wiedel, che è lesbica e madre di due figli adottati con la sua compagna dello Sri Lanka.

 

La stessa battuta di Donald Trump sul "threesome" con i figli maschi se fosse stata fatta da Biden avrebbe scatenato uno tsunami d'indignazione da parte degli stessi MAGA che hanno dovuto ingoiare la battutaccia del loro adorato Donald.

 

Insomma, l'immagine di "uomo forte" che tanto ispira una cospicua fetta dell'elettorato internazionale – e che in Italia ha trovato nuova incarnazione in Roberto Vannacci – si scontra inesorabilmente con una società sempre più complessa e variegata, nella quale il marmo delle certezze viene eroso giornalmente dalle commistioni di etnia, sesso, genere, religione, politica.

SARAH BOSSARD E ALICE WEIDELroberto vannacci con il simbolo di ordine nuovo al collo roberto vannacci con il simbolo di ordine nuovo al collo roberto vannacci con il simbolo di ordine nuovo al collo Roberto Vannacci rilancia sfida a Matteo Renzi sulla maratona 33

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