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CACCIATE LI SORDI! CI SONO TROPPI MOROSI TRA PARLAMENTARI E CONSIGLIERI REGIONALI DI FORZA ITALIA, ARRIVA IL RICHIAMO ALL'ORDINE DEL TESORIERE FABIO ROSCIOLI: “VERSATE MENSILMENTE LA QUOTA DI 900 EURO O NIENTE CANDIDATURA” – SONO PIÙ DI UNA QUINDICINA I PARLAMENTARI CHE NEL 2026 NON HANNO DEPOSITATO NEMMENO UN EURO NELLE CASSE AZZURRE, PER UN TOTALE CHE SUPERA I 60 MILA EURO. LA CLAUSOLA CHE ESENTA DAL VERSAMENTO CHI PORTA UN FINANZIATORE ESTERNO E LA SPIEGAZIONE DEL PORTAVOCE DI FORZA ITALIA RAFFAELE NEVI: “HO PORTATO SOLDI AL PARTITO PER UNA QUOTA NETTAMENTE MAGGIORE A QUELLA CHE AVREI DOVUTO VERSARE". STESSO DISCORSO PER MAURIZIO GASPARRI E PER MARTA FASCINA, CHE LO SCORSO ANNO HA VERSATO 100 MILA EURO…

antonio tajani

Luca Ferrero (ANSA) In una segreteria nazionale che celebra i conti in ordine e persino un "avanzo importante" per Forza Italia, è il tesoriere Fabio Roscioli a mettere sul piatto il caso spinoso dei dirigenti morosi. Ossia, quei parlamentari e consiglieri regionali che non sono in regola con il versamento dei contributi mensili dovuti al partito. Sono più di una quindicina i parlamentari che nel 2026 non hanno depositato nemmeno un euro nelle casse azzurre, per un totale che supera i 60 mila euro. 

 

    La somma non è definitiva e frutto di un calcolo che tiene conto solo dei deputati e senatori che mancano all'appello pubblicato nella sezione 'trasparenza' del sito di FI. Potrebbe salire contando i contributi parziali, ma anche essere rivista in base alle complesse modalità di contribuzione concesse ai forzisti.

 

antonio tajani - fabio roscioli

È forse anche per questo che il tesoriere non ha dato numeri né fatto nomi nella segreteria nazionale riunita mercoledì pomeriggio. Il suo messaggio però è stato chiaro: secondo le regole del partito, chi non è in regola con le quote non ha diritto di ricoprire posizioni dirigenziali e non può essere ricandidato. Un richiamo all'ordine che si affianca all'invito diretto ai componenti della segreteria: "sollecitate parlamentari e consiglieri a versare mensilmente la quota". 

   

Per i rappresentanti locali la somma mensile è di 450 euro e secondo fonti azzurre sarebbero proprio loro i più indisciplinati. Per deputati e senatori, invece, il contributo previsto è di 900 euro. Il partito torna a caldeggiare il versamento mensile, ma nel passato ha lasciato ampia libertà nelle modalità di erogazione: c'è chi sceglie la soluzione bimestrale o trimestrale, e chi addirittura preferisce quella semestrale o annuale. Anche per questo i dati dei contributi pubblicati ad aprile per l'anno 2026 devono considerarsi più che mai provvisori. 

 

antonio tajani Francesco Cannizzaro roberto occhiuto

    Nella lista, tra gli oltre 70 parlamentari azzurri mancherebbero i contributi di più di venti tra deputati e senatori. Anche se da fonti a conoscenza del dossier arrivano le rassicurazioni su diversi big che avrebbero già regolarizzato la loro posizione e quindi andrebbero espunti dai morosi.

 

Tra questi, Marta Fascina, che lo scorso anno ha versato 100 mila euro, ma anche Maurizio Gasparri, Patrizia Marrocco, Nazario Pagano, il portavoce nazionale Raffaele Nevi e il neosindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro. Resterebbero fuori comunque più di 15 parlamentari, da Licia Ronzulli a Mario Occhiuto, passando per De Rosa, Fazzone, Castiglione, Minardo, Orsini, Sala e Squeri. Alcuni dei quali mancano all'appello anche nei dati relativi al 2025. La lista, però, potrebbe ancora variare in base a una clausola concessa dal partito e su cui emergono i dubbi di molti azzurri. È infatti esentato dal versamento totale o parziale delle quote chi porta un finanziatore esterno. Gli assenti nella lista online, dunque, potrebbero essere dovuti anche a questa regola che ricorda la formula del 'porta un amico'. 

RAFFAELE NEVI

 

L'AZIENDA ADOTTA IL PARLAMENTARE FI INVENTA IL SUO FUNDRAISING 

Gabriella Cerami per “la Repubblica”  - Estratti

 

Chi porta un finanziatore può non pagare la quota che deve versare mensilmente al partito. È la regola non scritta che vige in Forza Italia. Così ci sono deputati e senatori che non pagano i 900 euro al mese perché di fatto un'azienda o un imprenditore li versa nelle casse al posto loro sottoforma di finanziamento. 

 

Da quando è stato abolito il finanziamento pubblico, a rimpinguare le casse dei partiti ci pensano i privati, i cittadini e gli stessi eletti. Ma un rapporto così diretto tra parlamentare e finanziatore, al punto da sollevare deputati e senatori dal versare la loro quota, finora non si era sentito mai. 

marina berlusconi tajani

 

Sul sito di Forza Italia ci sono gli elenchi, anno per anno, con i nomi di chi ha versato le quote mensili, di chi ha versato anche il doppio, ad esempio i ministri Anna Maria Bernini e Paolo Zangrillo, mischiati ai privati che finanziano il partito. Invece 16 deputati su 54 e 7 senatori su 20 non figurano nei fogli del 2026. Alcuni sono formalmente morosi e infatti l'avvocato Fabio Roscioli, tesoriere molto vicino alla famiglia Berlusconi, è stato chiaro nei loro riguardi: «Chi non versa non sarà ricandidato». 

maurizio gasparri

 

Ma molti parlamentari azzurri non figurano perché hanno portato finanziatori privati. Lo spiega il portavoce di Forza Italia Raffaele Nevi, anche lui non menzionato nell'elenco: «Non ci sono perché ho portato soldi al partito per una quota nettamente maggiore a quella che avrei dovuto versare. E in Forza Italia funziona così». 

 

Stesso discorso per Maurizio Gasparri: «Essere sgravati dalla quota è anche un incentivo a impegnarsi per portare soldi al partito». L'ex capogruppo del Senato però, ci tiene a precisare, che oltre ad aver portato finanziatori, «ovviamente io conosco più persone rispetto a un giovane eletto», ha anche versato, lo scorso anno, diecimila euro. (...)

licia ronzulli - fabio rosciolimarta fascina tullio ferrante paolo berlusconi piu liberta piu crescita marta fascina tullio ferrante piu liberta piu crescita foto lapresse fabio roscioli

 

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