antonio capuano matteo salvini

“MI MASSACRANO PER SCREDITARE SALVINI. LA STAMPA CON ME HA FATTO UNO SCHIFO. GLI INCONTRI ALL’AMBASCIATA? NON LO SO QUANTI SONO” – “DOMANI” SCODELLA L’INTERVISTA CON ANTONIO CAPUANO, IL MISTERIOSO CONSULENTE DI SALVINI CHE DICE DI NON RICORDARE NEPPURE IL NUMERO DEI SUMMIT DAI RUSSI: “RAZOV? NON CONOSCO NESSUNO. HANNO DETTO CHE ERO NELL’ELENCO DEI CONSULENTI DELL’AMBASCIATA RUSSA. UNO SCHIFO. COSA FACCIO? POI DEVO ANDARE IN TRIBUNALE A DIFENDERMI, NON VOGLIO. FACCIO L’AVVOCATO, PUNTO”. I SOLDI DAL KUWAIT, IL PASSATO “DA MARTIRE” IN FORZA ITALIA E…

Giovanni Tizian E Nello Trocchia per “Domani”

CAPUANO SALVINI

 

«Mi massacrano per screditarlo», « la stampa con me ha fatto uno schifo », «gli incontri all’ambasciata? Non lo so quanti sono». Antonio Capuano nel suo racconto omette molte cose e indossa mille abiti. Curioso che non ricordi neppure il numero dei summit dai russi.

Il misterioso consulente di Matteo Salvini per gli affari esteri, più che per le sue doti diplomatiche colpisce per le mezze frasi, le smentite e i rocamboleschi giri di parole. Dice, ma soprattutto non dice nell’ora e più di incontro nel suo studio nei giorni caldi in cui Domani aveva raccontato degli incontri segreti in ambasciata tra Capuano, Razov e Salvini. Cosa nasconde?

ANTONIO CAPUANO

 

Capuano ha un passato in Forza Italia prima dell’avventura leghista. «Sono stato deputato dal 2001 al 2006. Io ho pagato un prezzo notevole, ero contro il sistema politico di Cosentino (l’ex sottosegretario all’economia e coordinatore campano di Forza Italia, ndr) e così non sono stato ricandidato», dice in versione martire. Ma c’è sempre una seconda possibilità e l’avvocato trova sponda in un altro partito di centrodestra. Negli ultimi tempi si è avvicinato alla Lega e si è trovato così all’improvviso consigliere del leader leghista Salvini su un fantomatico piano di pace da proporre alla Russia.

 

Dopo la notizia degli incontri in ambasciata, era scomparso dai radar, quando è tornato nuovamente protagonista della politica italiana perché un funzionario dell’ambasciata russa gli avrebbe chiesto notizie in merito alle possibili dimissioni dei ministri leghisti dal governo di Mario Draghi.

 

ANTONIO CAPUANO E LA COMPAGNA Madeleine Mbone PER LE STRADE DI ROMA

Domani, a fine maggio, ha rivelato l’incontro tra l’ambasciatore russo Razov e Salvini. Una cena che risale al marzo scorso, presente anche Capuano. In quei giorni avevamo chiesto un incontro all’ex deputato forzista, che ci ha dato appuntamento nel suo studio romano. «Sono tra i primi contribuenti italiani, io pago tasse e sono tra il 4 per cento che paga di più. Seguo da consulente legale diversi connazionali impegnati in investimenti all’estero e lavoro con diverse ambasciate», dice Capuano. Quali ambasciate? «Ma ve le devo dire tutte? Bahrain, Afghanistan, Kuwait», replica. All’appello ne manca certamente qualcuna, ma persino su questa domanda è in affanno.

 

ANTONIO CAPUANO

Ogni risposta prevede una rettifica, un passo indietro e una smentita. Capuano è così, prima esplicita poi ritratta. «Facciamo un esempio, se c’è un’azienda che vuole investire in Ucraina mi chiama e la assisto», dice. Quindi lavora anche con l’Ucraina? Capuano si ritrae: «Solo un esempio».

 

Ma lei chi è, come dobbiamo presentarla? «No, no per favore. Poi devo andare in tribunale a difendermi, non voglio», risponde. Ma le abbiamo chiesto solo come si definisce? Capuano borbotta, arranca, si inalbera. Si inerpica in tortuosi giri di parole e, anche per dire cosa fa nella vita, impiega minuti. «Faccio l’avvocato, punto».

ANTONIO CAPUANO

 

I SOLDI DAL KUWAIT

A Capuano chiediamo anche dei soldi in arrivo dal Kuwait segnalati dall’antiriciclaggio come sospetti. E su questo ha preparato carte e documenti. «Quelli sono i soldi per l’acquisto di una casa, un prestito di un imprenditore, un uomo d’affari, si chiama Ibrahim e si muove nell’area del Golfo». Persino su Ibrahim cambia versione più volte in dieci minuti. Perché presta soldi a Capuano e consorte? «Perché è un familiare della mia compagna, li restituiamo nel giro di due anni, in pratica è una persona cara. Lui aveva investito in obbligazioni nel nostro paese» e ora ci dà un prestito «per il nostro progetto di vita».

 

È l’unico momento del nostro incontro durante il quale si mostra meno indisposto e più propenso a parlare seppure su molte cose glissi. Appena cambiamo argomento tornano le giravolte dialettiche. Il consulente non vuole rispondere alle domande sul suo ruolo nella Lega. Chi l’ha chiamato nel partito? L’idea di incontrare l’ambasciatore russo in Italia è stata una sua idea o di Salvini? Silenzio, agita le mani, difende il capo. «Hanno detto che ero nell’elenco dei consulenti dell’ambasciata russa. Uno schifo, uno schifo. Una roba che ha detto anche un segretario di un partito, Letta (segretario del Pd, ndr), che ha detto che io sono consulente dell’ambasciata russa. Assurdo», dice in versione indignato.

 

Antonio Capuano con Nuri al Maliki

«Massacrarmi per screditarlo non è giusto», dice Capuano riferendosi a Salvini. Ma non chiarisce né l’origine degli incontri né il numero (sappiamo per certo che sono tre oltre la cena). Niente: cambia versione in continuazione, fa scena muta dicendo di essere pronto ad andare al Copasir e di aver avvisato la procura. Per una denuncia? Ma Capuano è sibillino, non chiarisce, lascia tutto in sospeso, nell’opacità. Ma conosce l’ambasciatore Razov? «Non conosco nessuno», dice e rimanda tutto a un appuntamento successivo nel quale rivelerà ogni dettaglio, ma poi scompare. Il consigliere del leader leghista, sparisce, si dilegua. Ora emergono nuovi dettagli sul suo lavoro di pontiere tra la Lega e gli amici russi. Capuano ricontattato risponde alla chiamata ma ricomincia la sceneggiata del silenzio. Per proteggere chi?

antonio capuano antonio capuano 2 ANTONIO CAPUANOantonio capuano

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?