sergio mattarella nicole minetti

IL CASO MINETTI HA FATTO INCAZZARE MOLTO MATTARELLA – IL PRESIDENTE E’ STATO BERSAGLIATO DI FANGO PER LA GRAZIA CONCESSA ALL’EX IGIENISTA DENTALE DEL CAV E IL QUIRINALE, NELLA NOTA DI IERI, QUALCHE CALCETTO L’HA DATO - ALL’ACCUSA DI AVER CONCESSO IL PERDONO IN SEGRETO, IL COLLE ASSICURA CHE LA CLEMENZA È STATA CONCESSA “SENZA INCONSUETA SEGRETEZZA” - A FEBBRAIO NON FU COMUNICATO PERCHÉ QUANDO CI SONO DI MEZZO MALATTIE E BAMBINI, VANNO “DOVEROSAMENTE TENUTI AL RIPARO DA FORME DI DIVULGAZIONE” – IL “CORRIERE”: “UNA PARTE DELL’OPINIONE PUBBLICA HA GRIDATO ALLO SCANDALO PER LA SCELTA DI MATTARELLA DI PERDONARE UNA DONNA CHE È, IN NEGATIVO, UNO DEI SIMBOLI DEL BERLUSCONISMO E MOLTI ANCORA SI CHIEDONO PERCHÉ LO ABBIA FATTO. PER UNA MERA ‘FINALITÀ UMANITARIA’, È LA RISPOSTA DEL COLLE, DOVE CERTO SI SARANNO CHIESTI COME AVREBBE REAGITO L’OPINIONE PUBBLICA E FORSE ANCHE LA DESTRA DI GOVERNO SE MATTARELLA AVESSE NEGATO L’ATTO DI CLEMENZA ALL’EX CONSIGLIERA DI FORZA ITALIA IN LOMBARDIA”

Estratto dell’articolo di Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera”

 

grasso mattarella

Sergio Mattarella si è preso ventiquattr’ore di tempo, ha inforcato gli occhiali, ha letto con cura e scrupolo centinaia e centinaia di pagine di carte, finché ieri ha rotto il silenzio. Con una nota diffusa dopo pranzo dagli uffici del Colle, il presidente ha scritto la parola fine alla vicenda della grazia a Nicole Minetti, che per settimane ha trasformato il Quirinale in bersaglio di un’ondata mediatica di dubbi, sospetti, accuse e anche insulti […]

 

giovanni grasso ugo zampetti sergio mattarella

Mattarella «ha preso atto con rispetto» delle conclusioni dei magistrati di Milano, che non hanno ravvisato ragione alcuna «per una rivalutazione del provvedimento di clemenza».

 

Concedere il perdono alla ex igienista mentale di Silvio Berlusconi, condannata a 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento della prostituzione nel processo Ruby bis e per peculato sulle spese al Pirellone, non è stato un errore e dunque non ci sarà nessuna clamorosa revoca.

 

[…] si può leggere nella nota cesellata nelle stanze della presidenza della Repubblica, dove si ricorda che da undici anni il capo dello Stato «concede abitualmente la grazia» […] E la concede […] «senza farsi influenzare da considerazioni estranee alle finalità umanitarie della grazia».

 

Giuseppe Cipriani Nicole Minetti

Non una frase neutra, ma una delle pietruzze che il presidente si è tolto finalmente ieri dalle scarpe, prova ne sia la formula «per corretta e autentica informazione» che precede il concetto e che torna nel passaggio successivo: «Per opportuna informazione va aggiunto che il Quirinale non si è discostato dai comportamenti abituali».

 

Lo hanno accusato di aver concesso il perdono in gran segreto e per chi sa quale inconfessabile ragione (o pressione) politica e, anche qui, il Quirinale smentisce e assicura che la clemenza è stata concessa «senza alcuna inconsueta segretezza». Perché allora a febbraio non fu scritto un comunicato? Perché quando ci sono malattie o altri «dati delicati» e quando sono coinvolti bambini, «vanno doverosamente tenuti al riparo da forme di divulgazione».

 

Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani

A conferma di quanto il presidente si sia risentito per il sospetto di aver agito alla chetichella, per qualche indicibile doppio fine, il Quirinale rafforza il concetto con numeri precisi. Nei quattro anni del secondo mandato Mattarella ha concesso 42 grazie, in 12 casi le ha comunicate e in 30 casi non lo ha fatto per privacy, perché c’erano dati sensibili e la presidenza «osserva il rispetto del divieto della loro diffusione».

 

Una parte dell’opinione pubblica ha gridato allo scandalo per la scelta di Mattarella di perdonare una donna che è, in negativo, uno dei simboli del berlusconismo e molti, anche nel mondo politico e dell’informazione, ancora si chiedono perché lo abbia fatto. Per una mera «finalità umanitaria», è la risposta del Colle, dove certo si saranno chiesti come avrebbe reagito l’opinione pubblica e forse anche la destra di governo se Mattarella avesse negato l’atto di clemenza all’ex consigliera di Forza Italia in Lombardia. […]

nicole minettiNICOLE MINETTI

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