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PER UN BEFFARDO SCHERZO DEL DESTINO, I PIANI DI GIORGIA MELONI SALTANO IN ARIA A CAUSA DELLE BOMBE DEL SUO AMICO DONALD TRUMP - A CAUSA DELLA GUERRA IN MEDIORIENTE, L'ECONOMIA MONDIALE ARRANCA E, CON MOLTA PROBABILITÀ, L’ITALIA NON USCIRÀ DALLA PROCEDURA DI INFRAZIONE EUROPEA. CIÒ COSTRINGERÀ IL GOVERNO A RIVEDERE LA LINEA DI POLITICA ECONOMICA: CON IL MONDO IN FIAMME, PER LA DUCETTA È IMPOSSIBILE VARARE UNA LEGGE DI BILANCIO 2027 "GENEROSA", SU CUI, COME DAGO-DIXIT, MELONI E I SUOI CONTAVANO PER CONSOLIDARE IL CONSENSO IN VISTA DELLE ELEZIONI POLITICHE - GIORGETTI TENTA DI CONVINCERE L'UE A SFORARE IL PATTO DI STABILITA'. RISPOSTA: NIET! 

Estratto dell'articolo di Alessandro Barbera per "la Stampa"

 

giorgia meloni cameriera di trump e putin - video vitosfrankai

La data cerchiata in rosso nelle agende di Palazzo Chigi e Tesoro è quella del 22 aprile. Solo allora si saprà se il 3,1 per cento di deficit calcolato fin qui dall’Istat sull’indebitamento del 2025 resterà sopra la soglia fatidica del tre per cento o se viceversa sia possibile ancora il miracolo.

 

L’esperienza passata fa dire ai tecnici che è una ipotesi remota. Con molta probabilità l’Italia non uscirà dalla procedura di infrazione europea, e ciò costringerà il governo a rivedere la linea di politica economica tenuta fin qui. «La situazione è cambiata parecchio», spiegano fonti di maggioranza di primo livello.

 

Di qui la dichiarazione con cui ieri, venerdì 3 aprile, Giorgetti ha detto apertamente che occorrerà attrezzarsi per superare i limiti fissati dal Patto di stabilità. Il contesto è cambiato, e dunque - questo il ragionamento del ministro - il punto non è più discutere di quel che è stato, ma quel che occorrerà fare per affrontare la più grave crisi geopolitica dall’inizio della guerra in Ucraina.

 

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP

«La clausola di salvaguardia del Patto di stabilità che consente agli Stati membri di deviare dal loro percorso di spesa netta può essere attivata solo in caso di recessione economica nell’area dell’euro o nell’Unione nel suo complesso. Stiamo monitorando attentamente la situazione volatile in Medio Oriente, ma non ci troviamo in questo scenario».

 

La risposta con cui il portavoce della Commissione ha reagito all’annuncio di Giorgetti è simile a quella indicata la scorsa settimana dal commissario all’Economia Valdis Dombrovksis. Più che una posizione irremovibile, appare anche in questo caso un tentativo di prendere tempo. Nessuno ha la palla di cristallo, a Roma come a Parigi, Berlino o Bruxelles. Ma - questo il messaggio della Commissione - l’Italia non dia per scontato che ci sarà una deroga generalizzata delle regole europee.

 

Per Giorgia Meloni la crisi iraniana si sta trasformando anzitutto in una grana per la gestione dei conti pubblici. Il governatore della Banca d’Italia l’ha avvertita pubblicamente e privatamente di non prendere troppo sul serio l’ipotesi di cambiare l’impostazione fin qui coerente e prudente. Ma una volta stanziato il mezzo miliardo per il secondo decreto di riduzione delle accise, i margini di spesa si sono fatti strettissimi.

SAN VALENTINO 2026 DI GIORGIA MELONI - VIGNETTA BY GIANNELLI

 

Se il 22 aprile - come è probabile avvenga - sarà certificato che l’Italia non è sotto il tre per cento, le conseguenze saranno tutt’altro che banali e contabili: basti dire che ciò impedirà di accedere alla clausola di salvaguardia per scorporare l’aumento delle spese militari, clausola sulla quale contava il ministero della Difesa per sostenere il miglioramento dell’arsenale bellico.

 

Poi ci sono le conseguenze strettamente politiche: senza l’uscita dalla procedura di infrazione, e senza una deroga generalizzata al patto di Stabilità, il governo si troverà di fronte ad un bivio: non avere fondi per l’ultima Finanziaria della legislatura, o dover sfidare le regole europee, una scelta che potrebbe innervosire gli investitori: i rendimenti dei titoli pubblici a dieci anni sono già sulla soglia psicologica del quattro per cento.

 

A meno che non decida di fare diversamente, la premier ha davanti a sé almeno un anno di legislatura. In queste ore molti nei palazzi si chiedono se la situazione in cui l’ha costretta la guerra di Trump all’Iran non la spingerà alle elezioni anticipate in autunno. Uno scenario al quale però non credono per primi gli investitori. [...]

DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - MEME BY EDOARDO BARALDI giorgia meloni donald trumpLA POSIZIONE ITALIANA NEI CONFRONTI DEGLI STATI UNITI - VIGNETTA BY NATANGELO

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