IL CENTROSINISTRA IN TRINCEA CONTRO IL “MELONELLUM”: DAL RICORSO ALLA CONSULTA AL REFERENDUM, TUTTE LE MOSSE CONTRO LA RIFORMA DI “GIGIORGIA” – SORGI:” SULLA LEGGE ELETTORALE CHE SOPRATTUTTO MELONI, MENO TAJANI E SALVINI, VORREBBERO FAR APPROVARE DAL PARLAMENTO ENTRO SETTEMBRE, O COMUNQUE IN AUTUNNO SI FA STRADA ALL'INTERNO DEL CAMPO LARGO L'IDEA DEL REFERENDUM ABROGATIVO (CHE SI DOVREBBE CELEBRARE TRA IL 15 APRILE E IL 15 GIUGNO 2027) PRIMA DELLE ELEZIONI POLITICHE – L’OBIETTIVO È CONNETTERSI CON GLI ELETTORI CHE 4 MESI E MEZZO FA HANNO INFLITTO A MELONI LA PRIMA SCONFITTA DELLA LEGISLATURA SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA E MOBILITARLI IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE. DELLA PRESUNTA INCOSTITUZIONALITÀ DELLA NUOVA LEGGE POTREBBE ANCHE ESSERE INVESTITA LA CONSULTA. MELONI SA COSA LA ASPETTA…”
Marcello Sorgi per la STampa - Estratti
I tempi sono molto stretti. Ma si fa strada lo stesso, all'interno del centrosinistra, l'idea del referendum abrogativo sulla legge elettorale che soprattutto Meloni, meno Tajani e Salvini, vorrebbero far approvare dal Parlamento entro settembre, o comunque in autunno.
Ci sono già comitati – uno è guidato dal costituzionalista, ex-presidente della Rai Zaccaria – al lavoro. Certo, raccogliere le 500 mila firme necessarie, mettere a punto il quesito, ottenere i necessari via libera da Cassazione e Corte costituzionale, e infine andare al voto tra il 15 aprile e il 15 giugno del 2027, precedendo di poco le elezioni politiche, è una bella maratona.
Ma l'aiuto delle firme digitali rende un po' meno arduo il primo passo, appunto la raccolta delle firme. Mentre il più difficile da superare è la partecipazione al voto della metà più uno degli aventi diritto, davanti al quale tutte le consultazioni referendarie degli ultimi anni, tranne quella sull'acqua pubblica, sono fallite.
Gli obiettivi del nuovo fronte referendario, che si organizza mentre ancora la legge è in gestazione, tuttavia sono due. Il primo, è evidente, è connettersi con gli elettori che il 22 e 23 marzo, soltanto quattro mesi e mezzo fa, hanno inflitto a Meloni la prima sconfitta della legislatura sul referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati.
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fratoianni conte schlein bonelli
La difesa della Costituzione contro il dichiarato tentativo di costruire artificialmente con la legge elettorale e il premio di maggioranza una base parlamentare di parte, in grado di eleggersi da sola, e non anche con il contributo delle minoranze, come richiesto dalla Carta, le istituzioni di garanzia, a partire dal prossimo Presidente della Repubblica e dai giudici della Corte costituzionale, diventerebbe così la bandiera per una nuova mobilitazione, secondo obiettivo, che varrebbe a prescindere dalla riuscita della sfida nelle urne. Parallelamente, della presunta incostituzionalità della nuova legge potrebbe anche essere investita la Consulta. Meloni insomma sa cosa la aspetta.
giorgia meloni a 10 minuti rete 4 4
GIUSEPPE CONTE - ELLY SCHLEIN - NICOLA FRATOIANNI ALLA FESTA DEI 125 ANNI DELLA FIOM
Elly Schlein e Giuseppe Conte3



