CHIABERGE REPORT - DALLA FESTA DEL "MEDIOEVO QUOTIDIANO" ALLA VERSILIANA, L’INCONTENIBILE ALESSANDRO BARBERO HA TESO UNA MANO A QUEI TESORUCCI DELL’AFD: "NON MI STUPISCO SE GENTE COSÌ SU CERTE COSE LA PENSA COME ME. PER ESEMPIO CHE IL RIARMO È UNA COSA SBAGLIATA E CHE BISOGNEREBBE EVITARE DI FARE LA GUERRA ALLA RUSSIA" - NOI CHE "DI GRAN LUNGA" PREFERIAMO IL BARBERO DELLA BATTAGLIA DI LEPANTO AL BARBERO DEL DONBASS, GLI VORREMMO RICORDARE CHE I NEONAZI SONO SÌ CONTRARI AL RIARMO, MA A QUELLO DELLE DEMOCRAZIE E DELL’UNIONE EUROPEA CONTRO I DRONI E I MISSILI DI PUTIN, MENTRE SONO FAVOREVOLISSIMI AL RIARMO DELLA LORO "BÜRGERWEHR", LA GUARDIA CIVICA IN DIFESA DEGLI ”INDIGENE DEUTSCHE”, DEI TEDESCHI AUTOCTONI, CHE DOVRÀ PROCEDERE AL RASTRELLAMENTO DEI RICHIEDENTI ASILO E DI CHI LI SPALLEGGIA - NON SI STUPISCA BARBERO SE UNA NOTTE GLI ENTRERANNO IN CASA DEI SIMPATICI RAGAZZI CON GLI SCARPONI CHIODATI E AL BRACCIO LA ZETA DELL’OPERAZIONE MILITARE SPECIALE...
Riccardo Chiaberge per Dagospia
MARCO TRAVAGLIO CON ALESSANDRO BARBERO
Dalla festa del Medioevo Quotidiano alla Versiliana, l’incontenibile Alessandro Barbero ha teso una mano, anzi l’intero arto superiore destro, a quei tesorucci dell’Afd: «Preferirei di gran lunga – ha detto, col suo solito sorrisetto – che non ci fosse gente che si commuove vedendo salutare col braccio alzato, però non mi stupisco neanche se gente così su certe cose la pensa come me.
Per esempio che il riarmo è una cosa sbagliata e che bisognerebbe evitare di fare la guerra alla Russia». Noi che “di gran lunga” preferiamo il Barbero della battaglia di Lepanto al Barbero del Donbass, gli vorremmo ricordare che i neonazi sono sì contrari al riarmo, ma a quello delle democrazie e dell’Unione Europea contro i droni e i missili di Putin, mentre sono favorevolissimi al riarmo della loro “Bürgerwehr”, la guardia civica in difesa degli ”Indigene Deutsche”, dei tedeschi autoctoni, che dovrà procedere al rastrellamento dei richiedenti asilo e di chi li spalleggia.
Per cui, quando grazie a Ulrich Siegmund e ai suoi camerati si potrà tornare finalmente a dormire con le porte aperte, non solo a Magdeburgo ma anche a Pinerolo, non si stupisca Barbero se una notte gli entreranno in casa dei simpatici ragazzi con gli scarponi chiodati e al braccio la Zeta dell’operazione militare speciale.
«È lei il professor Barbero?»
«Barberov, prego. Sono sempre stato amico della Russia».
«Ci dia il cellulare, vogliamo vedere le sue chat con Travaglio».
«Mi faccia parlare col vecchio Lavrov! Non ho fatto nulla, non ho mai mandato in Ucraina nemmeno una cerbottana. Sono per il negoziato, io».
«Se è per questo, lei era per il negoziato anche nel 1571, con il sultano di Costantinopoli che voleva invaderci, stuprare le nostre donne e piegarci alla legge islamica. Per fortuna c’era Pio V, un papa con le palle, che i turchi li fece remigrare a cannonate. Igor, caricalo sulla camionetta».
alessandro barbero
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