papa francesco bergoglio suor raffaella petrini

LA CHIESA È FEMMINA - "DONNE CHIESA MONDO", MENSILE DELL'OSSERVATORE ROMANO, REALIZZA UNA "MAPPA" DI TUTTE LE DONNE CHE HANNO POTERE IN VATICANO - NEL SUO PONTIFICATO, BERGOGLIO HA PROVATO A FAR PESARE DI PIÙ LE DONNE ALL'INTERNO DELLA MASCOLINA CHIESA CATTOLICA - DUE LE NOMINE PIÙ IMPORTANTI: LA SUORA SIMONA BRAMBILLA, PREFETTO DEL DICASTERO PER GLI ISTITUTI DI VITA CONSACRATA E LE SOCIETÀ DI VITA APOSTOLICA, E LA SUORA RAFFAELLA PETRINI, PRESIDENTE DEL GOVERNATORATO E DELLA PONTIFICIA COMMISSIONE DELLA CITTÀ DEL VATICANO - SUOR ANNA MARIA VISSANI: "PAPA BERGOGLIO HA COMPIUTO IMPORTANTI PASSI IN AVANTI, MA..."

DONNE CHIESA MONDO, PRIMA MAPPA DELLE DONNE CHE IN VATICANO COMANDANO

Da http://www.professionereporter.eu

 

 

papa francesco suor cristina scuccia

Per la prima volta una mappa delle presenze (e dei poteri) femminili in Vaticano. E’ il lavoro che ha fatto Donne Chiesa Mondo, mensile dell’Osservatore Romano coordinato da Rita Pinci, nel numero di maggio, prima uscita dopo Papa Francesco. Quattro pagine con tutte le donne nei Dicasteri, negli Organismi, nelle Istituzioni, negli Uffici, nelle Commissioni, nelle strutture del Sinodo dei vescovi.

 

Nomi e foto che testimoniano il tentativo del Papa appena scomparso di allargare la Chiesa al genere femminile, di far pesare di più le donne nel complesso governo vaticano, in un mondo che per venti secoli ha parlato maschile, e le donne hanno rivestito  in prevalenza ruoli subalterni. 

 

LA MORTE DI PAPA FRANCESCO - LE SUORE LEGGONO OSSERVATORE ROMANO

“Dove le donne comandano, le cose vanno meglio”, è una frase di Francesco. Rita Pinci ha scritto su La Stampa il 1° maggio che siamo di fronte a un paradosso: “Mentre la società contemporanea in diversi contesti politici e sociali sembra regredire verso modelli di potere esclusivi e autoritari”, mentre vengono esaltati “modelli di leadership basati sulla forza e sull’aggressività” e su “una visione stereotipata della mascolinità”, la Chiesa invece di “smaschilizza” e “con il cammino intrapreso a piccoli passi da Papa Francesco indica una direzione alternativa: l’apporto femminile non è una minaccia, non toglie, è una risorsa preziosa, aggiunge”. 

 

suor aline pereira ghammachi papa francesco

Due nomine su tutte: la suora missionaria Simona Brambilla, diventata a inizio gennaio Prefetto del Dicastero per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, e la suora francescana Raffaella Petrini, diventata a marzo presidente del Governatorato e della Pontifica commissione della Città del Vaticano. La Vita Consacrata è il ministero della Santa Sede che sovrintende e ha giurisdizione su 700mila donne e uomini consacrati (di cui 559mila sono religiose).

 

Il Governatorato esercita in Vaticano il potere esecutivo in vece del Papa, la Commissione, composta da cardinali, ha funzioni legislative, di finanza e di bilancio. Non è una rivoluzione, non è ancora un cambiamento strutturale, ma è una “strada senza ritorno”, scrive Pinci, nella convinzione (di Francesco) “che la Chiesa possa essere più fedele alla sua missione quando valorizza pienamente i carismi e le competenze di tutti i suoi membri, indipendentemente dal genere”. Sorprendente fu, quando alcuni anni fa Francesco nominò sottosegretaria del Sinodo dei vescovi la suora salesiana Nathalie Becquart, con acquisizione del diritto di voto. 

MEME SU PAPA FRANCESCO

 

Il numero di maggio di Donne Chiesa Mondo si apre con un editoriale intitolato “Dopo Francesco” e una inchiesta di Romilda Ferrauto e Marie-Lucile Kubacki sul percorso intrapreso da Jorge Bergoglio per aumentare la rappresentanza femminile nelle strutture di potere della Santa Sede. 

Il giornale ripercorre le tappe fondamentali di questo processo di apertura, iniziato con Paolo VI e accelerato sotto il pontificato di Bergoglio. Prima di Petrini e Brambilla, alcune nomine  di Francesco sono già state considerate storiche: quella di Francesca Di Giovanni, prima donna sottosegretario nella Segreteria di Stato;  di suor Alessandra Smerilli, prima donna consigliere di Stato e prima segretario di un Dicastero – quello creato da Francesco per lo Sviluppo umano integrale; di Barbara Jatta, prima donna dopo 500 anni direttrice dei Musei Vaticani.

 

suor raffaella petrini papa francesco

Il teologo Martin Pinet sottolinea il significato di queste nomine: “Teologicamente, nulla impedisce che un potere delegato sia esercitato da un laico, e quindi da una donna, perché in realtà tutti i poteri esercitati in Curia sono cosiddetti poteri delegati.”

 

All’interno del giornale una analisi della biblista Marinella Perroni, due interviste a donne influenti: Marie-Lucile Kubacki interpella suor Veronique Margron, presidente della Corref, la Conferenza dei religiosi e delle religiose di Francia; Vittoria Prisciandaro parla con suor Patricia Murray, irlandese, segretaria esecutiva della Uisg, la Unione internazionale delle Superiori generali, che rappresenta 1900 suore leader a capo delle congregazioni religiose femminili in tutto il mondo, che convergono dal 5 al 9 maggio a Roma per l’ Assemblea plenaria triennale. [...]

 

SUOR ANNA MARIA VISSANI "COLTI E FRAGILI, COSÌ AIUTO GLI UOMINI DI CHIESA E SULLE DONNE NON SI PUÒ TORNARE INDIETRO"

Estratto dell'articolo di Giacomo Galeazzi per "la Stampa"

 

PAPA FRANCESCO SCHERZA CON SUORA AFRICANA

«Il genio femminile entra in conclave attraverso la testimonianza di Francesco che si è prodigato per aprire la Chiesa ad una autentica parità. Ora sulle donne non si può tornare indietro. La trasmissione della fede avviene in famiglia attraverso le mamme e le nonne, eppure l'istituzione soffre ancora di una rigidità strutturale nei confronti della figura femminile», sostiene la counselor suor Anna Maria Vissani, responsabile nelle Marche del Centro di spiritualità sul Monte, specializzata in Consulenza grafologica della personalità dopo il dottorato in Teologia morale all'Accademia Alfonsiana e il master in Bioetica all'Università Cattolica, autrice di numerosi saggi specialistici a sfondo psicologico-spirituale.

 

Cosa frena la piena parità uomo-donna nella Chiesa?

«A partire dalla formazione nei seminari andrebbe favorita una più completa consapevolezza della propria maturità affettiva che vada a completare quella intellettuale. Anche nel percorso accademico, fino a poco tempo fa, venivano separati gli uomini dalle donne: sono quasi sempre stata l'unica donna durante gli studi teologici e ciò ha sviluppato in me uno spirito di autodifesa per non farmi sopraffare dalla prevalenza maschile».

 

suor ANNA MARIA VISSANI

La questione femminile è entrata al Sinodo dei Vescovi con il diritto di voto alle donne. Può arrivare anche alle congregazioni generali?

«Non può non trovare spazio un tema che riguarda metà della cattolicità. Ne ho avuto esperienza nella prosecuzione del mio cammino di studi e professionale, nel trovarmi insieme, ho aiutato molti uomini di Chiesa che hanno anche pianto sulla mia spalla per crisi affettive. Il punto focale è la maturazione non diversamente da ciò che accade nelle coppie in difficoltà.

 

Il sacerdozio non dona la grazia di Dio se non è sostenuto dall'integrazione della maturazione umana e di fede. Si può essere sacerdoti, vescovi, cardinali e rimanere persone fragili. Ho aiutato molti uomini di Chiesa che non avevano le necessarie resistenze nell'affrontare responsabilmente e con maturità affettiva il rapporto uomo-donna». [...]

 

Serve una formazione dei sacerdoti al rapporto uomo-donna?

«Il primo passo è la formazione all'affettività e poi l'accompagnamento alla maturazione integrale della persona. Se qualcosa si blocca o crea problemi, occorre farsi aiutare. Mai affrontare le crisi da soli, come ripeto sempre negli incontri con il clero e con gli sposi. Se non si è capaci di essere umili e di farsi aiutare in caso di un innamoramento o atri motivi che provocano una crisi vocazionale diventa tutto più difficile. E le difficoltà si sommano ai disagi».

suor ANNA MARIA VISSANI

 

Perché la Chiesa è stata scossa negli ultimi anni dalla piaga degli abusi?

«Si tratta di capire perché in molti casi non ci sia stata una presa di coscienza non solo da parte di chi nella Chiesa si è macchiato di abusi ma anche di quei superiori che non sono intervenuti, non hanno aiutato, non hanno denunciato, non hanno agito per tutelare le vittime e fermare il male. Quando si inizia a coprire poi diventa molto difficile scoprire. Abbiamo purtroppo davanti agli occhi casi gravissimi di vere e proprie condotte ossessive che hanno provocato situazioni di abusi all'interno della Chiesa».

 

[...] Papa Francesco, però, ha voluto delle donne in posti di responsabilità della macchina vaticana?

«Papa Bergoglio ha compiuto importanti passi in avanti ma poi ha dovuto fermarsi perché i tempi non erano maturi e non erano opportune fughe in avanti. Basta pensare al diaconato femminile. Duemila anni di storia non possono essere cancellati in un periodo così breve. All'inizio della storia del cristianesimo c'erano più possibilità per la donna perché la Chiesa erano meno istituzionalizzata e gli spazi erano indefiniti».

 

Quali speranze ha per il conclave sotto il profilo della parità nella Chiesa?

«Ad essere eletto tra pochi giorni non sarà il papa solo degli uomini ma di tutti. E ad essere affrontate dovranno essere i temi che interessano uomini, donne, gay. A partire dall'educazione e dalla formazione. Non basta inserire le donne in ruoli di responsabilità nella Chiesa.

 

suora foto a nuovo papa francesco bergoglio

Vanno preparati gli uomini ad accoglierle e ad interagire con loro su un piano di parità intellettiva ed effettiva. Certe decisioni andavano contestualizzate e serviva un'approvazione più larga. Andava preparata meglio quella che i mass media hanno definito "svolta rosa" perché le rigidità rimangono e se si procede per strappi la reazione è l'opposto dell'intento che si vuole raggiungere».

 

Non basta mettere donne in posti di vertice in Vaticano?

«La fretta è nemica dei risultati duraturi. Le vere riforme vanno accompagnate con un processo di crescita complessiva altrimenti può capitare di tornare indietro bruscamente come è accaduto negli Stati Uniti sui diritti civili con l'elezione di Donald Trump. I rapporti tra donne sono spesso meno facili di quelli tra uomini perché noi donne tendiamo a conservare dentro e quindi a interfacciarci in modo ostile con le altre per avere la preminenza». [...]

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