UN ALTRO CLAMOROSO CORTOCIRCUITO NEL CASO RANUCCI-LAVITOLA – ERA IL GIORNALISTA DI “REPORT” A SUGGERIRE AL FACCENDIERE UN ALIBI CHE GIUSTIFICASSE IL SOPRALLUOGO A CASA SUA PRIMA DELL’ATTENTATO! LA SURREALE CHIAMATA DEL 5 LUGLIO 2026. DOPO LA PERQUISIZIONE, ALLE 4 DEL MATTINO, VALTERINO CHIAMA RANUCCI CON UN CANALE “NON MONITORATO” - RANUCCI PROPONE PERCORSI, PRANZI, INCONTRI PER “SCAGIONARE” L’AMICO “FRATERNO”: “NON PUOI PASSARE CON LA MACCHINA... È CROLLATO IL PONTE… DEVI PASSARE DAVANTI CASA MIA PER FORZA”. SECONDO IL GIP, È SOLO UNO DEI “VANI TENTATIVI COMPIUTI DA RANUCCI PER GIUSTIFICARE LA PRESENZA DELL’AMICO NELLA ZONA…
Estratto dell’articolo di Fabio Amendolara per “La Verità”
Clesio Tavares Gomes - Sigfrido Ranucci - Valter Lavitola
Era Sigfrido Ranucci a suggerire a Valter Lavitola qualche alibi che giustificasse il suo sopralluogo, col collaboratore Clesio Tavares, a casa del giornalista un mese prima dell’attentato. Inutilmente: Lavitola scarta tutti i suggerimenti. Poi, intercettato, sembra compiacersi della «confusione» creata.
È quasi l’alba del 5 luglio quando comincia la ricerca di un alibi. O, per usare le parole del giudice, di una «spiegazione plausibile». Quel giorno Valter Lavitola […] ha appena subito una perquisizione con l’accusa di aver ordito l’attentato proprio contro l’amico che sognava di spedire a Palazzo Chigi.
VALTER LAVITOLA E SIGFRIDO RANUCCI
Gli investigatori gli hanno rappresentato una coincidenza difficile da spiegare: il 15 settembre 2025 il suo telefono e quello di Clesio Tavares Gomes, suo uomo di fiducia […] ([…] che Lavitola chiama «figlio mio»), erano insieme a Torvaianica, proprio nella zona in cui abita Ranucci.
Il giornalista quel giorno non era in casa. E Lavitola non lo aveva chiamato né gli aveva scritto. I due ex codetenuti erano rimasti lì soltanto una mezz’ora. Per la Procura di Roma quello era un sopralluogo.
BOMBA FUORI DALLA CASA DI SIGFRIDO RANUCCI
Quasi dieci mesi dopo Lavitola ha bisogno di capire come spiegare quel breve lasso di tempo. E ad aiutarlo, «in buona fede», secondo il gip Iole Moricca, è proprio l’uomo che per mestiere dubita delle versioni altrui: Ranucci.
Le giustificazioni dell’indagato […] vengono infatti cercate «addirittura con il contributo […] della persona offesa». Ed è questo uno dei cortocircuiti più singolari e imbarazzanti dell’inchiesta sulla bomba esplosa il 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione del conduttore di Report.
Mentre gli investigatori stanno cominciando a mettere Lavitola al centro della loro ricostruzione, Ranucci continua a considerarlo un amico. E quell’amico, appena perquisito, lo chiama.
Terminate le operazioni di perquisizione, intorno alle 3.56 del mattino, parte la chiamata attraverso un canale che gli inquirenti definiscono «non monitorato». Lavitola è in automobile con la compagna. E una captazione ambientale permette agli investigatori di ascoltare almeno una parte della conversazione e il confronto all’interno dell’auto.
valter lavitola e sigfrido ranucci a cena insieme al ristorante cefalu a roma
I tre, in un passaggio paradossale, cercano insieme di ricostruire il luogo in cui Lavitola potesse trovarsi quel 15 settembre. Ranucci rovista nella memoria. Propone percorsi, pranzi, incontri. Cerca un episodio capace di far combaciare i ricordi con le celle telefoniche. Forse, sostiene, per andare a Terracina Lavitola era costretto a passare davanti a casa sua per via di una deviazione: «Non puoi passare con la macchina... è crollato il ponte… devi passare davanti casa mia per forza».
Ma è solo uno dei «vani tentativi», così li definisce il gip, «compiuti da Ranucci» per «giustificare» la presenza dell’amico nella zona.
Gomes Clesio Tavares con Antonio Passariello e Pellegrino DAvino - 22 luglio 2024 tiktok
Perché ricorda anche «un paio di situazioni» in cui Lavitola gli avrebbe detto di essere passato da quelle parti «per mangiare insieme» o per «bere una cosa». Ed emerge un pranzo. La compagna di Lavitola lo fissa attorno al 7 settembre. Ranucci conferma: «Si è vero... sei venuto a mangiare».
Ma Lavitola corregge l’amico: «Gomes non c’era... eh sicuro». E il giudice scrive: «I tre cercavano una giustificazione alla circostanza contestata nel decreto di perquisizione senza però trovare una soluzione».
I pezzi, insomma, non combaciano. Ed è Lavitola a dover, di volta in volta, scartare l’alibi che Ranucci gli offre. Il problema è quella mezz’ora a Torvaianica.
Per comprendere il peso della telefonata bisogna tornare al 7 settembre 2025. Il giorno precedente Lavitola aveva scritto a Ranucci: «Domani prima o dopo pranzo, riusciamo a vederci 10-15 minuti, sarò proprio dalle tue parti».
Ranucci aveva accettato. Il giorno seguente Lavitola gli aveva chiesto dove incontrarsi. Il giornalista aveva proposto casa propria perché, altrimenti, avrebbe dovuto chiamare la scorta. A quel punto Lavitola aveva fatto una richiesta destinata, dieci mesi dopo, a diventare importante: «Mi scrivi l’indirizzo, perché non so dove».
bomba distrugge le auto di sigfrido ranucci e della figlia 1
Ranucci glielo aveva mandato, aggiungendo anche un riferimento visivo per individuare l’immobile: «Trovi villetta bianca con auto posteggiata. Due auto». Le celle telefoniche confermano l’incontro.
Per il gip quel dialogo dimostra soprattutto una cosa: il 7 settembre Lavitola non sapeva ancora dove abitasse Ranucci. Era la prima volta che andava a casa sua. E Clesio non era con lui. Otto giorni dopo accade qualcosa di diverso. Il 15 settembre Lavitola è insieme a Clesio. I due arrivano nella zona di casa Ranucci, rimangono circa mezz’ora e tornano verso Roma. Il giornalista non è lì e, secondo quanto ricostruito nell’ordinanza, Lavitola non tenta neppure di contattarlo.
[…] Lavitola […] successivamente con un’altra interlocutrice afferma: «Questo (Ranucci, ndr) andrà a determinare con certezza se lui dirà la verità, come mi ha detto ieri notte. Siamo stati due ore a parlare al telefono, mi ha dato molte informazioni, mi ha aiutato a chiarire le cose. Questo porterà a una confusione terribile».
È probabilmente il punto più delicato. Perché Lavitola, che in quel momento profetizza il suo arresto («mercoledì sono sicuro che mi arrestano», dirà a un amico), sembra ricercare una certa utilità in quella conversazione. Niente alibi, ma almeno «una confusione terribile». Non abbastanza, comunque, da confondere il giudice su quella mezz’ora a Torvaianica.
pellegrino davino - arrestato per la bomba a casa di sigfrido ranucci
sigfrido ranucci (2)
bomba distrugge le auto di sigfrido ranucci e della figlia 9
bomba distrugge le auto di sigfrido ranucci e della figlia 10
sigfrido ranucci geppi cucciari puntata di splendida cornice del 30 ottobre 2025
sigfrido ranucci
bomba distrugge le auto di sigfrido ranucci e della figlia 5
bomba distrugge le auto di sigfrido ranucci e della figlia 7
bomba distrugge le auto di sigfrido ranucci e della figlia 4
I QUATTRO INDAGATI FINITI AGLI ARRESTI CON L'ACCUSA DI AVERE MESSO LA BOMBA A CASA DI SIGFRIDO RANUCCI

