1. COME DAGOANTICIPATO, BARBARA SPINELLI SI RIMANGIA LE PROMESSE E VA A BRUXELLES 2. LA GIORNALISTA DI COTANTO PADRE CON UN COLPO DI MANO HA ESCLUSO MARCO FURFARO, UNICO ELETTO DI SEL DELLA LISTA TSIPRAS, TIENE PER SE’ LA POLTRONA E DIMOSTRA CHE ANCHE TRA I SINISTRATI TUTTI SONO UGUALI MA QUALCUNO LO E’ DI PIÙ 3. IL 7 MARZO SCORSO, LA SPINELLI IN UN’INTERVISTA ALL’UNITÀ DICHIARAVA TRONFIA E ALTEZZOSA: “PER ME E’ SOLO UN SACRIFICIO CANDIDARMI. NON LA VOGLIO UNA POLTRONA E NON MI SERVE VISIBILITÀ, NE HO FIN TROPPA. SE ELETTA LASCIO IL SEGGIO AD ALTRI. NON FACCIO COME BERLUSCONI O GRILLO. LO DICO PRIMA. NON C’È RAGGIRO” 4. SE ANCHE I SINISTRATI DURI E PURI, SEMPRE A CONCIONARE CONTRO LA POLITICA CIALTRONA, SI RIMANGIANO LE PROMESSE E IMBROGLIANO GLI ELETTORI, CHE SENSO HA ATTEGGIARSI A MORALMENTE SUPERIORI, ANTROPOLIGAMENTE DIVERSI E PORTATORI SANI DELL’ETICA QUANDO POI, A CONTI FATTI, SI RISOLVE TUTTO NELLA SOLITA COTICA?

1 - SPINELLI VA IN EUROPA, L’IRA DI SEL

BARBARA SPINELLIBARBARA SPINELLI

Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”

Barbara Spinelli ha deciso: siederà in europarlamento con la sinistra del Gue, insieme e a sostegno del leader greco di Syriza Alexis Tsipras. E a rimetterci sarà Sel. La sua doveva essere una candidatura di servizio, ma adesso per la giornalista si prospetta un ruolo di prestigio: la vicepresidenza della Commissione Europea. Il nome della figlia di Altiero, uno dei padri dell’Europa, ha infatti un forte ascendente anche sul Pse.

key07 scarpe barbara spinellikey07 scarpe barbara spinelli

«Il Parlamento in cui intendo entrare — dice Spinelli — dovrà, su spinta della nostra Lista e delle pressioni che essa eserciterà in Europa e in Italia, essere costituente. Dovrà lottare accanitamente contro lo svuotamento delle democrazie e delle nostre Costituzioni, a cominciare da quelle italiane e dal vuoto democratico che si è creato in un’Unione che non merita, oggi, il nome che ha». Parlando poi della decisione di andare a Bruxelles, la Spinelli si dice certa «che i tanti elettori di Sel, battutisi con forza per la nostra Lista, approveranno e comunque accetteranno una scelta che è stata molto sofferta, visti i costi che saranno sopportati dal candidato del Centro designato come il primo dei non eletti».

BARBARA SPINELLIBARBARA SPINELLI

Il cambio di rotta rischia però di mandare in frantumi il già complicato tentativo di unità delle sinistre oltre il Pd. Nemmeno il tempo di festeggiare il superamento della soglia del 4% dell’Altra Europa. Il gioco delle preferenze (al netto della rinuncia di Spinelli) aveva accontentato tutti: un eletto della società civile, il giornalista Curzio Maltese di Repubblica ; uno di Sel, Marco Furfaro; una di Rifondazione, Eleonora Forenza.

Invece ora Spinelli, capolista nelle circoscrizioni Italia centrale e meridionale, ha deciso di optare per il centro, e così resta fuori Furfaro: «Al Sud non ero capolista, ma seconda dopo Ermanno Rea, e da molti verrei percepita come “paracadutata” dall’alto. Mi assumo l’intera responsabilità di quest’opzione, che mi pare la più giusta, nella piena consapevolezza del prezzo che essa comporterà. Io volevo fare il sorteggio ma avete detto di no».

key01 tom padoa schioppa barbara spinellikey01 tom padoa schioppa barbara spinelli

Così scrive Spinelli in una lettera aperta. Ma la reazione della platea riunita ieri al teatro Umberto è stata di assoluta sorpresa: «E questa che democrazia è?». Critiche anche dal comitato di Milano.

Nei giorni scorsi su internet si erano fronteggiati due appelli: uno affinché Spinelli mantenesse la parola e rinunciasse al seggio; un altro affinché Spinelli accettasse il seggio, «per unire società civile e mondo dei partiti». «Considero questa scelta grave — dice il coordinatore di Sel Nicola Fratoianni — perché sottratta a un percorso collettivo. Sequestrato in modo autoritario da un singolo. Uno stile deludente e un po’ miserabile perché Spinelli mai si è confrontata con nessuno».

key14 to padoa schioppa barbara spinellikey14 to padoa schioppa barbara spinelli

E mentre Sabina Guzzanti firmava il primo degli appelli ma in realtà voleva optare per il secondo («scusate, a furia di firmare appelli mi sono sbagliata...», ha scritto su Twitter) Maltese dalla “Repubblica delle idee” esprimeva soddisfazione: «Bella notizia. Meglio Barbara di Iva Zanicchi».

2-  RINCIULITE DAI TROPPI APPELLI. OUTING DI SPINELLI E GUZZANTI

Fausto Carioti per “Libero quotidiano”

TSIPRASTSIPRAS

Prendete Barbara Spinelli, categoria sacerdotesse altezzose (la stessa di Laura Boldrini, ma a tutt’altri livelli). Qualche sera fa Bruno Vespa ha raccontato di averla invitata più volte a Porta a Porta, ma di avere ricevuto solo dinieghi perché alla signora piglia l’ansia all’idea di trovarsi in un confronto televisivo, dove può capitarle persino di trovare qualcuno che si  permette di contraddirla. Il che aiuta a capire la predilezione della papessa democratica per gli appelli: lei pubblica l’enciclica assieme agli altri eletti, il popolo dei fedeli si accoda. L’ultimo la Spinelli lo ha siglato il 6 giugno, con Zygmunt Bauman e altri lumi del pensiero occidentale contemporaneo.

TSIPRAS E SAMARAS TSIPRAS E SAMARAS

«Nello spirito del nuovo trattato», sostengono costoro, i cittadini europei debbono avere «voce in capitolo su chi guida la Commissione». Poteva la figlia di Altiero Spinelli sottrarsi a un appello tanto nobile? La lettura della signora però deve essersi fermata a metà documento.Perché qualche riga più giù, verso la fine, quel ragionamento arrivava al dunque: «Il Partito popolare europeo è emerso dalle elezioni come il più grande gruppo politico del Parlamento. Il Consiglio Europeo dovrebbe quindi proporre il candidato del Ppe: Jean-Claude Juncker».

Accortasi con orrore dalla lettura dei giornali di essersi schierata per il candidato di centrodestra, la Spinelli ha informato il Corriere della sera di aver ritirato la propria firma dall’appello, spiegando la differenza tra l’idea, di per sé splendida, secondo cui gli elettori europei scelgono il presidente della Commissione, e la sua deprecabile attuazione pratica, ovvero la nomina di Juncker, alla quale lei è assolutamente contraria.

bacchiddu spinelli bacchiddu spinelli

Se ne deduce che il principio democratico vale se conviene ai candidati di sinistra e deve essere ignorato quando premia quelli di destra. Se  questo punto vi viene in mente la Fattoria di George Orwell, nella quale tutti gli animali sono uguali,ma alcuni (i maiali) sono più uguali degli altri, qualche ragione l’avete. Finisce per non capirci più nulla anche una professionista delle mobilitazioni come Sabina Guzzanti. Colpa del popolo del Web che s’indigna e che s’impegna, il quale stavolta ha messo in rete sul solito Change.org due mozioni sulla Spinelli, di segno esattamente opposto.

Sabina Guzzanti Sabina Guzzanti

Visto che costei, candidata nella lista Tsipras, aveva assicurato che mai si sarebbe seduta su uno scranno europeo, dopo le elezioni chi l’aveva presa in parola le ha chiesto di fare «un passo indietro, il passo promesso». Appello caduto nel vuoto, poiché ieri la Spinelli ha confermato che quel seggio se lo prenderà. La Guzzanti, però, lo aveva subito firmato. Sbagliando.

Lo ha spiegato ieri, nel linguaggio frastornato che le è proprio e che vale la pena di riportare intonso: «Ho fatto una cazzata a forza di firmare appelli ho firmato quello sbagliato. Pessima abitudine mettersi a giocare col cellulare di prima mattina: ho visto un twitt che diceva bruxelles, firmamo perché BarbaraSpinelli… ho dato per scontato che fosse a sostegno del fatto che la Spinelli andasse a fare la deputata e ho firmato sempre sul cellulare». Insomma, a parte che si scrive «tweet» e non «twitt» e che «firmamo» ormai lo dicono solo all’Idroscalo di Ostia, la notizia è che la sindrome da sottoscrizione compulsiva è diventata un problema reale per la sinistra. Urge gruppo di recupero per firmatari anonimi: «Ciao, mi chiamo Sabina e non sottoscrivo un appello da due settimane…».

SABINA GUZZANTI VIDEO YOUTUBE SABINA GUZZANTI VIDEO YOUTUBE

3 - SPINELLI, MIA LINEA MAESTRA LOTTA A IDEOLOGIA AUSTERITÀ

(ANSA) - La linea maestra alla quale intendo attenermi è di operare nel Parlamento europeo per una politica di lotta vera all'ideologia dell'austerità e della cosiddetta 'precarietà espansiva', alla corruzione e alle minacce mafiose in Italia; per i diritti dei cittadini; per la realizzazione di un'Europa federale dotata di poteri autentici e democratici: quell'Europa che sinora, gestita dai soli governi in un micidiale equilibrio di forze tra potenti e impotenti, è mancata ai suoi compiti"".

ert tv pubblica occupata in greciaert tv pubblica occupata in grecia

Lo scrive barbara Spinelli nella lettera con la quale annuncia la sua intenzione di accettare il seggio al parlamento europeo con la lista "L'Altra Europa con Tsipras". "Il Parlamento in cui intendo entrare - prosegue - dovrà, su spinta della nostra Lista e delle pressioni che essa eserciterà in Europa e in Italia, essere costituente. Dovrà lottare accanitamente contro lo svuotamento delle democrazie e delle nostre Costituzioni, a cominciare da quelle italiane e dal vuoto democratico che si è creato in un'Unione che non merita, oggi, il nome che ha".

anarchici grecianarchici greci

Parlando poi della decisione di andare a Bruxelles, la Spinelli si dice certa "che i tanti elettori di SEL, battutisi con forza per la nostra Lista, approveranno e comunque accetteranno una scelta che è stata molto sofferta, visti i costi che saranno sopportati dal candidato del Centro designato come il primo dei non eletti".

4 - «SE ELETTO LASCIO IL SEGGIO AD ALTRI, DOV'È IL PROBLEMA?»

Rachele Gonnelli per “l’Unità” del 7 marzo 2014

Moni Ovadia Moni Ovadia si candida alle europee, è in testa di lista nel collegio del Nord Ovest sotto il logo «L'Altra Europa per Tsipras». Però, c'è un però. Il teatrante Moni così come la giornalista Barbara Spinelli e lo storico Adriano Prosperi, tre dei più nomi della lista Tsipras, hanno già comunicato che non hanno alcuna intenzione, anche se eletti, di lasciare i rispettivi lavori per un seggio.

TSIPRASTSIPRAS

Non le sembra in questo modo di ingannare gli elettori che voteranno per lei e si troveranno un altro o un'altra a rappresentarli?

«Chiariamo subito che io non ho chiesto di candidarmi, mentre ho aderito subito e con grande entusiasmo al progetto della lista Tsipras. Non mi dispiace Martin Schulz ma sono un uomo di sinistra-sinistra, il Pd non lo è, mentre Syriza è un'esperienza sconcertante: un partito di sinistra arrivato alla maggioranza relativa che in Grecia si oppone alle politiche di austerità ma non all'Europa.

A un'Europa dei cittadini, per la giustizia sociale, che metta al centro l'uomo e non l'economia della finanza. Una scelta nitida, che guarda al futuro, bellissimo. Quando i garanti, che sono tutte persone che stimo tantissimo, mi hanno chiamato, dicendomi che sarebbe stato importante che mi candidassi, che avrebbe rafforzato la lista, mi sono messo a disposizione.

ALEXIS TSIPRAS DEL PARTITO SYRIZAALEXIS TSIPRAS DEL PARTITO SYRIZA

Se i militanti non lo ritengono opportuno non ho alcun problema a ritirare il mio nome. Per me è solo una corvée, un sacrificio. Che interesse ho? Non la visibilità, ne ho fin troppa. Non mi interessa il potere, non la voglio una poltrona. Mi prendo solo la responsabilità piena del progetto. E poi avendolo detto prima chi non apprezza il mio gesto può non votarmi, scegliere un altro».

Però quando Berlusconi o Grillo si sono candidati in passato per poi far eleggere altri, questa pratica è stata duramente criticata. Anche da lei.

«Io e gli altri lo diciamo prima che non andremo, loro no. Non c'è raggiro, c'è trasparenza. Voglio farti capire, elettore, quanto ci tengo, che sostengo questa lista con tutto il cuore, se ti piaccio mi voti, se no non mi voti. Berlusconi o Grillo invece baravano, non lo chiarivano. Non ho mai avuto tessere di partito, non sono mai stato a libro paga di qualcuno, le mie scelte le ho sempre pagate care, non mi hanno mai dato una virgola di vantaggio.

Sono un militante della sinistra, al massimo un attivista. Anni fa Mirabelli dei Ds mi chiese di candidarmi a Milano per l'Ulivo. Mi disse: aiutaci a mandar via la Moratti. Accettai ma poi i consigli comunali si svolgevano il lunedì e il giovedì e io ho una compagna teatrale, devo fare le turnée, da me dipendono gli stipendi degli altri. Dovetti lasciare. Tutti furono molto affettuosi, solo un giornale di destra mi schernì con un titolo, prendi i voti e scappa . Ripeto, per me è solo una rottura, lo faccio solo finché si ritiene utile. Ma non sono uno specchietto per le allodole».

Ci sono state già lamentele in questo senso?

«Su qualche blog qualcuno ha parlato dei soliti intellettuali di sinistra . Devo dire che Internet è una cosa meravigliosa ma magari prima di scrivere la prima cosa che gli passa per la testa certa gente dovrebbe chiedere, documentarsi, farsi delle domande. Perché lo fanno? Cosa gliene viene? Niente. Comunque l'altra sera a Milano ho partecipato a una iniziativa elettorale, c'era un sacco di gente e tutti dicevano: ci piace che stiano con noi le persone in cui crediamo».

Non tutte lodi, c'è anche chi vede la lista come un'accozzaglia di ceto politico e movimentisti di professione. Persino Rodotà non l'ha trovata esaltante.

 «Abbiamo dovuto muoverci in fretta e un pochettino se ne risente. Ci saranno anche elementi un po' così... ma sono pochi. C'è soprattutto un popolo della sinistra che tiene duro. Io non demonizzo Grillo, anzi, credo che gli dobbiamo della gratitudine per aver denunciato cose di cui nessuno parlava. Però non mi piacciono le sue modalità interne, la non condivisione, e alcuni suoi cavalli di battaglia come l'uscita dall'euro. Syriza è una forza politica seria e sobria con valori condivisibili».

C'è chi vi vede come sinistra oltranzista, tradizionale, massimalista, accozzaglia di sigle e rissosità .

«I veri estremisti sono i sedicenti moderati. Altrove può darsi che sia una virtù ma in Italia essere moderati è un vizio. La mafia occupa quattro regioni e la mafia è sempre stata moderata. La corruzione è in gran parte una pratica dei moderati. Non è la sinistra massimalista che ha portato allo sfascio questo Paese, è stato Berlusconi. Chi ci accusa, prima si guardi allo specchio».

 

 

 

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…