sanchez iglesias

ARIA SINISTRA SULLA SPAGNA – DOPO I COLTELLI, L’ABBRACCIO: COME IN ITALIA TRA PD E M5S ANCHE IN SPAGNA SI FA DI NECESSITA’ VIRTU’ E I VECCHI NEMICI VANNO AL GOVERNO INSIEME – ACCORDO TRA SOCIALISTI E PODEMOS MA SERVE IL SÌ DEI CATALANI - LA TRATTATIVA SULLA COMPOSIZIONE DEL GOVERNO SI CONCLUDERÀ SOLO NEI PROSSIMI GIORNI; MA SI DÀ PER CERTO CHE IGLESIAS OCCUPERÀ UNA DELLE VICEPRESIDENZE

Elena Marisol Brandolini per il Messaggero

 

sanchez iglesias

«Psoe e Unidas Podemos hanno raggiunto un preaccordo per formare un governo progressista di coalizione che faccia della Spagna il referente nella protezione dei diritti sociali in Europa, così come i cittadini hanno deciso nelle urne»: comincia così il testo dell'intesa che Pedro Sánchez e Pablo Iglesias hanno siglato attorno alle 14,30 di ieri, nel Congresso dei deputati, davanti a un nutrito gruppo di dirigenti di entrambi i partiti e di giornalisti.

 

«È il compromesso del Psoe per un governo profondamente progressista e per tutta la legislatura», assicurava Sánchez; «Un governo di coalizione progressista che combini l'esperienza del Psoe con il coraggio di Podemos e costituisca un vaccino contro l'estrema destra», gli faceva eco Iglesias. E poi l'abbraccio tra i due leader a suggellare la nuova alleanza a sinistra che non ha precedenti in Spagna, dopo sei mesi di sfiducia e accuse reciproche.

 

IL PROGRAMMA

pedro sanchez

È ancora un accordo di massima che traccia solo i titoli di un programma di governo: consolidamento della crescita e dell'occupazione, lotta contro la corruzione, lotta contro il cambio climatico, sostegno alle piccole e medie imprese, diritto alla morte dignitosa ed eutanasia, ruolo della cultura, politiche femministe, lotta allo spopolamento delle aree interne, giustizia fiscale.

 

La questione catalana, al centro della campagna elettorale, è trattata in termini molto generici, facendo riferimento alla necessità di garantire la convivenza in Catalogna, allo sviluppo del dialogo e al rafforzamento del sistema delle Autonomie. La trattativa sulla composizione del governo si concluderà solo nei prossimi giorni; ma si dà per certo che Iglesias occuperà una delle vicepresidenze dell'Esecutivo.

 

sanchez abascal

Quanto sembra ora lontano il tempo in cui il Psoe accusava Podemos di voler formare un proprio governo all'interno di quello di coalizione per controllare l'operato del partito socialista, o quando Podemos recriminava ai socialisti di offrirgli ministeri vuoti di competenze. Di un'altra epoca le affermazioni di Sánchez che, interrogato sul fallimento della coalizione, rispondeva che non avrebbe potuto dormire tranquillo con ministri di Podemos al governo.

 

Tanto che Iglesias gli aveva dedicato l'ultima frecciatina la notte elettorale: «Credo che si dorma peggio con 50 deputati dell'estrema destra che con ministri di Unidas Podemos nel governo». Salvo poi aggiungere: «Le cose importanti non sempre riescono la prima volta». E, a quanto pare, aveva ragione. Anche se il tempo in politica conta.

 

IN 48 ORE

Quello che dunque non si è riusciti a fare in cinque mesi ha trovato la sua soluzione in meno di quarantott'ore dal risultato delle elezioni. Di queste elezioni che hanno mandato un segnale chiaro alla politica, richiamandola alla sua responsabilità. Da cui la sinistra è uscita indebolita complessivamente e nelle sue singole componenti, ma più avvertita di prima dalla perdita di consenso e dalla strepitosa crescita dell'estrema destra.

 

SANCHEZ IGLESIAS

Fare l'accordo a sinistra è indispensabile per formare un governo, ma non è sufficiente neppure a garantire l'investitura di Pedro Sánchez. Perché ora Psoe e Podemos contano solo 155 deputati, 21 sotto la maggioranza assoluta, pochi anche per quella semplice senza ottenere almeno l'astensione di altre formazioni politiche.

 

Probabile il consenso del Partito nazionalista basco, il PP ha già dichiarato che «un governo radicale è l'ultima cosa di cui ha bisogno la Spagna», mentre Ciudadanos ha chiesto a Psoe e PP di realizzare un patto alternativo a quello tra Psoe e Podemos. Esquerra Republicana ha fatto notare che la situazione è cambiata rispetto a luglio, con la sentenza e il successivo atteggiamento del governo spagnolo: «Adesso la nostra posizione è un No e se vogliono qualcosa da noi, bisogna sedersi e parlare. Perché questo è un conflitto politico, non un problema di convivenza in Catalogna».

SANCHEZ IGLESIAS

 

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....