giuseppe conte donald trump putin

CONTE L’AMICO DEL GIAGUARO – EZIO MAURO: “È COME SE IL POPULISMO EX-GRILLINO SI SENTISSE PORTATORE DI UN ORDINE NUOVO, CHE FISSA UN DIVERSO CANONE, POST-DEMOCRATICO. E RENDE POSSIBILE AI CINQUE STELLE SMARCARSI DALL’EUROPA CON LA SCELTA DI NON SOSTENERE PIÙ L’UCRAINA” – “SE CONTE VINCERÀ LE PRIMARIE E GUIDERÀ IL GOVERNO, PROMETTE UNA “SVOLTA NEGOZIALE”, METTERE SUBITO AL TAVOLO DEL CONFRONTO PUTIN INSIEME CON ZELENSKY. RICORDA TRUMP QUANDO GARANTIVA DI POTER CONCLUDERE LA GUERRA IN POCHI GIORNI” – “È LA FALSA PACE, PERCHÉ CONSENTE ALLE RAGIONI DELLA GUERRA DI REALIZZARSI. QUELLA VERA NON PORTA SOLTANTO ALLA FINE DEI COMBATTIMENTI, MA REALIZZA UN NUOVO ORDINE: CHE REINSEDIA LA DEMOCRAZIA, UNICA GARANZIA DI COESISTENZA PACIFICA NELLA LIBERTÀ E NELLA GIUSTIZIA....”

Estratto dell'articolo di Ezio Mauro per “la Repubblica”

 

ezio mauro

L’anno elettorale distorce fatalmente la realtà, perché costringe i leader a tenere lo sguardo fisso sulle urne e li spinge a parlare con il linguaggio della propaganda. Ma nello stesso tempo rivela le tendenze più profonde di ogni partito, in quanto tutte le forze politiche alla resa dei conti mettono in gioco la loro anima, cioè la loro natura profonda, per conquistare gli elettori.

 

Le primarie radicalizzano queste due dinamiche introducendo un elemento di sfida e di competizione dentro la stessa coalizione che poi, trovato il leader, dovrà battersi compattamente contro i suoi veri avversari politici.

 

Giuseppe Conte Vladimir Putin 2

[...] la politica estera divide le coalizioni, ci sono faglie evidenti e inaspettate, fughe in avanti, incertezze e obiezioni che si spiegano con uno scarto decisivo operato negli ultimi anni, fino a mettere in discussione quello che sembrava un elemento di fondo del nostro agire politico collettivo: la concezione della democrazia liberale e costituzionale come valore universale e principio ordinatore del sistema.

 

Questa diffidenza verso la democrazia [...]  è diventata il cuore della politica Maga negli Stati Uniti trumpiani, e anche in Italia affiora nella destra di governo [...]: mentre è addirittura la cifra identitaria della sfida futurista di Vannacci.

 

trump conte

Ma bisogna prendere atto che il dubbio democratico si è insediato anche a sinistra, o meglio in quel mondo che non per caso preferisce definirsi “progressista”, distinguendosi, e mescola populismo e antipolitica sotto la bandiera dei Cinque Stelle.

 

[...] È come se il populismo ex-grillino si sentisse portatore di un ordine nuovo, che fissa un diverso canone, post-democratico. E rende possibile ai Cinque Stelle smarcarsi dall’Europa con la scelta di non sostenere più l’Ucraina con l’invio di armi (come se la ripulsa dell’aggressione russa fosse a tempo, e la sua condanna avesse la data di scadenza), di pronunciarsi contro il riarmo europeo (come se non ci fosse un problema di autonomia nella difesa, nel momento in cui Trump minaccia di chiudere l’ombrello americano sul nostro continente), di ammonire Kiev per essersi “attrezzata” negli armamenti, fin troppo, come se l’Ucraina fosse colpevole di aver imparato a difendersi, resistendo all’invasore.

 

Giuseppe Conte Vladimir Putin

Tutto questo, se Conte vincerà le primarie e guiderà il governo, verrà sostituito da una “svolta negoziale”, con la promessa del leader Cinque Stelle di mettere subito al tavolo del confronto Putin insieme con Zelensky, una promessa che ricorda Trump quando in campagna elettorale garantiva di poter concludere la guerra in pochi giorni, una volta tornato alla Casa Bianca.

 

Ma non è la tecnicalità precaria di questo progetto il cuore del problema. Guardiamo al disegno complessivo: in tre mosse Conte si colloca in una zona grigia tra Kiev e Mosca, come l’unico soggetto politico che grazie a questa scelta di neutralità può puntare ad avviare una trattativa tra i due contendenti. Ma la neutralità tra due soggetti clamorosamente diseguali come l’aggressore e l’aggredito è in realtà una scelta di campo che indebolisce l’Ucraina e rafforza la Russia.

 

giuseppe conte marco travaglio

Questa contraddizione difficilmente sostenibile nel mondo del centrosinistra può essere coperta solo ricorrendo a un valore assoluto, come la pace. Conte infatti si presenta come l’unico possibile artefice della pace, giocando il tutto per tutto sulla prospettiva di un negoziato che consenta di far finire la guerra.

 

In sostanza il leader dei Cinque Stelle sta lanciando un’opa sulla pace. Il calcolo non è sbagliato: nella corsa delle primarie per concorrere alla premiership il Pd ha un’area di consenso superiore a quella degli ex grillini.

 

IL FILO CONTE - UNA MATASSA INTRIGATA - VIGNETTA BY GIANNELLI

Ma la superficie genericamente pacifista, che raccoglie gli italiani stanchi di guerra, impauriti dal rischio che il conflitto si allarghi, favorevoli ad arrivare comunque alla fine delle operazioni belliche è ancora più ampia, e supera addirittura la divisione tra destra e sinistra. Se Conte riesce a diventare l’unico interprete politico di quell’universo frastagliato ma affollato, può ricevere una spinta importante nella sfida delle primarie.

 

È difficile che l’opa vada in porto: i suoi punti di debolezza sono due. Il primo nasce dal fatto che la pace non appartiene a Conte. Tutti i leader [...] vogliono la fine della guerra, dunque la ricerca della pace non è un’esclusiva. Ma questo auspicio comune si traduce poi in scelte politiche e morali molto differenti tra loro, perché sono diversi gli strumenti per costruire la pace.

 

E qui si rivela la seconda debolezza: nel momento in cui si spezza la cornice di riferimento della democrazia, ecco che si fa strada la scorciatoia immorale di una pace che assuma la forma del sopruso da cui tutto è incominciato, diventi l’immagine di un mondo nuovo dove la forza sostituisce il diritto, obblighi la diplomazia a concedere ciò che l’aggressione non è riuscita a conquistare.

 

GIUSEPPE CONTE - ELLY SCHLEIN - NICOLA FRATOIANNI - ANGELO BONELLI - MANIFESTAZIONE PD AVS M5S PER GAZA - FOTO LAPRESSE - FOTO LAPRESSE

È la falsa pace, perché consente alle ragioni della guerra di realizzarsi. Quella vera non porta soltanto alla fine dei combattimenti, ma realizza un nuovo ordine: che reinsedia la democrazia, unica garanzia di coesistenza pacifica nella libertà e nella giustizia.

FOTOMONTAGGIO DI GIUSEPPE CONTE COME LUKASHENKO CON PUTIN giuseppe conte elly schlein 4 MEME SU GIUSEPPE CONTE E ELLY SCHLEIN - BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

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